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Estate di emergenze, disastri e … tante ipocrisie!

Date: 08-09-2007 / Author: sapaf /


È stata un’estate piena di impegni e sacrifici per gli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato e non solo: la stagione è iniziata con “l’emergenza idrica”, causata dalla prolungata siccità invernale, per continuare con “l’emergenza incendi boschivi”, causata da incendiari senza scrupoli che hanno approfittato delle favorevoli condizioni meteorologiche (alle alte temperature si è aggiunto, in maniera determinante, il forte vento).

 

Inutile a dirsi, come sempre accade in questi casi, al CFS è toccata la prima fila, il grande onere di contrastare un fenomeno emergenziale che quest’anno ha raggiunto proporzioni davvero disastrose. Allora, ecco la ricetta: personale onnipresente in ogni angolo d’Italia, sospensione dei programmati congedi e colonne mobili di uomini e mezzi che dal nord si dirigevano verso il sud e le aree critiche. Per quanto ci è dato sapere (ma non avevamo dubbi in merito), l’impiego è stato incondizionato e scrupoloso ed il personale, pur con sacrificio, non ha lesinato energie e disponibilità.

 

Questo, però, è il tempo delle considerazioni che vanno comunque fatte per non commettere errori che, a nostro avviso, potevano essere evitati se solo fosse stata posta in atto una minima programmazione.

Ma come, programmare l’emergenza? Sembrerebbe una contraddizione in termini, ma di fatto è così; è statisticamente provato che alcuni territori sono maggiormente colpiti dall’opera degli incendiari. Pianificare un’azione preventiva da intensificare nel momento in cui le condizioni meteorologiche peggiorano, garantirebbe un impiego razionale delle risorse e consentirebbe al personale un’organizzazione migliore anche della propria vita.

All’inizio della stagione delle “emergenze” avevamo ribadito l’esiguità degli uomini, delle risorse e dei mezzi del Corpo Forestale dello Stato, sapendo che alla fine proprio sul Corpo sarebbero ricaduti i maggiori sacrifici. Quel “lo avevamo detto” giova a poco e a pochi, soprattutto ad emergenza finita, ma sia il Governo che le Istituzioni nulla hanno fatto per cambiare una situazione che è andata sempre più peggiorando: senza un investimento serio da parte dello Stato, sarà sempre e comunque emergenza!

Non solo, in virtù della storica anomalia per cui le Regioni demandano molte delle loro responsabilità al CFS, sperando che con la “bacchetta magica” possa risolvere le loro carenze, i pochi Forestali disponibili che potrebbero essere impiegati per le indagini di polizia, vengono distolti ed impiegati nello spegnimento a terra! E’ giunta l’ora di fare chiarezza: il SAPAF, da questo punto di vista, concorda pienamente con Bertolaso che più volte ha evidenziato l’ipocrisia degli Enti locali che si lamentano per i ritardi dello Stato per questioni che la legge (da tempo) demanda a loro stessi!

E questo vortice vizioso di “scarica barile” coinvolge, spesso, anche la nostra Amministrazione, favorendo ancora di più l’ambiguità della “politica dell’emergenza”: la Calabria brucia, inviamo le nostre autobotti, da bravi “pompieri” dei boschi (cosa che in Calabria non facciamo più da anni, fortunatamente!). Senza domandarsi nemmeno se sono adeguate per quei territori, se il personale inviato è stato formato ed addestrato, se sconvolgere la vita di poche decine di uomini possa effettivamente risolvere il problema!

La chiarezza e la serietà con cui andrebbero affrontate questioni importanti come questa, la chiarezza e la determinazione che vorrebbe il SAPAF sta nel dire apertamente che il Corpo non è attrezzato per lo spegnimento a terra e non potrebbe esserlo perché non più di sua competenza. Allo stesso tempo può fornire il proprio specifico e professionale apporto nel campo dell’investigazione, della repertazione e, con adeguata formazione, della direzione degli interventi. Più sinteticamente, basterebbe dire che il CFS è una Forza di Polizia dello Stato e come tale può collaborare con qualsiasi apparato pubblico. Ma, come al solito, questo tipo di chiarezza interessa pochi, anche perché molti nodi verrebbero al pettine e in molti si troverebbero improvvisamente di fronte alle proprie responsabilità!

Il re è nudo: per carità corriamo a vestirlo alla meno peggio!!

Tant’è, abbiamo assistito all’ennesima stagione “dell’emergenza”: non è la prima e non sarà, purtroppo, neanche l’ultima perché, c’è da scommetterci, quando “l’emergenza” sarà cessata tutti si dimenticheranno del problema, ricordandosene solamente quando, la prossima stagione, i boschi italiani saranno facile preda di incendiari criminali che torneranno, indisturbati, a far parlare di se e a smuovere le famose colonne mobili ancora una volta pronte a partire sacrificando ferie e progetti per il bene di questo Paese!

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