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dCC 28-03-2006 uffici territoriali per la biodiversità

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Corpo Forestale dello Stato, Normativa

CORPO FORESTALE DELLO STATO

ISPETTORATO GENERALE 

VISTA la Legge Quadro sulle aree protette 6/12/1991 n° 394 ed in particolare l'art. 31;

VISTO il D.L.vo 30/3/2001 n° 165 concernente le norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche e successive modifiche e integrazioni;

VISTO il D.L.vo 3/4/2001 n° 155 e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il D.L.vo 18/5/2001 n° 227 sull'orientamento e modernizzazione del settore forestale ed in particolare l'art. 10;

VISTO il D.P.R. 1/8/2003 n° 264 recante il regolamento concernente l'individuazione dell'unità dirigenziale generale del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'ari 7 comma 3 del D.L.vo 3/4/2001 n° 155;

VISTA la Legge 6/2/2004 n° 36 di riordino del Corpo forestale dello Stato ed in particolare l'art. 2 lettera g) ed o);

VISTO il D.M. 12/1/2005, registrato il 3/3/2005 alla Corte dei Conti al registro 1 foglio 208, con il quale sono stati individuati gli uffici dirigenziali di livello non generale centrali e periferici del Corpo forestale dello Stato ed in particolare, all'art 2 comma 1 lettera b), l'Ufficio per la biodiversità e relativi compiti e funzioni;

VISTO il D.C.C. 11/7/2005, registrato il 28/7/2005 alla Corte dei Conti al registro 3 foglio 369, con il quale è stata modificata la denominazione degli Uffici Amministrazione Gestione ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali in "Uffici Territoriali per la biodiversità";

ATTESA la necessità di provvedere, in attuazione dell'art. 14, comma 4 del predetto decreto ministeriale, all'articolazione centrale e periferica dell'Ufficio per la biodiversità;

SENTITE le Organizzazioni Sindacali; 

DECRETA

ART.1

L'Ufficio per la biodiversità, come individuato con compiti e funzioni all'art, 2 comma 1 lettera b) del D.M. 12/1/2005, svolge anche attività di studio e di educazione ambientale ed è articolato a livello centrale in un Ufficio per la biodiversità e a livello periferico in Uffici Territoriali per la biodiversità, in seguito indicati con la sigla U.T.B., così come denominati con D.C.C. 11/07/2005. 

Art.2

L'Ufficio per la biodiversità è organizzato come segue:

1) Settore della conservazione della biodiversità e dell'educazione ambientale con funzioni di:

indirizzo e coordinamento delle attività tecnico scientifiche dei Centri Nazionali per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale del C.F.S., così come individuati ed individuabili dall'art. 10 del D.L.vo 18 maggio 2001, n° 227 e di seguito indicati Centro o Centri;

indirizzo e coordinamento delle attività gestionali di tutela della biodiversità in particolare nelle riserve naturali d'interesse nazionale e di quelle di supporto ai compiti istituzionali del C.F.S.;

indirizzo e coordinamento degli U.T.B. in materia di educazione ambientale; predisposizione ed attuazione di accordi di programma e convenzioni con altre Amministrazioni ed Enti pubblici e soggetti privati in ordine alle finalità di cui al D.M. 12.1.2005;

approvazione di progetti nazionali e comunitari di ricerca scientifica e gestione delle relative attività;

progettazione ed esecuzione di opere, strutture ed impianti in carico agli U.T.B., nonché di deposito di progetti secondo gli articoli 65 e 69 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

2) Settore giuridico-amministrativo ed economico-finanziario con funzioni di: affari generali, consulenze, contenzioso amministrativo, contabile e civile; amministrazione del patrimonio mobiliare e immobiliare; programmazione economica, finanziaria, contabilità, bilancio e relativi adempimenti;

esecuzione di convenzioni con il Ministero dell'Interno ed altri Enti;

amministrazione del personale assunto a tempo determinato e indeterminato ai sensi della L. 124/1985 e sua riqualificazione professionale;

Art.3

L'Ufficio per la biodiversità sovrintende, coordina ed indirizza le attività svolte dai sottoelencati Uffici Territoriali per la biodiversità nell'ambito dei territori da ciascuno amministrati:

U.T.B. di Assisi; U.T.B. di Belluno; U.T.B. di Caserta; U.T.B. di Castel di Sangro; U.T.B. di Catanzaro; U.T.B. di Cecina; U.T.B. di Cosenza; U.T.B. di Fogliano; U.T.B. di Follonica; U.T.B. di Foresta Umbra; U.T.B. di Isernia; U.T.B. di L'Aquila; U.T.B. di Lucca; U.T.B. di Martina Franca; U.T.B. di Mongiana; U.T.B. di Pescara; U.T.B. di Pieve S. Stefano; U.T.B. di Pistoia; U.T.B. di Potenza; U.T.B. di Pratovecchio; U.T.B. di Punta Marina; U.T.B. di Reggio Calabria; U.T.B. di Roma; U.T.B. di Siena; U.T.B. di Tarvisio; U.T.B. di Vallombrosa; U.T.B. di Verona; U.T.B. di Vittorio Veneto. 

Gli U.T.B. dipendono amministrativamente, per la gestione del personale di ruolo, dai Comandi Regionali territorialmente competenti e concorrono, secondo le direttive del Capo del Corpo forestale dello Stato alle altre attività del C.F.S. L'Ufficio per la biodiversità coordina inoltre i Centri di cui all'art. 2.

Per perseguire i propri obiettivi istituzionali, l'Ufficio per la biodiversità si può avvalere di una commissione consultiva tecnico-scientifica, con esperti provenienti da istituzioni scientifiche di rilevanza nazionale ed internazionale, la cui composizione sarà definita con successivo provvedimento del Capo del Corpo forestale dello Stato.

Art.4

I Centri svolgono funzioni scientìfiche e consultive, promuovono anche borse di studio ed assegni di ricerca ed hanno i seguenti compiti specifici:

I Centri di Peri (VR) e di Pieve Santo Stefano (AR) svolgono principalmente attività di studio e di conservazione del patrimonio genetico forestale nazionale;

Il Centro di Bosco Fontana (MN) svolge principalmente attività di studio e di conservazione della biodiversità forestale utilizzando anche la Rete Nazionale di monitoraggio Invertebrati.

I Centri di Peri e di Bosco Fontana dipendono dall'U.T.B. di Verona.

Il Centro di Pieve Santo Stefano dipende dall'U.T.B. di Pieve Santo Stefano.

L'Ufficio per la biodiversità, con il supporto tecnico-scientifico dei Centri, indirizza le attività degli U.T.B. finalizzate alla tutela e alla salvaguardia delle aree protette e degli altri territori di competenza, allo scopo di realizzare una rete di monitoraggio e di conservazione della biodiversità animale e vegetale, anche mediante la collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio prevista all'art. 3, comma 2, della legge 6 febbraio 2004, n. 36.

Art.5

A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto gli U.T.B. di Sondrio, di Casale Monferrato e di Parma, sono soppressi. I beni gestiti dai predetti Uffici sono assunti in carico ed in gestione, rispettivamente dal Coordinamento territoriale per l'Ambiente di Bormio, dall'U.T.B. di Verona e dall'U.T.B. di Lucca.

Con la stessa decorrenza, l'U.T.B. di Perugia e l'U.T.B. di Sabaudia assumono rispettivamente la denominazione di U.T.B. di Assisi e U.T.B. di Fogliano, con conseguente trasferimento di sede; l'U.T.B. di Pieve Santo Stefano-Semi assume la denominazione di U.T.B. di Pieve Santo Stefano.

Con la stessa decorrenza l'Agenzia Ecologica e Forestale, istituita con DM 12 giugno 1982, è soppressa e le sue competenze sono ricomprese nelle funzioni del Settore 1 di cui all'art. 2.

Art. 6

I Comandi Stazione di cui all'art. 3 del D.C.C. 11/7/2005 operanti alle dipendenze degli U.T.B. assumono la denominazione di Posti Fissi e svolgono in via prioritaria i compiti propri degli U.T.B. con particolare riferimento alle attività di tutela della biodiversità, alla educazione ambientale, alla sorveglianza dei territori gestiti, concorrendo alle altre attività del C.F.S. secondo le direttive impartite dal Capo del Corpo forestale dello Stato. Con successivi provvedimenti si procederà alla loro riorganizzazione anche mediante nuove istituzioni o soppressioni.

Con analoghi provvedimenti, per particolari esigenze organizzative, possono essere istituite sedi distaccate degli U.T.B.

Art. 7

Gli U.T.B. sono retti da funzionar! del ruolo direttivo.

Il responsabile di ogni Centro è un funzionario del ruolo direttivo di particolare esperienza e professionalità.

Il presente decreto sarà trasmesso agli Organi di Controllo per la registrazione ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale del Corpo Forestale dello Stato. 

Roma, 28-03-2006

IL CAPO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Cesare Patrone 

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