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AgenParl: Elicotteri ex CFS a terra e interrogazione parlamentare di Bernini (M5S)

Date: 19-01-2017 / Author: sapaf /
News

Maltempo Neve: Elicotteri dell’Ex CFS a terra perchè normativa applicabile ai mezzi militari è completamente diversa da quella Civile

agenparl(AGENPARL) – Roma, 19 gen 2017 – A quanto apprende Agenparl una parte del parco elicotteri dell’ex Corpo Forestale dello Stato, oggi Carabinieri del Comando tutela ambientale agroalimentare e forestale, sarebbe a terra in quanto non avrebbero le certificazioni necessarie per una forza armata militare.

Attualmente i mezzi della flotta in uso al Corpo forestale dello Stato attualmente in uso sono :

  • 13 elicotteri AB412 versione civile
  • 5 elicotteri AB412 EP a matricola militare versione speciale per CFS denominata AER Q008
  • 3 elicotteri A109 Nexus versione militare
  • N 8 elicotteri BREDA NARDI NH500D ( monomotore) civili
  • 1 Aereo Piaggio P180 Avanti 1 ( versione EASA come aerei di linea civile)

Di questa flotta la suddivisione studiata a tavolino ma senza tener conto delle differenti normative civili (applicabile ai VVF e CFS) e militari applicabile ai CC, è la seguente : n. 13 Elicotteri AB412 a marche civile saranno assegnati ai VVFF e tutta la rimanente flotta sarà assegnata ai Carabinieri: A109, AB412 a matricola militare, Aereo, e tutti gli NH500D

Inoltre il Corpo Forestale dello Stato era l’unico Ente di Stato Italiano, riuscito a dotarsi di una organizzazione EASA (European Aviation Safety Agency) ed ora tutto questo andrà perduto, comprese le certificazioni EASA di tutto il personale che anzi dovrà essere riqualificato per i Carabinieri che seguono procedure e standard diversi con ulteriori corsi.

Per i piloti che stavano seguendo il corso AB412 secondo la procedura civile, c’è il rischio concreto che tale procedura si fermi (e già sono stati stanziati soldi per i corsi) e che debbano essere rimodulati in ambiente militare.

Le caratteristiche degli elicotteri, anche gli AB412 militari sono caratteristiche di uso che erano finalizzate alla polizia ambientale ed all’antincendio boschivo che nulla hanno a che fare con il servizio dei Carabinieri; in particolare gli elicotteri NH500D monomotore (in quanto spesso venivano usati in aree rurali) hanno svolto un compito importante, seppure piccoli, non solo nell’antincendio, ma anche nelle calamità con interventi molto particolari ad esempio l’alluvione o in Sicilia e nell’emergenza neve nel frusinate, dove per portare soccorso a paesi isolati si poteva atterrare solo in piccoli spiazzi o in mezzo metro di neve e dove, sia gli elicotteri bimotori di tutti i corpi e sia gli AB206 in dotazione ai VVFF o CC non potevano atterrare se non vuoti ( avendo un rotore bipala a differenza dell’NH500 che lo ha penata pala) ed invece l’NH500D veniva riempito di tutti i generi possibili, o nell’emergenza neve, dove gli elicotteri con le ruote o con carrelli bassi affondavano ed invece l’NH500D ha il carrello alto ed è potuto tranquillamente atterrare e portare nei paesini isolati, latte in polvere, pannolini, insulina rischiamo che questa linea unica in Italia vada persa.

Il passaggio degli elicotteri dell’ex Corpo forestale dello Stato ai Carabinieri comporterà  probabilmente da gennaio la messa a terra di quasi tutte le linee, sia per il fatto che la normativa applicabile ai mezzi militari e’ completamente diversa da quella Civile che era in uso al CFS, sia’ perche l’eventuale processo per la traslazione nell’arma di tali mezzi sia dal punto di vista giuridico che tecnico avrebbe richiesto un lungo lasso di tempo (almeno un anno) non compatibile con i tempi imposti alla riforma Madia.

Per la linea NH500 D monomotore, allo stato attuale, sembra che ARMAEREO, l’organo militare che gestisce dal punto di vista giuridico e tecnico tutto ciò che vola di militare in Italia, abbia dato ai Carabinieri due scelte; o pur essendo militare, dotarsi di una CAMO militare analoga a quella civile e che loro non hanno, o appaltarla esternamente ad un operatore CAMO Militare da certificare da Armaereo come quello Civile EASA, o in alternativa mettere la flotta a terra. In Italia l’unico operatore abilitato CAMO per tali mezzi sarebbe la MAG di Monteprandone che quindi richiederà probabilmente per ciò dei compensi compenso stimabile tra i 500.000 ed 1 milione di euro annui (la gestione nel CFS la faceva il CFS stesso senza costi) anche per garantire i tecnici sulle basi che costano circa 1000 euro al giorno (ad esempio 4 tecnici su due basi circa € 1.460.000 annui).

Inoltre i Carabinieri non hanno tale mezzo quindi almeno all’inizio devono ricertificare il proprio personale e nel frattempo le manutenzioni le farà la ditta. Con il CFS attualmente le prime 9 ispezioni 25 ore e le 2 ispezioni 100 ore le faceva il CFS e solo alla 300 ore andavano in ditta. I CC non hanno ne personale anche perché nella divisione CC e VVFF , il Capo del Corpo Forestale dello Stato avrebbe inviato ai VVFF tutti quelli certificati per la 100 ore su tale elicottero pur non assegnato tali mezzi ai VVFF e i CC si ritroveranno senza tecnici, Inoltre a ciò c’è da aggiungere il fatto che se li volessero far diventare militare (qualora la cosa sia tecnicamente fattibile) la spesa sarebbe di almeno 400.000 euro a macchina. Non si tiene conto della nuova livrea da introdurre, che costerebbe minimo € 20.000 euro a macchina che per 8 fa circa 160.000, se fatto alla ditta di manutenzione.

L’aereo Piaggio P180 del CFS ha una storia analoga a quella degli NH500D e che quindi avrà molte criticità a diventare militare, e sembra che anche qui Armaereo abbia posto molti paletti se non addirittura una gestione civile ai CC, ma precise indicazioni: Banca Intesa. Infatti probabilmente cederanno il contratto di leasing dell’aereo ai CC, in quanto l’aereo non è proprietà del CFS ma dell’Istituto di credito e ci sono canoni da pagare fino al 2018. Qui si pone un altro quesito che non hanno affrontato: ma come fanno i CC a riscattare e pagare un aereo civile che è , sia come sigle che come gestione, assimilabile ad un aereo Alitalia? Inoltre una volta riscattato dalla Banca (come civile o, militare se la banca lo fa militarizzare visto che ne è il proprietario) per applicare e rendere militare l’aereo con tutti gli apparati ( TACAN, UHF, RADIO ecc. ecc.) ci sarà da spendere una cifra variabile tra 400.000 e i 600.000 euro sempre che i Carabinieri facciano una gara. Vi è anche la possibilità che Armaereo autorizzi a volare come militare facendo una deroga analogamente al precedente dei P180 della Protezione Civile girati poi all’Aeronautica Militare, ma le versioni sono diverse poiché quelli della Protezione civile erano Avanti 2 ( più recente ) e quello CFS è la Avanti 1. Gli elicotteri nel CFS, sia quelli monomotori che gli AB412 erano usati come soccorso, protezione civile, antincendio e polizia ambientale e ad oggi sono tutti pienamente operativi; di fatto dal “ gennaio non si sa come e se saranno utilizzati dai CC, se saranno in carico nella nuova struttura forestale dei CC ( ma sembra di no visto che l’organizzazione che hanno preparato, sembra che vadano nell’organizzazione generale del Servizio Aereo dei CC) , e soprattutto sicuramente saranno quasi tutti fermi compreso l’aereo. Gli AB109 erano fermi nel CFS per mancanza di fondi per i contratti di manutenzione ed erano stati strategicamente fermati, stante il fatto che erano usabili solo per trasporto e per pattugliamento , in quanto avendo ruote basse non avendo gancio baricentrico, ed essendo per uso prettamente militare non servivano.

L’aereo in dotazione al CFS è un aereo Piaggio P180 Avanti1 marche I-CFPA e come già detto, è gestito completamente civile come un aereo Alitalia. Ha 11 posti ( 2 piloti+ 1 tecnico + 8 passeggeri) e permette di coprire l’intero Mediterraneo, Europa, fino in Russia . Era gestito secondo un Decreto del Capo del Corpo forestale, e veniva utilizzato, per trasporto personale e nucleo speciali CFS come il NIAB, NIRDA, trasporto parti di ricambio urgenti specie in estate in Sicilia quando ed erano mezzi rischierati in antincendio, per trasporto di infermi e materiale urgente anche sanitario, se richiesto magari da altri enti (attualmente l’AM si occupa del trasporto organi) . L’aereo poi non faceva molte ore di volo, e comunque per tenere allenati i piloti , come da normativa, si cercava di fare addestramento e trasporto insieme ove possibile. Esempio devo trasportare un pezzo di ricambio a Catania per l’elicottero antincendio, un pilota approfittava per magari allenarsi all’avvicinamento strumentale a Catania. In tal modo si è cercato di ottimizzare i costi e quindi pur con una riduzione di fondi , si è mantenuta quasi sempre la stessa efficienza operativa dei piloti del Corpo forestale dello Stato.

Allo stato attuale le criticità riguarderanno sia le certificazioni del personale pilota e tecnico , che dovrà affrontare la conversione per le licenze e per i tecnici frequentare un corso TEV presso l’AM con ulteriori costi. Inoltre la gestione dell’aeronavigabilità dell’aereo era fatta con il sistema CAMP (Computer aid maintenance program) secondo la normativa EASA e tale sistema e tale normativa non è in uso ai CC e ciò comporterà l’impossibilità dal 2 gennaio di utilizzarlo stante il fatto che servirà un lungo periodo per la transizione da civile a militare.

 

Corpo forestale dello Stato, Bernini (M5S): Presentata interpellanza su flotta aeromobili. Quali «linee di volo» non saranno operative a partire dal 1o gennaio 2017?

agenparl(AGENPARL) – Roma, 19 gen 2017 – E’ stata presentata una interpellanza a firma di Massimiliano Bernini (M5S) sulla questione degli aeromobili del Centro operativo aereo. Si seguito il testo dell’interpellanza

 

 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministro dell’interno, per sapere – premesso che:
al 31 dicembre 2016, il Corpo forestale dello Stato possedeva una propria flotta di aeromobili gestita dal Centro operativo aereo (Coa) coordinata con gli altri mezzi aerei nazionali impiegati nell’attività antincendio, dal Dipartimento della protezione civile, tramite il Centro operativo aereo unificato;
il COA ha sede presso l’aeroporto di Roma Urbe e dispone di 12 elicotteri Breda Nardi NH500D, 18 elicotteri Agusta Bell AB412 con matricole civili e militari, 4 Erickson S64F, 3 elicotteri AW 109N e un aereo Piaggio P180 Avanti 1 in leasing (in totale 38 aeromobili), ripartiti nelle basi di Roma Urbe, Roma Ciampino, Cecina, Belluno, Pescara, Rieti e Lamezia Terme, senza contare le 12 basi provvisorie per l’antincendio boschivo; è costituito da settori amministrativo, tecnici e operativi che dispongono di circa 230 persone e di 80 piloti e 120 specialisti;
con lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato il COA è diviso tra i carabinieri e vigili del fuoco, col personale posto di fronte alla scelta di essere militarizzato e trasferito, pur di continuare lavorare nel reparto aereo, o di non essere trasferito ma di abbandonare il lavoro aeronautico;
n. 13 elicotteri AB412 con matricola civile saranno assegnati ai vigili del fuoco, mentre la rimanente flotta, 25 aeromobili, ai carabinieri, col P180 destinato al solo trasporto VIP;
nella base di Pescara si è deciso di mantenere una struttura in capo ai carabinieri, con 11 specialisti ed un pilota, che di fatto sarà inoperativa;
la flotta del Corpo forestale dello Stato a differenza di quella dei carabinieri e dei vigili del fuoco operava a titolo esclusivo nell’attività antincendio;
il Corpo forestale dello Stato era l’unico ente pubblico dotato di una organizzazione European Aviation Safety Agency riguardante il livello di sicurezza, la certificazione del personale e delle procedure, e le licenze (civili) di pilotaggio;
i piloti del P180 hanno effettuato anche un corso Airline Transport Pilot License di 24 mesi;
col passaggio ai carabinieri il personale dovrà essere riqualificato con la partecipazione ad ulteriori corsi pagati dai contribuenti per la conversione delle licenze civili in militari (ad esempio, il corso T.E.V. per gli specialisti del P180 presso l’Aeronautica militare), si disperderanno professionalità acquisite a spese dello Stato, soprattutto nel caso in cui il personale dovesse optare per l’abbandono del lavoro aeronautico, e si interromperanno i corsi civili di pilotaggio già attivati, con conseguente sperpero di denaro pubblico;
il confronto nell’ambito del «volo» del personale ex-Corpo forestale dello Stato e dei carabinieri, per la notevole differenza di grado, rischia di ingenerare i presupposti del « crew resource management» ovvero della «sudditanza psicologica» con ripercussioni sulla sicurezza del volo;
le caratteristiche degli elicotteri del Corpo forestale dello Stato, erano finalizzate alla polizia ambientale ed all’antincendio boschivo che nulla hanno a che fare con il servizio dei carabinieri;
il passaggio comporterà la «messa a terra» di quasi tutte le linee degli aeromobili per l’adeguamento tecnico di tutti gli apparati (TACAN, UHF, e altro) e giuridico alla normativa militare;
la gestione dell’aeronavigabilità del P180 era fatta secondo la normativa EASA e con un software di gestione tecnica del tipo in uso alle linee aeree civili, ed entrambi non applicabili alla eventuale gestione militare dei carabinieri;
il personale pilota ex-Corpo forestale dello Stato transitato nei carabinieri si confronterà con una serie di nuove procedure professionali e comportamentali che richiederanno un periodo più o meno lungo di adattamento che potrebbe determinare rischi per la sicurezza volo –:
quali siano le tempistiche e l’ammontare delle spese dirette ed indirette dell’adeguamento della flotta aerea del Corpo forestale dello Stato transitata nell’Arma dei carabinieri;
quali «linee di volo» non saranno operative a partire dal 1o gennaio 2017;
quale sia l’ammontare della spesa per l’adeguamento logistico ai criteri dell’Arma e dei vigili del fuoco delle basi aeree del Centro operativo aereo;
quali siano le azioni previste per mantenere la copertura territoriale, i livelli di presidio, l’efficienza dipartimentale e l’operatività, finalizzate all’antincendio boschivo;
quali siano le misure per scongiurare i rischi per la sicurezza aerea dovuti al « crew resource management»;
se sia prevista una gestione civile da parte dei carabinieri della linea NH500D e del Piaggio P180 o se saranno definite deroghe, e se il contratto in leasing di quest’ultimo, verrà ceduto all’Arma;
se la flotta aerea transitata nell’Arma sarà inquadrata nel Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare o nell’organizzazione generale del servizio aereo dei carabinieri;
se riguardo ai beni in trasferimento dal Corpo forestale dello Stato ai carabinieri e ai vigili del fuoco, si stia rispettando quanto previsto dall’articolo 13 del decreto legislativo n. 177 del 2016.
(2-01580) «Massimiliano Bernini, Gagnarli, Benedetti, Frusone, Cozzolino, Zolezzi».

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