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legge n. 114/2014 (conversione d.l. n. 90-2014)

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Normativa

Testo del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 144 del 24 giugno 2014), coordinato con la legge di conversione 11 agosto 2014, n. 114 (in questo stesso Supplemento ordinario - alla pag. 1), recante: «Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari.». (14A06530)

(GU n.190 del 18-8-2014 - Suppl. Ordinario n. 70)

Vigente al: 18-8-2014

Titolo I

Misure urgenti per l'efficienza della p.a. e per il sostegno dell'occupazione

Capo I

Misure urgenti in materia di lavoro pubblico

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi.
Tali modifiche sono riportate in video tra i segni ((....))
A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

Art. 1

Disposizioni per il ricambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni

1. Sono abrogati l'art. 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, l'art. 72, commi 8, 9, 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e l'art. 9. comma 31, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

2. Salvo quanto previsto dal comma 3, i trattenimenti in servizio in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto sono fatti salvi fino al 31 ottobre 2014 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore. I trattenimenti in servizio disposti dalle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e non ancora efficaci alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono revocati.

3. Al fine di salvaguardare la funzionalita' degli uffici giudiziari, (( i trattenimenti in servizio, pur se ancora non disposti, per i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari che alla data di entrata in vigore del presente decreto ne abbiano i requisiti ai sensi dell'art. 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e successive modificazioni, )) sono fatti salvi sino al 31 dicembre 2015 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore.

(( 3-bis. In applicazione dell'art. 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, e al fine di salvaguardare la continuita' didattica e di garantire l'immissione in servizio fin dal 1° settembre, i trattenimenti in servizio del personale della scuola sono fatti salvi fino al 31 agosto 2014 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore.

3-ter. Con le procedure di cui all'art. 107 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, si provvede all'adeguamento del decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 1984, n. 426, alle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo. Nelle more del suddetto adeguamento e della successiva nomina dei consiglieri di Stato di cui all'art. 14 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 426 del 1984, i consiglieri di Stato gia' nominati alla data di entrata in vigore del presente decreto, di cui allo stesso art. 14, rimangono comunque in servizio fino al 31 dicembre 2015 ove abbiano raggiunto l'eta' per il collocamento in quiescenza. ))

4. (Soppresso).

(( 5. All'art. 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, il comma 11 e' sostituito dal seguente:

«11. Con decisione motivata con riferimento alle esigenze organizzative e ai criteri di scelta applicati e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi, le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, incluse le autorita' indipendenti, possono, a decorrere dalla maturazione del requisito di anzianita' contributiva per l'accesso al pensionamento, come rideterminato a decorrere dal 1° gennaio 2012 dall'art. 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, risolvere il rapporto di lavoro e il contratto individuale anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi e comunque non prima del raggiungimento di un'eta' anagrafica che possa dare luogo a riduzione percentuale ai sensi del citato comma 10 dell'art. 24. Le disposizioni del presente comma non si applicano al personale di magistratura, ai professori universitari e ai responsabili di struttura complessa del Servizio sanitario nazionale e si applicano, non prima del raggiungimento del sessantacinquesimo anno di eta', ai dirigenti medici e del ruolo sanitario. Le medesime disposizioni del presente comma si applicano altresi' ai soggetti che abbiano beneficiato dell'art. 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni.». ))

6. All'onere derivante dal presente articolo pari a 2,6 milioni (( di euro )) per l'anno 2014, 75,2 milioni (( di euro )) per l'anno 2015, 113,4 milioni (( di euro )) per l'anno 2016, 123,2 milioni (( di euro )) per l'anno 2017 e 152,9 milioni (( di euro )) a decorrere dall'anno 2018, si provvede con le seguenti modalita':

a) all'art. 1, comma 427, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato dall'art. 2, comma 1, lettera b) del decreto legge del 28 gennaio 2014 n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50, le parole: «a 1.372,8 milioni di euro per l'anno 2015, a 1.874,7 milioni di euro per gli anni 2016 e 2017 e a 1.186,7 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018» sono sostituite dalle seguenti: «a 1.448 milioni di euro per l'anno 2015, a 1.988,1 milioni di euro per l'anno 2016, a 1.997,9 milioni di euro per l'anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018»;

b) all'art. 1, comma 428, primo periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato dall'art. 2, comma 1, lettera c) del decreto legge del 28 gennaio 2014 n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50, le parole «a 1.028,8 milioni di euro per l'anno 2015, a 1.186,7 milioni di euro a decorrere dal 2016» sono sostituite dalle seguenti «a 1.104 milioni di euro per l'anno 2015, a 1.300,1 milioni di euro per l'anno 2016, a 1.309,9 milioni di euro per l'anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dal 2018»;

c) l'allegato 3 alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, e' sostituito dall'allegato 1 al presente decreto;

d) quanto a 2,6 milioni di euro per l'anno 2014 con corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 9, comma 8, del decreto-legge n. 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30.

7. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

(( Art. 1-bis

Rifinanziamento dell'accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti

1. Per le finalita' di cui all'art. 41-bis, comma 7, primo periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e' autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l'anno 2014, 9 milioni di euro per l'anno 2015, 13 milioni di euro per l'anno 2016, 13 milioni di euro per l'anno 2017, 10,8 milioni di euro per l'anno 2018 e 3 milioni di euro per l'anno 2019. Con riferimento al primo periodo del presente comma si applica quanto previsto dal secondo periodo del comma 7 dell'art. 41-bis del predetto decreto-legge n. 207 del 2008. Al secondo periodo del comma 7 dell'art. 41-bis del predetto decreto-legge n. 207 del 2008, le parole: «all'importo massimo di 20 milioni di euro annui» sono sostituite dalle seguenti: «all'importo massimo di 20 milioni di euro annui fino all'anno 2013, 23 milioni di euro nell'anno 2014, 29 milioni di euro nell'anno 2015, 33 milioni di euro nell'anno 2016, 33 milioni di euro nell'anno 2017, 30,8 milioni di euro nell'anno 2018, 23 milioni di euro nell'anno 2019 e 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020».

2. I trattamenti di vecchiaia anticipata di cui all'art. 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, finanziati ai sensi del presente articolo sono erogati in favore di giornalisti dipendenti da aziende che hanno presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali piani di ristrutturazione o riorganizzazione in data anteriore alla data di entrata in vigore del presente decreto e a condizione che prevedano, anche mediante integrazione dei piani di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale gia' presentati, la contestuale assunzione di personale giornalistico in possesso di competenze professionali coerenti con la realizzazione dei programmi di rilancio e sviluppo aziendale, nel rapporto minimo di un'assunzione a tempo indeterminato ogni tre prepensionamenti. Tale condizione non si applica alle imprese i cui accordi prevedano un massimo di cinque prepensionamenti.

3. L'instaurazione di rapporti di lavoro dipendente o autonomo di cui agli articoli 2222 e seguenti del codice civile, anche in forma di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero la sottoscrizione di contratti per la cessione del diritto d'autore, con i giornalisti che abbiano optato per i trattamenti di vecchiaia anticipata finanziati ai sensi del presente articolo, comporta la revoca del finanziamento concesso, anche nel caso in cui il rapporto di lavoro sia instaurato con un'azienda diversa facente capo al medesimo gruppo editoriale.

4. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1 si provvede:

a) quanto a 3 milioni di euro per l'anno 2014, a 9 milioni di euro per l'anno 2015 e a 6,8 milioni di euro per l'anno 2016, mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui all'art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147;

b) quanto a 6,2 milioni di euro per l'anno 2016, a 13 milioni di euro per l'anno 2017, a 10,8 milioni di euro per l'anno 2018 e a 3 milioni di euro per l'anno 2019, mediante corrispondente versamento all'entrata del bilancio dello Stato, per pari importo e per i medesimi anni, delle risorse disponibili su apposita contabilita' speciale, su cui affluiscono 22 milioni di euro per l'anno 2014 e 11 milioni di euro per l'anno 2015 della dotazione del Fondo di cui all'art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.

5. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica recati dal comma 4 si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di cui all'art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, pari a 6,2 milioni di euro per l'anno 2016, a 13 milioni di euro per l'anno 2017, a 10,8 milioni di euro per l'anno 2018 e a 3 milioni di euro per l'anno 2019.

6. Il Fondo di cui all'art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, e' incrementato di 22 milioni di euro per l'anno 2014 e di 11 milioni di euro per l'anno 2015.

7. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. ))

Art. 2

Incarichi direttivi ai magistrati

1. Dopo il comma 1 dell'art. 13 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, sono inseriti i seguenti: «1-bis. Il Consiglio superiore della Magistratura provvede al conferimento delle funzioni direttive e semidirettive:

a) nel caso di collocamento a riposo del titolare per raggiunto limite di eta' o di decorrenza del termine ottennale previsto dagli articoli 45 e 46 del presente decreto, entro la data di vacanza del relativo ufficio;

b) negli altri casi, entro (( sei mesi )) dalla pubblicazione della vacanza.

(( 1-bis. Al terzo periodo del secondo comma dell'art. 30 del decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1958, n. 916, e successive modificazioni, le parole: «Prima che siano trascorsi due anni» sono sostituite dalle seguenti: «Prima che sia trascorso un anno». ))

(( 1-ter. In caso di inosservanza dei termini di cui al comma 1-bis, il Presidente della Commissione referente, entro il termine di trenta giorni provvede alla formulazione della proposta.». ))

2. (( Le disposizioni di cui ai commi 1-bis e 1-ter dell'art. 13 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, introdotte dal comma 1 del presente articolo, si applicano )) alle procedure concorsuali relative a vacanze successive alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

3. In deroga a quanto previsto dagli articoli 34-bis e 35 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, per il conferimento delle funzioni direttive e semidirettive relative alle vacanze pubblicate sino al 30 giugno 2015, i magistrati concorrenti devono assicurare almeno (( tre anni di servizio dalla vacanza )) prima della data di collocamento a riposo.

4. Al secondo comma dell'art. 17 della legge 24 marzo 1958, n. 195, dopo le parole: «del processo amministrativo», sono aggiunti i seguenti periodi: «Per la tutela giurisdizionale nei confronti (( dei provvedimenti concernenti il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi )) si segue, per quanto applicabile, il rito abbreviato disciplinato dall'art. 119 del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Nel caso di azione di ottemperanza, il giudice amministrativo, qualora sia accolto il ricorso, ordina l'ottemperanza ed assegna al Consiglio superiore un termine per provvedere. Non si applicano le lettere a) e c) del comma 4 dell'art. 114 del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo n. 104 del 2010.».

(( 4-bis. Al comma 4 dell'art. 16 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, le parole: «15 luglio 2014» sono sostituite dalle seguenti: «15 ottobre 2014». ))

Art. 3

Semplificazione e flessibilita' nel turn over

1. Le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici ivi compresi quelli di cui all'art. 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazione, possono procedere, per l'anno 2014, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente. La predetta facolta' ad assumere e' fissata nella misura del 40 per cento per l'anno 2015, del 60 per cento per l'anno 2016, dell'80 per cento per l'anno 2017, del 100 per cento a decorrere dall'anno 2018. (( Ai Corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, al comparto della scuola e alle universita' si applica la normativa di settore. ))

2. Gli enti di ricerca, la cui spesa per il personale di ruolo del singolo ente non superi l'80 per cento delle proprie entrate correnti complessive, come risultanti dal bilancio consuntivo dell'anno precedente, possono procedere, per gli anni 2014 e 2015, ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente. La predetta facolta' ad assumere e' fissata nella misura del 60 per cento nell'anno 2016, dell'80 per cento nell'anno 2017 e del 100 per cento a decorrere dall'anno 2018. A decorrere dal 1 gennaio 2014 non si tiene conto del criterio di calcolo di cui all'art. 35, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.

3. Le assunzioni di cui ai commi 1 e 2 sono autorizzate con il decreto e le procedure di cui all'art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, previa richiesta delle amministrazioni interessate, predisposta sulla base della programmazione del fabbisogno, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell'anno precedente e delle conseguenti economie e dall'individuazione delle unita' da assumere e dei correlati oneri. A decorrere dall'anno 2014 e' consentito il cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni, nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile.

(( 3-bis. Al fine di incrementare i servizi di prevenzione e di controllo del territorio connessi allo svolgimento di Expo Milano 2015, le Forze di polizia, in deroga a quanto previsto dall'art. 2199 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni, sono autorizzate, in via straordinaria, per l'immissione nei rispettivi ruoli iniziali, ai sensi del medesimo art. 2199, allo scorrimento delle graduatorie dei concorsi indetti per l'anno 2013, approvate entro il 31 ottobre 2014, ferme restando le assunzioni dei volontari in ferma prefissata quadriennale, ai sensi del comma 4, lettera b), dello stesso art. 2199, relative ai predetti concorsi. Alle assunzioni di cui al presente comma si provvede nell'ambito delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente.

3-ter. Per la Polizia di Stato, le assunzioni di cui al comma 3-bis del presente articolo sono disposte con decorrenza dal 1° settembre 2014, nell'ambito delle autorizzazioni alle assunzioni di cui all'art. 1, comma 464, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e dell'apposito fondo ivi previsto per la parte relativa alla Polizia di Stato.

3-quater. I vincitori del concorso per allievo agente della Polizia di Stato indetto nell'anno 2014 ai sensi dell'art. 2199 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni, sono assunti con decorrenza dal 1° gennaio 2015, nell'ambito delle residue autorizzazioni alle assunzioni di cui al comma 3-ter del presente articolo e di quelle gia' previste, per l'anno 2015, dall'art. 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni.

3-quinquies. Per il Corpo di polizia penitenziaria, le assunzioni di cui al comma 3-bis del presente articolo sono disposte, entro l'anno 2014, con i fondi delle autorizzazioni alle assunzioni di cui all'art. 1, comma 464, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e dell'apposito fondo ivi previsto per la parte relativa alla polizia penitenziaria.

3-sexies. Le assunzioni di personale nel Corpo di polizia penitenziaria, gia' previste per l'anno 2015 dall'art. 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, sono effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2015 utilizzando la graduatoria dei concorsi indicati al comma 3-bis del presente articolo.

3-septies. All'attuazione di quanto previsto dai commi 3-bis, 3-ter, 3-quater, 3-quinquies e 3-sexies si provvede nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

3-octies. Per garantire gli standard operativi e i livelli di efficienza e di efficacia del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, la dotazione organica della qualifica di vigile del fuoco del predetto Corpo e' incrementata di 1.030 unita'; conseguentemente la dotazione organica del ruolo dei vigili del fuoco di cui alla tabella A allegata al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, e successive modificazioni, e' incrementata di 1.030 unita'.

3-novies. Per la copertura dei posti portati in aumento nella qualifica di vigile del fuoco ai sensi del comma 3-octies, e' autorizzata l'assunzione di 1.000 unita' mediante il ricorso, in parti uguali, alle graduatorie di cui all'art. 8 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e di 30 unita' secondo le modalita' di cui all'art. 148 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, per le finalita' ivi previste.

3-decies. Gli oneri derivanti dalle disposizioni di cui ai commi 3-octies e 3-novies sono determinati nel limite massimo complessivo di euro 130.843 per l'anno 2014, di euro 24.276.826 per l'anno 2015 e di euro 42.051.482 a decorrere dall'anno 2016. Ai predetti oneri si provvede mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti di spesa per la retribuzione del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'interno, nell'ambito della missione «Soccorso civile».

3-undecies. L'impiego del personale volontario, ai sensi dell'art. 9 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e successive modificazioni, e' disposto nel limite dell'autorizzazione annuale di spesa, pari a euro 48.850.356 per l'anno 2015 e a euro 31.075.700 a decorrere dall'anno 2016. ))

4. La Presidenza del Consiglio dei Ministri -- Dipartimento della funzione pubblica e il Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato operano annualmente un monitoraggio sull'andamento delle assunzioni e dei livelli occupazionali che si determinano per effetto delle disposizioni dei commi 1 e 2. Nel caso in cui dal monitoraggio si rilevino incrementi di spesa che possono compromettere gli obiettivi e gli equilibri di finanza pubblica, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono adottate misure correttive volte a neutralizzare l'incidenza del maturato economico del personale cessato nel calcolo delle economie da destinare alle assunzioni previste dal regime vigente.

(( 4-bis. Per l'assoluta esigenza di assicurare la funzionalita' e l'efficienza dell'area produttiva industriale e, in particolare, degli arsenali e degli stabilimenti militari, in deroga all'art. 2, comma 11, alinea, primo periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, il Ministero della difesa, nell'anno 2014, anche in presenza di posizioni soprannumerarie, e' autorizzato ad assumere i ventiquattro vincitori del concorso per assistente tecnico del settore motoristico e meccanico, di cui all'avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 59 del 27 luglio 2007, risultanti dalle graduatorie di merito approvate con decreto dirigenziale in data 15 dicembre 2008. Per l'attuazione del presente comma e' autorizzata la spesa di 434.000 euro per l'anno 2014 e di 866.382 euro annui a decorrere dall'anno 2015. Al relativo onere, pari a 434.000 euro per l'anno 2014 e a 866.382 euro annui a decorrere dall'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2014, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Il Ministero della difesa comunica alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le assunzioni effettuate ai sensi del presente comma e i relativi oneri. ))

5. Negli anni 2014 e 2015 le regioni e gli enti locali sottoposti al patto di stabilita' interno procedono ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente. Resta fermo quanto disposto dall'art. 16, comma 9, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. La predetta facolta' ad assumere e' fissata nella misura dell'80 per cento negli anni 2016 e 2017 e del 100 per cento a decorrere dall'anno 2018. Restano ferme le disposizioni previste dall'art. 1, commi 557, 557-bis e 557-ter, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A decorrere dall'anno 2014 e' consentito il cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni, nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile. L'art. 76, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e' abrogato. Le amministrazioni di cui al presente comma coordinano le politiche assunzionali dei soggetti di cui all'art. 18, comma 2-bis, del citato decreto-legge n. 112 del 2008 al fine di garantire anche per i medesimi soggetti una graduale riduzione della percentuale tra spese di personale e spese correnti(( , fermo restando quanto previsto dal medesimo art. 18, comma 2-bis, come da ultimo modificato dal comma 5-quinquies del presente articolo. ))

(( 5-bis. Dopo il comma 557-ter dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' inserito il seguente:

«557-quater. Ai fini dell'applicazione del comma 557, a decorrere dall'anno 2014 gli enti assicurano, nell'ambito della programmazione triennale dei fabbisogni di personale, il contenimento delle spese di personale con riferimento al valore medio del triennio precedente alla data di entrata in vigore della presente disposizione».

5-ter. Alle amministrazioni di cui al comma 5 del presente articolo si applicano i principi di cui all'art. 4, comma 3, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, attraverso la comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri per quanto di competenza dello stesso.

5-quater. Fermi restando i vincoli generali sulla spesa di personale, gli enti indicati al comma 5, la cui incidenza delle spese di personale sulla spesa corrente e' pari o inferiore al 25 per cento, possono procedere ad assunzioni a tempo indeterminato, a decorrere dal 1° gennaio 2014, nel limite dell'80 per cento della spesa relativa al personale di ruolo cessato dal servizio nell'anno precedente e nel limite del 100 per cento a decorrere dall'anno 2015.

5-quinquies. All'art. 18, comma 2-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, le parole: «fermo restando il contratto nazionale in vigore al 1° gennaio 2014» sono soppresse. ))

6. I limiti di cui al presente articolo non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette ai fini della copertura delle quote d'obbligo.

(( 6-bis. I contratti di lavoro a tempo determinato delle province, prorogati fino al 31 dicembre 2014 ai sensi dell'art. 4, comma 9, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, possono essere ulteriormente prorogati, alle medesime finalita' e condizioni, fino all'insediamento dei nuovi soggetti istituzionali cosi' come previsto dalla legge 7 aprile 2014, n. 56. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ))

7. All'art. 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole «Per il quinquennio 2010-2014» sono sostituite dalle seguenti «Per il quadriennio 2010-2013».

8. All'art. 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modifiche:

a) e' abrogato il comma 9;

b) al comma 14 e' soppresso l'ultimo periodo.

(( 9. All'art. 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 8 e' abrogato;

b) al comma 28, dopo il secondo periodo sono inseriti i seguenti: «I limiti di cui al primo e al secondo periodo non si applicano, anche con riferimento ai lavori socialmente utili, ai lavori di pubblica utilita' e ai cantieri di lavoro, nel caso in cui il costo del personale sia coperto da finanziamenti specifici aggiuntivi o da fondi dell'Unione europea; nell'ipotesi di cofinanziamento, i limiti medesimi non si applicano con riferimento alla sola quota finanziata da altri soggetti». ))

10. All'art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono autorizzati l'avvio delle procedure concorsuali e le relative assunzioni del personale delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie e degli enti pubblici non economici.»;

b) al terzo periodo, dopo le parole: «all'avvio delle procedure concorsuali» sono inserite le seguenti: «e alle relative assunzioni».

(( 10-bis. Il rispetto degli adempimenti e delle prescrizioni di cui al presente articolo da parte degli enti locali viene certificato dai revisori dei conti nella relazione di accompagnamento alla delibera di approvazione del bilancio annuale dell'ente. In caso di mancato adempimento, il prefetto presenta una relazione al Ministero dell'interno. Con la medesima relazione viene altresi' verificato il rispetto delle prescrizioni di cui al comma 4 dell'art. 11 del presente decreto. ))

Art. 4

Mobilita' obbligatoria e volontaria

1. I commi da 1 a 2 dell'art. 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 sono sostituiti dai seguenti:

«1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all'art. 2, comma 2, appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento, previo assenso dell'amministrazione di appartenenza. Le amministrazioni, fissando preventivamente i (( requisiti e le competenze professionali richieste )), pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere. In via sperimentale e (( fino all'introduzione )) di nuove procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di personale delle amministrazioni pubbliche, per il trasferimento tra le sedi centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici nazionali non e' richiesto l'assenso dell'amministrazione di appartenenza, la quale dispone il trasferimento entro due mesi dalla richiesta dell'amministrazione di destinazione, fatti salvi i termini per il preavviso e a condizione che l'amministrazione di destinazione abbia una percentuale di posti vacanti superiore all'amministrazione di appartenenza. Per agevolare le procedure di mobilita' la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica istituisce un portale finalizzato all'incontro tra la domanda e l'offerta di mobilita'.

(( 1-bis. L'amministrazione di destinazione provvede alla riqualificazione dei dipendenti la cui domanda di trasferimento e' accolta, eventualmente avvalendosi, ove sia necessario predisporre percorsi specifici o settoriali di formazione, della Scuola nazionale dell'amministrazione. All'attuazione del presente comma si provvede utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ))

2. (( Nell'ambito dei rapporti di lavoro di cui all'art. 2, comma 2, i dipendenti possono essere trasferiti all'interno della stessa amministrazione o, previo accordo tra le amministrazioni interessate, in altra amministrazione, in sedi collocate nel territorio dello stesso comune ovvero a distanza non superiore a cinquanta chilometri dalla sede cui sono adibiti. Ai fini del presente comma non si applica il terzo periodo del primo comma dell'art. 2103 del codice civile. )) Con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, (( previa consultazione con le confederazioni sindacali rappresentative e )) previa intesa, ove necessario, in sede di conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, possono essere fissati criteri per realizzare i processi di cui al presente comma, anche con passaggi diretti di personale tra amministrazioni senza preventivo accordo, per garantire l'esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico. (( Le disposizioni di cui al presente comma si applicano ai dipendenti con figli di eta' inferiore a tre anni, che hanno diritto al congedo parentale, e ai soggetti di cui all'art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, con il consenso degli stessi alla prestazione della propria attivita' lavorativa in un'altra sede. ))

2.1. Nei casi di cui ai commi 1 e 2 per i quali sia necessario un trasferimento di risorse, si applica il comma 2.3.

2.2. Sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole dei contratti collettivi in contrasto con le disposizioni di cui ai commi 1 e 2.

2.3. Al fine di favorire i processi di cui ai commi 1 e 2, e' istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, un fondo destinato al miglioramento dell'allocazione del personale presso le pubbliche amministrazioni, con una dotazione di 15 milioni di euro per l'anno 2014 e di 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015, da attribuire alle amministrazioni destinatarie dei predetti processi. Al fondo confluiscono, altresi', le risorse corrispondenti al cinquanta per cento del trattamento economico spettante al personale trasferito mediante versamento all'entrata dello Stato da parte dell'amministrazione cedente e corrispondente riassegnazione al fondo ovvero mediante contestuale riduzione dei trasferimenti statali all'amministrazione cedente. I criteri di utilizzo e le modalita' di gestione - delle risorse del fondo sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. In sede di prima applicazione, nell'assegnazione delle risorse vengono prioritariamente valutate le richieste finalizzate all'ottimale funzionamento degli uffici giudiziari che presentino rilevanti carenze di personale (( e conseguentemente alla piena applicazione della riforma delle province di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56. )) Le risorse sono assegnate alle amministrazioni di destinazione sino al momento di effettiva permanenza in servizio del personale oggetto delle procedure di cui ai commi 1 e 2. Le risorse sono assegnate alle amministrazioni di destinazione sino al momento di effettiva permanenza in servizio del personale oggetto delle procedure di cui ai commi 1 e 2.

2.4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2.3, pari a 15 milioni di euro per l'anno 2014 e a 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015, si provvede, quanto a 6 milioni di euro per l'anno 2014 e a 9 milioni di euro a decorrere dal 2015 mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 3, comma 97, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, quanto a 9 milioni di euro a decorrere dal 2014 mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 1, comma 14, del decreto-legge del 3 ottobre 2006, n. 262 convertito con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 e quanto a 12 milioni di euro a decorrere dal 2015 mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 1, comma 527, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A decorrere dall'anno 2015, (( il fondo di cui al comma 2.3 puo' essere rideterminato )) ai sensi dell'art. 11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio per l'attuazione del presente articolo.».

(( 1-bis. Ai fini della predisposizione di un piano di revisione dell'utilizzo del personale comandato e nelle more della definizione delle procedure di mobilita', sono fatti salvi, anche per l'anno scolastico 2014/2015, i provvedimenti di collocamento fuori ruolo di cui all'art. 1, comma 58, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni.

1-ter. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1-bis si provvede, per un importo pari a 3,3 milioni di euro, di cui 1,1 milioni di euro per l'anno 2014 e 2,2 milioni di euro per l'anno 2015, a valere sui risparmi di cui all'art. 58, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.

1-quater. Per agevolare il transito dell'erogazione dei servizi di volo dell'ambito militare alla societa' ENAV Spa negli aeroporti di Roma - Ciampino, Verona - Villafranca, Brindisi - Casale, Rimini e Treviso, il personale militare, in possesso delle abilitazioni di controllore del traffico militare ivi impiegato, puo' transitare, a domanda, nei corrispondenti ruoli del personale civile dell'ENAV Spa, entro il limite del relativo fabbisogno, secondo i criteri di mobilita' geografica e di anzianita' di servizio e senza limite di eta' anagrafica, nonche' nei limiti della sostenibilita' finanziaria consentita dal bilancio della medesima societa'. L'inquadramento del personale avviene sulla base di apposite tabelle di equiparazione tra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale civile dell'ENAV Spa e quelli del personale appartenente al corpo militare. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ))

2. E' abrogato l'art. 1, comma 29, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.

3. Il decreto di cui all'art. 29-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e' adottato, secondo la procedura ivi indicata, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Decorso il suddetto termine, la tabella di equiparazione ivi prevista e' adottata con decreto del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Le successive modifiche sono operate secondo la procedura di cui al citato art. 29-bis.

Art. 5

Assegnazione di nuove mansioni

1. All'art. 34 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 3 e' inserito il seguente: «3-bis. Gli elenchi di cui ai commi 2 e 3 sono pubblicati sul sito istituzionale delle amministrazioni competenti.»;

b) (( al comma 4 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: )) «Nei sei mesi anteriori alla data di scadenza del termine di cui all'art. 33, comma 8, il personale in disponibilita' puo' presentare, alle amministrazioni di cui ai commi 2 e 3, istanza di ricollocazione, in deroga all'art. 2103 del codice civile, nell'ambito dei posti vacanti in organico, anche in una qualifica inferiore o in posizione economica inferiore della stessa o di inferiore area o categoria (( di un solo livello per ciascuna delle suddette fattispecie, )) al fine di ampliare le occasioni di ricollocazione. In tal caso la ricollocazione non puo' avvenire prima dei trenta giorni anteriori alla data di scadenza del termine di cui all'art. 33, comma 8. (( Il personale ricollocato ai sensi del periodo precedente non ha diritto all'indennita' di cui all'art. 33 comma 8, e mantiene il diritto di essere successivamente ricollocato nella propria originaria qualifica e categoria di inquadramento, anche attraverso le procedure di mobilita' volontaria di cui all'art. 30. In sede di contrattazione collettiva con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative possono essere stabiliti criteri generali per l'applicazione delle disposizioni di cui al quinto e al sesto periodo.». ))

c) il comma 6 e' sostituito dal seguente: «6. Nell'ambito della programmazione triennale del personale di cui all'art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, l'avvio di procedure concorsuali e le nuove assunzioni a tempo indeterminato o determinato per un periodo superiore a dodici mesi, sono subordinate alla verificata impossibilita' di ricollocare il personale in disponibilita' iscritto nell'apposito elenco. I dipendenti iscritti negli elenchi di cui al presente articolo possono essere assegnati, nell'ambito dei posti vacanti in organico, in posizione di comando presso amministrazioni che ne facciano richiesta o presso quelle individuate ai sensi dell'art. 34-bis, comma 5-bis. Gli stessi dipendenti possono, altresi', avvalersi della disposizione di cui all'art. 23-bis. Durante il periodo in cui i dipendenti sono utilizzati con rapporto di lavoro a tempo determinato o in posizione di comando presso altre amministrazioni pubbliche o si avvalgono dell'art. 23-bis il termine di cui all'art. 33 comma 8 resta sospeso e l'onere retributivo e' a carico dall'amministrazione o dell'ente che utilizza il dipendente.».

2. All'art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dopo il comma 567 e' inserito il seguente:

«567-bis. Le procedure di cui ai commi 566 e 567 si concludono rispettivamente entro 60 e 90 giorni dall'avvio. Entro 15 giorni dalla conclusione delle suddette procedure il personale puo' presentare istanza alla societa' da cui e' dipendente o all'amministrazione controllante per una ricollocazione, in via subordinata, in una qualifica inferiore nella stessa societa' o in altra societa'.».

Art. 6

Divieto di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza

1. All'art. 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole da «a soggetti, gia' appartenenti ai ruoli delle stesse» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «a soggetti gia' lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza. Alle suddette amministrazioni e', altresi', fatto divieto di conferire ai medesimi soggetti incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo delle amministrazioni (( di cui al primo periodo e degli enti e societa' da esse controllati, ad eccezione dei componenti delle giunte degli enti territoriali e dei componenti o titolari degli organi elettivi degli enti di cui all'art. 2, comma 2-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125. Incarichi e collaborazioni sono consentiti, esclusivamente a titolo gratuito e per una durata non superiore a un anno, non prorogabile ne' rinnovabile, presso ciascuna amministrazione. Devono essere rendicontati eventuali rimborsi di spese, corrisposti nei limiti fissati dall'organo competente dell'amministrazione interessata. Gli organi costituzionali si adeguano alle disposizioni del presente comma nell'ambito della propria autonomia». ))

2. Le disposizioni dell'art. 5, comma 9, del decreto-legge n. 95 del 2012, come modificato dal comma 1, si applicano agli incarichi conferiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 7

Prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni

1. Ai fini della razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, a decorrere dal 1º settembre 2014, i contingenti complessivi dei distacchi, aspettative e permessi sindacali, gia' attribuiti dalle rispettive disposizioni regolamentari e contrattuali vigenti al personale delle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, ivi compreso quello dell'art. 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono ridotti del cinquanta per cento per ciascuna associazione sindacale.

(( 1-bis. Per le Forze di polizia ad ordinamento civile e per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco di cui all'art. 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, in sostituzione della riduzione di cui al comma 1 del presente articolo e con la stessa decorrenza, per ciascuna riunione sindacale, tenuta su convocazione dell'amministrazione, un solo rappresentante per ciascuna organizzazione puo' gravare sui permessi di cui all'art. 32, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 2002, n. 164, per le Forze di polizia ad ordinamento civile. Per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, un solo rappresentante per ciascuna organizzazione puo' gravare sui permessi di cui all'art. 40, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 7 maggio 2008, recante «Recepimento dell'accordo sindacale integrativo per il personale non direttivo e non dirigente del Corpo nazionale dei vigili del fuoco», pubblicato nel supplemento ordinario n. 173 alla Gazzetta Ufficiale n. 168 del 19 luglio 2008, per il personale non direttivo e non dirigente, e di cui all'art. 23, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 7 maggio 2008, recante «Recepimento dell'accordo sindacale integrativo per il personale direttivo e dirigente del Corpo nazionale dei vigili del fuoco», pubblicato nel medesimo supplemento ordinario n. 173 alla Gazzetta Ufficiale n. 168 del 19 luglio 2008, per il personale direttivo e dirigente. Eventuali ulteriori permessi per le predette finalita' devono essere computati nel monte ore di cui al comma 2 dei citati articoli 40 e 23, a carico di ciascuna organizzazione sindacale. ))

2. Per ciascuna associazione sindacale, la (( rideterminazione )) dei distacchi di cui al comma 1 e' operata con arrotondamento delle eventuali frazioni all'unita' superiore e non opera nei casi di assegnazione di un solo distacco.

3. Con le procedure contrattuali e negoziali previste dai rispettivi ordinamenti puo' essere modificata la ripartizione dei contingenti ridefiniti ai sensi dei commi 1 e 2 tra le associazioni sindacali. (( In tale ambito e' possibile definire, con invarianza di spesa, forme di utilizzo compensativo tra distacchi e permessi sindacali. ))

Art. 8

Incarichi negli uffici di diretta collaborazione

1. All'art. 1, comma 66, della legge 6 novembre 2012 n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni:

(( a) le parole: «compresi quelli di titolarita' dell'ufficio di gabinetto,» sono sostituite dalle seguenti: «compresi quelli, comunque denominati, negli uffici di diretta collaborazione, ivi inclusi quelli di consulente giuridico, nonche' quelli di componente degli organismi indipendenti di valutazione,»; ))

b) dopo il primo periodo e' inserito il seguente: «E' escluso il ricorso all'istituto dell'aspettativa.».

2. Gli incarichi di cui all'art. 1, comma 66, della legge n. 190 del 2012, come modificato dal comma 1, in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, cessano di diritto se nei trenta giorni successivi non e' adottato il provvedimento di collocamento in posizione di fuori ruolo.

3. Sono fatti salvi i provvedimenti di collocamento in aspettativa gia' concessi alla data di entrata in vigore del presente decreto.

4. Sui siti istituzionali degli uffici giudiziari ordinari, amministrativi, contabili e militari nonche' sul sito dell'Avvocatura dello Stato sono pubblicate le statistiche annuali inerenti alla produttivita' dei magistrati e degli avvocati dello Stato in servizio presso l'ufficio. Sono pubblicati sui medesimi siti i periodi di assenza riconducibili all'assunzione di incarichi conferiti.

(( Art. 9

Riforma degli onorari dell'Avvocatura generale dello  Stato e delle avvocature degli enti pubblici 

1. I compensi professionali corrisposti dalle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, agli  avvocati dipendenti delle amministrazioni stesse, ivi incluso il personale dell'Avvocatura dello Stato, sono computati ai fini del raggiungimento del limite retributivo di cui  all'art. 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni.

2. Sono abrogati il comma 457 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e il terzo comma dell'art. 21 del testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611. L'abrogazione del citato terzo comma ha efficacia relativamente alle sentenze depositate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. Nelle ipotesi di sentenza favorevole con  recupero  delle  spese legali a carico delle controparti, le somme recuperate sono ripartite tra gli avvocati dipendenti delle amministrazioni di cui al comma 1, esclusi gli avvocati e i procuratori dello Stato, nella misura e con le modalita' stabilite dai rispettivi regolamenti e dalla contrattazione collettiva ai sensi del comma 5 e comunque nel rispetto dei limiti di cui al comma 7. La parte rimanente delle suddette somme e' riversata nel bilancio dell'amministrazione.

4. Nelle ipotesi di sentenza favorevole con  recupero  delle  spese legali a carico delle  controparti,  il  50  per  cento  delle  somme recuperate e' ripartito tra gli avvocati e  procuratori  dello  Stato secondo le  previsioni  regolamentari  dell'Avvocatura  dello  Stato, adottate ai sensi del comma  5.  Un  ulteriore  25  per  cento  delle suddette somme e' destinato a borse  di  studio  per  lo  svolgimento della pratica forense presso l'Avvocatura dello Stato, da  attribuire previa procedura di valutazione  comparativa.  Il  rimanente  25  per cento e' destinato al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all'art. 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e successive modificazioni.

5. I regolamenti dell'Avvocatura dello Stato  e  degli  altri  enti pubblici e i contratti collettivi prevedono criteri di riparto  delle somme di cui al primo periodo del comma 3  e  al  primo  periodo  del comma  4  in  base  al  rendimento   individuale,   secondo   criteri oggettivamente  misurabili  che  tengano  conto  tra  l'altro   della puntualita' negli adempimenti processuali. I suddetti  regolamenti  e contratti collettivi definiscono altresi' i criteri  di  assegnazione degli affari consultivi  e  contenziosi,  da  operare  ove  possibile attraverso  sistemi  informatici,  secondo  principi  di  parita'  di trattamento e di specializzazione professionale.

6. In tutti i casi di  pronunciata  compensazione  integrale  delle spese, ivi compresi quelli di transazione  dopo  sentenza  favorevole alle amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, ai  dipendenti,  ad esclusione  del   personale   dell'Avvocatura   dello   Stato,   sono corrisposti compensi professionali in base alle norme regolamentari o contrattuali vigenti e nei limiti  dello  stanziamento  previsto,  il quale non  puo'  superare  il  corrispondente  stanziamento  relativo all'anno 2013. Nei giudizi di cui all'art. 152 delle disposizioni per l'attuazione  del  codice  di   procedura   civile   e   disposizioni transitorie, di cui al regio  decreto  18  dicembre  1941,  n.  1368, possono essere corrisposti compensi professionali in base alle  norme regolamentari o contrattuali delle  relative  amministrazioni  e  nei limiti dello stanziamento previsto. Il suddetto stanziamento non puo' superare il corrispondente stanziamento relativo all'anno 2013.

7. I compensi professionali di cui al comma 3 e  al  primo  periodo del comma 6 possono  essere  corrisposti  in  modo  da  attribuire  a ciascun avvocato una somma non superiore al suo trattamento economico complessivo.

8. Il primo periodo del comma 6 si applica alle sentenze depositate successivamente alla data di entrata in vigore del presente  decreto. I commi 3, 4 e 5 e il secondo e il terzo periodo del comma 6  nonche' il comma 7 si applicano a decorrere dall'adeguamento dei  regolamenti e dei contratti collettivi di cui al comma 5, da  operare  entro  tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione  del presente decreto. In assenza del suddetto  adeguamento,  a  decorrere dal 1° gennaio 2015, le amministrazioni pubbliche di cui al  comma  1 non  possono  corrispondere  compensi  professionali  agli   avvocati dipendenti delle amministrazioni stesse,  ivi  incluso  il  personale dell'Avvocatura dello Stato.

9. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare minori risparmi rispetto a quelli gia' previsti  a  legislazione  vigente  e considerati nei saldi tendenziali di finanza pubblica. ))

Art. 10

Abrogazione dei diritti di rogito del segretario comunale e provinciale e abrogazione della ripartizione del provento annuale dei diritti di segreteria.

1. L'art. 41, quarto comma, della legge 11 luglio 1980, n. 312, e' abrogato.

2. L'art. 30, secondo comma, della legge 15 novembre 1973, n. 734, e' sostituito con il seguente: «Il provento annuale dei diritti di segreteria e' attribuito integralmente al comune o alla provincia.».

(( 2-bis. Negli enti locali privi di dipendenti con qualifica dirigenziale, e comunque a tutti i segretari comunali che non hanno qualifica dirigenziale, una quota del provento annuale spettante al comune ai sensi dell'art. 30, secondo comma, della legge 15 novembre 1973, n. 734, come sostituito dal comma 2 del presente articolo, per gli atti di cui ai numeri 1, 2, 3, 4 e 5 della tabella D allegata alla legge 8 giugno 1962, n. 604, e successive modificazioni, e' attribuita al segretario comunale rogante, in misura non superiore a un quinto dello stipendio in godimento.

2-ter. Le norme di cui al presente articolo non si applicano per le quote gia' maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto.

2-quater. All'art. 97, comma 4, lettera c), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole: «puo' rogare tutti i contratti nei quali l'ente e' parte ed autenticare» sono sostituite dalle seguenti: «roga, su richiesta dell'ente, i contratti nei quali l'ente e' parte e autentica». ))

Art. 11

Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali

1. All'art. 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 dell'articolo e' sostituito dal seguente: «1. Lo statuto puo' prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato. Per i posti di qualifica dirigenziale, il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la quota degli stessi attribuibile mediante contratti a tempo determinato, comunque in misura non superiore al 30 per cento dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica e, comunque, per almeno una unita'. Fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire, gli incarichi a contratto di cui al presente comma sono conferiti previa selezione pubblica volta ad accertare, in capo ai soggetti interessati, il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalita' nelle materie oggetto dell'incarico.»;

(( b) il comma 5 e' sostituito dal seguente: «5. Per il periodo di durata degli incarichi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo nonche' dell'incarico di cui all'art. 108, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell'anzianita' di servizio.». ))

(( 2. Il comma 6-quater dell'art. 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e' sostituito dal seguente: «6-quater. Per gli enti di ricerca di cui all'art. 8 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593, il numero complessivo degli incarichi conferibili ai sensi del comma 6 e' elevato rispettivamente al 20 per cento della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima fascia e al 30 per cento della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla seconda fascia, a condizione che gli incarichi eccedenti le percentuali di cui al comma 6 siano conferiti a personale in servizio con qualifica di ricercatore o tecnologo previa selezione interna volta ad accertare il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalita' da parte dei soggetti interessati nelle materie oggetto dell'incarico, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente». ))

3. Per la dirigenza regionale e la dirigenza professionale, tecnica ed amministrativa degli enti e delle aziende del Servizio sanitario nazionale, il limite dei posti di dotazione organica attribuibili tramite assunzioni a tempo determinato (( ai sensi dell'art. 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonche' ai sensi di disposizioni normative di settore riguardanti incarichi della medesima natura, previa selezione pubblica ai sensi dell'art. 110, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal comma 1, lettera a), del presente articolo, )) (( puo' raggiungere il livello massimo del )) dieci per cento.

4. All'art. 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 3, e' aggiunto, in fine, il seguente: «3-bis. Resta fermo il divieto di effettuazione di attivita' gestionale anche nel caso in cui nel contratto individuale di lavoro il trattamento economico, prescindendo dal possesso del titolo di studio, e' parametrato a quello dirigenziale.».

(( 4-bis. All'art. 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, dopo le parole: «art. 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.» e' inserito il seguente periodo: «Le limitazioni previste dal presente comma non si applicano agli enti locali in regola con l'obbligo di riduzione delle spese di personale di cui ai commi 557 e 562 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente».

4-ter. Nei confronti dei comuni colpiti dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012, i vincoli alla spesa di personale di cui al comma 557 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, a decorrere dall'anno 2014 e per tutto il periodo dello stato di emergenza, si applicano con riferimento alla spesa di personale dell'anno 2011. Nei confronti dei predetti comuni colpiti dal sisma, i vincoli assunzionali di cui al comma 28 dell'art. 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come da ultimo modificato dal presente articolo, non si applicano a decorrere dall'anno 2013 e per tutto il predetto periodo dello stato di emergenza.

4-quater All'art. 16 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e successive modificazioni, dopo il comma 31 e' aggiunto il seguente: «31-bis. A decorrere dall'anno 2014, le disposizioni dell'art. 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, in materia di riduzione delle spese di personale, non si applicano ai comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti per le sole spese di personale stagionale assunto con forme di contratto a tempo determinato, che sono strettamente necessarie a garantire l'esercizio delle funzioni di polizia locale in ragione di motivate caratteristiche socio-economiche e territoriali connesse a significative presenze di turisti, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente». ))

Art. 12

Copertura assicurativa dei soggetti beneficiari di forme di integrazione e sostegno del reddito coinvolti in attivita' di volontariato a fini di utilita' sociale.

1. In via sperimentale, per il biennio 2014-2015, e' istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Fondo finalizzato a reintegrare l'INAIL dell'onere conseguente alla copertura degli obblighi assicurativi contro le malattie e gli infortuni, tenuto conto di quanto disposto dall'art. 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266, in favore dei soggetti beneficiari di ammortizzatori e di altre forme di integrazione e sostegno del reddito previste dalla normativa vigente, coinvolti in attivita' di volontariato a fini di utilita' sociale in favore di Comuni o enti locali.

(( 1-bis. Una quota del Fondo di cui al comma 1 non superiore a 100.000 euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e' destinata a reintegrare gli oneri assicurativi di cui all'art. 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266, relativi alle organizzazioni di volontariato, gia' costituite alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, che esercitano attivita' di utilita' sociale nei territori montani. ))

2. Alla dotazione del Fondo di cui al comma 1, non superiore a dieci milioni di euro, per l'importo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015, si provvede con corrispondente riduzione del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, di cui all'art. 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, su proposta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono apportate le necessarie variazioni di bilancio.

3. Al fine di promuovere la prestazione di attivita' di volontariato da parte dei soggetti di cui al comma 1, i Comuni e gli altri enti locali interessati promuovono le opportune iniziative informative e pubblicitarie finalizzate a rendere noti i progetti di utilita' sociale in corso con le associazioni di volontariato. L'INPS, su richiesta di Comuni o degli altri enti locali, verifica la sussistenza del requisito soggettivo di cui al comma 1.

4. Con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sono stabiliti modalita' e criteri per la valorizzazione, ai fini della certificazione dei crediti formativi, dell'attivita' prestata ai sensi del comma 1.

(( Art. 13

Abrogazione dei commi 5 e 6 dell'art. 92 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in materia di incentivi per la progettazione.

1. I commi 5 e 6 dell'art. 92 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, sono abrogati. ))

(( Art. 13-bis

Fondi per la progettazione e l'innovazione

1. Dopo il comma 7 dell'art. 93 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono inseriti i seguenti:

«7-bis. A valere sugli stanziamenti di cui al comma 7, le amministrazioni pubbliche destinano ad un fondo per la progettazione e l'innovazione risorse finanziarie in misura non superiore al 2 per cento degli importi posti a base di gara di un'opera o di un lavoro; la percentuale effettiva e' stabilita da un regolamento adottato dall'amministrazione, in rapporto all'entita' e alla complessita' dell'opera da realizzare.

7-ter. L'80 per cento delle risorse finanziarie del fondo per la progettazione e l'innovazione e' ripartito, per ciascuna opera o lavoro, con le modalita' e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale e adottati nel regolamento di cui al comma 7-bis, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonche' tra i loro collaboratori; gli importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione. Il regolamento definisce i criteri di riparto delle risorse del fondo, tenendo conto delle responsabilita' connesse alle specifiche prestazioni da svolgere, con particolare riferimento a quelle effettivamente assunte e non rientranti nella qualifica funzionale ricoperta, della complessita' delle opere, escludendo le attivita' manutentive, e dell'effettivo rispetto, in fase di realizzazione dell'opera, dei tempi e dei costi previsti dal quadro economico del progetto esecutivo. Il regolamento stabilisce altresi' i criteri e le modalita' per la riduzione delle risorse finanziarie connesse alla singola opera o lavoro a fronte di eventuali incrementi dei tempi o dei costi previsti dal quadro economico del progetto esecutivo, redatto nel rispetto dell'art. 16 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, depurato del ribasso d'asta offerto. Ai fini dell'applicazione del terzo periodo del presente comma, non sono computati nel termine di esecuzione dei lavori i tempi conseguenti a sospensioni per accadimenti elencati all'art. 132, comma 1, lettere a), b), c) e d). La corresponsione dell'incentivo e' disposta dal dirigente o dal responsabile di servizio preposto alla struttura competente, previo accertamento positivo delle specifiche attivita' svolte dai predetti dipendenti. Gli incentivi complessivamente corrisposti nel corso dell'anno al singolo dipendente, anche da diverse amministrazioni, non possono superare l'importo del 50 per cento del trattamento economico complessivo annuo lordo. Le quote parti dell'incentivo corrispondenti a prestazioni non svolte dai medesimi dipendenti, in quanto affidate a personale esterno all'organico dell'amministrazione medesima, ovvero prive del predetto accertamento, costituiscono economie. Il presente comma non si applica al personale con qualifica dirigenziale.

7-quater. Il restante 20 per cento delle risorse finanziarie del fondo per la progettazione e l'innovazione e' destinato all'acquisto da parte dell'ente di beni, strumentazioni e tecnologie funzionali a progetti di innovazione, di implementazione delle banche dati per il controllo e il miglioramento della capacita' di spesa per centri di costo nonche' all'ammodernamento e all'accrescimento dell'efficienza dell'ente e dei servizi ai cittadini.

7-quinquies. Gli organismi di diritto pubblico e i soggetti di cui all'art. 32, comma 1, lettere b) e c), possono adottare con proprio provvedimento criteri analoghi a quelli di cui ai commi 7-bis, 7-ter e 7-quater del presente articolo». ))

Art. 14

Conclusione delle procedure in corso per l'abilitazione scientifica nazionale

1. I lavori delle commissioni nominate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011, n. 222 riferiti alla tornata 2013 dell'abilitazione scientifica nazionale proseguono, senza soluzione di continuita', fino alla data del 30 settembre 2014.

2. Agli oneri organizzativi e finanziari derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1 si provvede mediante le risorse ordinarie attribuite dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca alle Universita' sedi delle procedure per il conseguimento dell'abilitazione, ai sensi dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011, n. 222, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

(( 3. Le procedure previste dall'art. 3, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 222, relative all'anno 2014, sono indette entro il 28 febbraio 2015, previa revisione del regolamento di cui all'art. 16, comma 2, della legge 30 dicembre 2010, n. 240.

3-bis. Alla legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono apportate le seguenti modificazioni: ))

a) all'art. 15, comma 2, la parola: «trenta» e' sostituita dalla seguente: (( «venti»; ))

b) all'art. 16:

1) al comma 1, le parole: «durata quadriennale» sono sostituite dalle seguenti: (( «durata di sei anni»; ))

2) al comma 3:

2.1) alla lettera a), la parola: «analitica» e' soppressa, le parole: «area disciplinare» sono sostituite dalle seguenti: (( «settore concorsuale» )) e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: (( «, sentiti il CUN e l'ANVUR»; ))

2.2) alla lettera b), la parola: «dodici» e' sostituita dalla seguente: (( «dieci»; ))

2.3) alla lettera c), le parole: «con apposito decreto ministeriale» sono sostituite dalle seguenti: (( «con la medesima procedura adottata per la loro definizione; la prima verifica e' effettuata dopo il primo biennio»; ))

2.4) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: (( «d) la presentazione della domanda per il conseguimento dell'abilitazione senza scadenze prefissate, con le modalita' individuate nel regolamento medesimo; il regolamento disciplina altresi' il termine entro il quale inderogabilmente deve essere conclusa la valutazione di ciascuna domanda e le modalita' per l'eventuale ritiro della stessa a seguito della conoscibilita' dei parametri utilizzati dalla commissione per il singolo candidato nell'ambito dei criteri e dei parametri di cui alla lettera a)»; ))

2.5) alla lettera f), la parola: «quattro» e' sostituita dalla seguente: (( «cinque» )), le parole da: «e sorteggio di un commissario» fino a: «(OCSE)» sono soppresse e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: (( «. Nel rispetto della rappresentanza proporzionale di cui alla lettera i) e fatta salva la durata biennale della commissione, il regolamento di cui al presente comma puo' disciplinare la graduale sostituzione dei membri della commissione»; ))

2.6) alla lettera g), le parole da: «la corresponsione» fino alla fine della lettera sono soppresse;

2.7) alla lettera i), le parole da: «il sorteggio» fino a: «ordinari» sono sostituite dalle seguenti: (( «il sorteggio di cui alla lettera h) garantisce la rappresentanza fin dove possibile proporzionale dei settori scientifico-disciplinari all'interno della commissione e la partecipazione di almeno un commissario per ciascun settore scientifico-disciplinare compreso nel settore concorsuale al quale afferiscano almeno dieci professori ordinari;» )) e dopo le parole: «delle caratteristiche di cui alla lettera h);» sono inserite le seguenti: (( «il parere e' obbligatorio nel caso di candidati afferenti ad un settore scientifico-disciplinare non rappresentato nella commissione;»; ))

2.8) alla lettera m), le parole da: «a partecipare» fino alla fine della lettera sono sostituite dalle seguenti: (( «a presentare una nuova domanda di abilitazione, per lo stesso settore e per la stessa fascia o per la fascia superiore, nel corso dei dodici mesi successivi alla data di presentazione della domanda e, in caso di conseguimento dell'abilitazione, a presentare una nuova domanda di abilitazione, per lo stesso settore e per la stessa fascia, nei quarantotto mesi successivi al conseguimento della stessa»; ))

2.9) dopo la lettera m) e' inserita la seguente: (( «m-bis) l'applicazione alle procedure di abilitazione, in quanto compatibili, delle norme previste dall'art. 9 del decreto-legge 21 aprile 1995, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1995, n. 236».

3-ter. I candidati che hanno presentato domanda, con esito negativo, per il conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale nella tornata 2012 e in quella 2013 possono ripresentare domanda a decorrere dal 1° marzo 2015. La durata dell'abilitazione scientifica nazionale conseguita nelle tornate 2012 e 2013 e' di sei anni.

3-quater. All'art. 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n. 230, le parole da: «previo parere di una commissione» a: «proposta la chiamata» sono sostituite dalle seguenti: «previo parere della commissione nominata per l'espletamento delle procedure di abilitazione scientifica nazionale, di cui all'art. 16, comma 3, lettera f), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e successive modificazioni, per il settore per il quale e' proposta la chiamata, da esprimere entro trenta giorni dalla richiesta del medesimo parere».

3-quinquies. La qualita' della produzione scientifica dei professori reclutati dagli atenei all'esito dell'abilitazione scientifica nazionale e' considerata prioritaria nell'ambito della valutazione delle politiche di reclutamento previste dall'art. 5, commi 1, lettera c), e 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e dall'art. 9 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49. ))

4. Le chiamate relative al piano straordinario per la chiamata dei professori di seconda fascia per gli anni 2012 e 2013 a valere sulle risorse di cui all'art. 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono effettuate entro il (( 30 giugno 2015. ))

Art. 15

Disposizioni urgenti relative a borse di studio per le scuole di specializzazione medica

1. Al comma 3-bis dell'art. 20 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, le parole: «da emanare entro il 31 marzo 2014» sono sostituite dalle seguenti: (( «da emanare entro il 31 dicembre 2014». ))

1-bis. Il comma 3-ter dell'art. 20 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: (( «3-ter. La durata dei corsi di formazione specialistica, come definita dal decreto di cui al comma 3-bis, si applica a decorrere dall'anno accademico 2014/2015 di riferimento per i corsi di specializzazione. Gli specializzandi in corso, fatti salvi coloro che iniziano l'ultimo anno di specialita' nell'anno accademico 2014/2015, per i quali rimane in vigore l'ordinamento previgente, devono optare tra il nuovo ordinamento e l'ordinamento previgente con modalita' determinate dal medesimo decreto di cui al comma 3-bis». ))

2. Per le finalita' di cui al titolo VI del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, e' autorizzata l'ulteriore spesa di 6 milioni di euro per l'anno 2014, di 40 milioni di euro per l'anno 2015, e di 1,8 milioni di euro per l'anno 2016. Al relativo onere si provvede, per l'anno 2014, con una quota delle entrate di cui all'art. 7, comma 39 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, per un importo pari a 6 milioni di euro che resta acquisita all'erario, per l'anno 2015 mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 e per l'anno 2016 mediante riduzione per euro 1,8 milioni del fondo di cui all'art. 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537.

3. La procedura di cui all'art. 4, comma 45, della legge 12 novembre 2011 n. 183, si applica anche alle prove di ammissione alle scuole di specializzazione in medicina di cui all'art. 36, comma 1, del decreto legislativo n. 368 del 1999 e successive modificazioni. A tal fine l'importo massimo richiesto al singolo candidato non puo' eccedere la somma di 100 euro e le corrispondenti entrate, relative alle prove di ammissione alle predette scuole di specializzazione, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e destinate alla copertura degli oneri connessi alle prove di ammissione.

(( 3-bis. All'art. 36 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis. Sono fatte salve le disposizioni normative delle province autonome di Trento e di Bolzano relative all'assegnazione dei contratti di formazione specialistica finanziati dalle medesime province autonome attraverso convenzioni stipulate con le universita'». ))

Capo II

Misure in materia di organizzazione della PA

Art. 16

Nomina dei dipendenti nelle societa' partecipate

1. All'art. 4 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono apportate le seguenti modificazioni:

(( a) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. Fatta salva la facolta' di nomina di un amministratore unico, i consigli di amministrazione delle societa' controllate direttamente o indirettamente dalle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, che abbiano conseguito nell'anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di amministrazioni pubbliche superiore al 90 per cento dell'intero fatturato devono essere composti da non piu' di tre membri, ferme restando le disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39. A decorrere dal 1° gennaio 2015, il costo annuale sostenuto per i compensi degli amministratori di tali societa', ivi compresa la remunerazione di quelli investiti di particolari cariche, non puo' superare l'80 per cento del costo complessivamente sostenuto nell'anno 2013. In virtu' del principio di onnicomprensivita' della retribuzione, qualora siano nominati dipendenti dell'amministrazione titolare della partecipazione, o della societa' controllante in caso di partecipazione indiretta o del titolare di poteri di indirizzo e di vigilanza, fatto salvo il diritto alla copertura assicurativa e al rimborso delle spese documentate, nel rispetto del limite di spesa di cui al precedente periodo, essi hanno l'obbligo di riversare i relativi compensi all'amministrazione o alla societa' di appartenenza e, ove riassegnabili, in base alle vigenti disposizioni, al fondo per il finanziamento del trattamento economico accessorio»; ))

b) il comma 5 e' sostituito dal seguente: (( «5. Fermo restando quanto diversamente previsto da specifiche disposizioni di legge e fatta salva la facolta' di nomina di un amministratore unico, i consigli di amministrazione delle altre societa' a totale partecipazione pubblica, diretta o indiretta, devono essere composti da tre o da cinque membri, tenendo conto della rilevanza e della complessita' delle attivita' svolte. A tali societa' si applica quanto previsto dal secondo e dal terzo periodo del comma 4». ))

2. (( Fatto salvo quanto previsto in materia di limite ai compensi, )) le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere dal primo rinnovo dei consigli di amministrazione successivo alla data di entrata in vigore (( del presente )) decreto.

Art. 17

Ricognizione degli enti pubblici e unificazione delle banche dati delle societa' partecipate

1. Al fine di procedere ad una razionalizzazione degli enti pubblici e di quelli ai quali lo Stato contribuisce in via ordinaria, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, predispone un sistema informatico di acquisizione di dati e proposte di razionalizzazione in ordine ai predetti enti. (( Il sistema informatico si avvale di un software libero con codice sorgente aperto. )) Le amministrazioni statali inseriscono i dati e le proposte con riferimento a ciascun ente pubblico o privato, da ciascuna di esse finanziato o vigilato. (( Decorsi tre mesi dall'abilitazione all'inserimento, l'elenco delle amministrazioni adempienti e di quelle non adempienti all'obbligo di inserimento e' pubblicato nel sito internet istituzionale del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri. )) Decorsi tre mesi dall'abilitazione all'inserimento, e' vietato alle suddette amministrazioni, con riferimento agli enti per i quali i dati e le proposte non siano stati immessi, il compimento di qualsiasi atto nei confronti dei suddetti enti, ivi compresi il trasferimento di fondi e la nomina di titolari e componenti dei relativi organi.

2. Al fine di procedere ad una razionalizzazione dei servizi strumentali all'attivita' delle amministrazioni statali, con le modalita' di cui al comma 1, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri predispone un sistema informatico di acquisizione di dati relativi alla modalita' di gestione dei servizi strumentali, con particolare riferimento ai servizi esternalizzati. (( Il sistema informatico si avvale di un software libero con codice sorgente aperto. )) Nello stesso termine e con le stesse modalita' di cui al comma 1, le amministrazioni statali inseriscono i relativi dati. Il mancato inserimento rileva ai fini della responsabilita' dirigenziale del dirigente competente.

(( 2-bis. I dati di cui ai commi 1 e 2 sono inseriti nella banca dati di cui al comma 3, consultabile e aggiornabile dalle amministrazioni pubbliche coinvolte nella rilevazione. Il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri consente altresi', con le stesse modalita', la consultazione dei dati di cui all'art. 60, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.

2-ter. Entro il 15 febbraio 2015 sono pubblicati nel sito internet istituzionale del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri l'elenco delle amministrazioni adempienti e di quelle non adempienti all'obbligo di inserimento di cui al comma 2 e i dati inviati a norma del medesimo comma. ))

3. A decorrere dal 1º gennaio 2015, nella banca dati del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze, di cui all'art. 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, confluiscono, secondo le modalita' fissate dal decreto di cui al comma 4, le informazioni di cui all'art. 60, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, nonche' quelle acquisite fino al 31 dicembre 2014 ai sensi dell'art. 1, comma 587, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Tali informazioni sono rese disponibili alla banca dati delle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Al Dipartimento della funzione pubblica e' garantito l'accesso alle informazioni contenute nella banca dati in cui confluiscono i dati di cui al primo periodo ai fini dello svolgimento delle relative attivita' istituzionali.

4. A decorrere dal 1° gennaio 2015, il Ministero dell'economia e delle finanze acquisisce le informazioni relative alle partecipazioni (( in societa' ed enti di diritto pubblico e di diritto privato detenute direttamente o indirettamente dalle amministrazioni pubbliche individuate dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi dell'art. 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, e da quelle di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. )) L'acquisizione delle predette informazioni puo' avvenire attraverso banche dati esistenti ovvero con la richiesta di invio da parte delle citate amministrazioni pubbliche ovvero da parte delle societa' da esse partecipate. Tali informazioni sono rese disponibili alla banca dati delle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono indicate le informazioni che le amministrazioni sono tenute a comunicare e definite le modalita' tecniche di attuazione del presente comma. L'elenco delle amministrazioni adempienti e di quelle non adempienti all'obbligo di comunicazione e' pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze e su quello del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

5. A decorrere dal 1º gennaio 2015, i commi da 587 a 591 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 sono abrogati.

(( Art. 17-bis

Divieto per le pubbliche amministrazioni di richiedere dati gia' presenti nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente.

1. Le amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, non possono richiedere ai cittadini informazioni e dati gia' presenti nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente di cui all'art. 62 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. ))

Art. 18

Soppressione delle sezioni staccate di Tribunale amministrativo regionale e del Magistrato delle acque, Tavolo permanente per l'innovazione e l'Agenda digitale italiana.

(( 1. Nelle more della rideterminazione dell'assetto organizzativo dei tribunali amministrativi regionali, in assenza di misure di attuazione del piano di cui al comma 1-bis, a decorrere dal 1° luglio 2015 sono soppresse le sezioni staccate di tribunale amministrativo regionale aventi sede in comuni che non sono sedi di corte d'appello, ad eccezione della sezione autonoma della provincia di Bolzano. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, da adottare entro il 31 marzo 2015, sono stabilite le modalita' per il trasferimento del contenzioso pendente presso le sezioni soppresse, nonche' delle risorse umane e finanziarie, al tribunale amministrativo della relativa regione. Dal 1° luglio 2015, i ricorsi sono depositati presso la sede centrale del tribunale amministrativo regionale.

1-bis. Entro il 31 dicembre 2014 il Governo, sentito il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, presenta alle Camere una relazione sull'assetto organizzativo dei tribunali amministrativi regionali, che comprende un'analisi dei fabbisogni, dei costi delle sedi e del personale, del carico di lavoro di ciascun tribunale e di ciascuna sezione, nonche' del grado di informatizzazione. Alla relazione e' allegato un piano di riorganizzazione, che prevede misure di ammodernamento e razionalizzazione della spesa e l'eventuale individuazione di sezioni da sopprimere, tenendo conto della collocazione geografica, del carico di lavoro e dell'organizzazione degli uffici giudiziari. ))

2. A decorrere dal 1° luglio 2015, all'art. )) 1 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 sono apportate le seguenti modificazioni:

(( a) al terzo comma, le parole: «Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzi,» sono soppresse; ))

b) al quinto comma, le parole: «, oltre una sezione staccata,» sono soppresse.

(( 3. E' soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia' svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. E' altresi' soppresso il Comitato tecnico di magistratura, di cui all'art. 4 della citata legge n. 257 del 1907. Il comitato tecnico-amministrativo istituito presso il provveditorato di cui al primo periodo e' competente a pronunciarsi sui progetti di cui all'art. 9, comma 7, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 febbraio 2014, n. 72, anche quando il relativo importo ecceda i 25 milioni di euro. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 31 marzo 2015 su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia' esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta' metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta' di Venezia e dell'ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche' di tutela dall'inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi', le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta' metropolitana in relazione alle funzioni trasferite. ))

4. (( All'art. 47, comma 2, quarto periodo, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, le parole da: «, presieduto» )) fino a «Ministri» sono sostituite dalle seguenti: «Il Presidente del predetto Tavolo e' individuato dal Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione».

Art. 19

Soppressione dell'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e definizione delle funzioni dell'Autorita' nazionale anticorruzione.

1. L'Autorita' di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, di cui all'art. 6 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni, e' soppressa ed i relativi organi decadono a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

2. I compiti e le funzioni svolti dall'Autorita' di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sono trasferiti all'Autorita' nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza (ANAC), di cui all'art. 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, che e' ridenominata Autorita' nazionale anticorruzione.

3. Il Presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione, entro il 31 dicembre 2014, presenta al Presidente del Consiglio dei ministri un piano per il riordino dell'Autorita' stessa, che contempla:

a) il trasferimento definitivo delle risorse umane, finanziarie e strumentali, necessarie per lo svolgimento delle funzioni di cui al comma 2, (( specificando che il personale attualmente in servizio presso l'ANAC, appartenente ai ruoli delle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, confluisce in un unico ruolo insieme con il personale della soppressa Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture individuato nel piano di riordino di cui all'alinea del presente comma; ))

b) la riduzione non inferiore al venti per cento del trattamento economico accessorio del personale dipendente, inclusi i dirigenti;

c) la riduzione delle spese di funzionamento non inferiore al venti per cento.

4. Il piano di cui al comma 3 acquista efficacia a seguito dell'approvazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, (( da emanare, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, entro sessanta giorni dalla presentazione del medesimo piano al Presidente del Consiglio dei ministri. ))

5. In aggiunta ai compiti di cui al comma 2, l'Autorita' nazionale anticorruzione:

a) riceve notizie e segnalazioni di illeciti, anche nelle forme di cui all'art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

(( a-bis) riceve notizie e segnalazioni da ciascun avvocato dello Stato il quale, nell'esercizio delle funzioni di cui all'art. 13 del testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, venga a conoscenza di violazioni di disposizioni di legge o di regolamento o di altre anomalie o irregolarita' relative ai contratti che rientrano nella disciplina del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Per gli avvocati dello Stato segnalanti resta fermo l'obbligo di denuncia di cui all'art. 331 del codice di procedura penale; ))

b) salvo che il fatto costituisca reato, applica, nel rispetto delle norme previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, una sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a euro 1.000 e non superiore nel massimo a euro 10.000, nel caso in cui il soggetto obbligato ometta l'adozione dei piani triennali di prevenzione della corruzione, dei programmi triennali di trasparenza o dei codici di comportamento.

(( 5-bis. Per le controversie aventi ad oggetto le sanzioni di cui al comma 5, lettera b), e' competente il tribunale in composizione monocratica.

5-ter. Nella relazione di cui all'art. 1, comma 2, lettera g), della legge 6 novembre 2012, n. 190, l'Autorita' nazionale anticorruzione da' altresi' conto dell'attivita' svolta ai sensi dei commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo, indicando le possibili criticita' del quadro amministrativo e normativo che rendono il sistema dell'affidamento dei lavori pubblici vulnerabile a fenomeni di corruzione. ))

6. Le somme versate a titolo di pagamento delle sanzioni amministrative di cui al comma 5 lett. b), restano nella disponibilita' dell'Autorita' nazionale anticorruzione e sono utilizzabili per le proprie attivita' istituzionali. (( Le stesse somme vengono rendicontate ogni sei mesi e pubblicate nel sito internet istituzionale dell'Autorita' nazionale anticorruzione specificando la sanzione applicata e le modalita' di impiego delle suddette somme, anche in caso di accantonamento o di mancata utilizzazione. ))

7. Il Presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione formula proposte al Commissario unico delegato del Governo per l'Expo Milano 2015 ed alla Societa' Expo 2015 p.a. per la corretta gestione delle procedure d'appalto per la realizzazione dell'evento. (( Il presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione segnala all'autorita' amministrativa di cui all'art. 47, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le violazioni in materia di comunicazione delle informazioni e dei dati e di obblighi di pubblicazione previste nel citato art. 47, ai fini dell'esercizio del potere sanzionatorio di cui al medesimo articolo. ))

8. Allo svolgimento dei compiti di cui ai commi 2 e 5, il Presidente dell'ANAC provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie della soppressa Autorita' di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, nelle more dell'approvazione del piano di cui al comma 4.

9. Al fine di concentrare l'attivita' dell'Autorita' nazionale anticorruzione sui compiti di trasparenza e di prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni, le funzioni della predetta Autorita' in materia di misurazione e valutazione della performance, di cui agli articoli 7, (( 8, 9, )) 10, 12, 13 e 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono trasferite al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge

di conversione del presente decreto. (( Con riguardo al solo trasferimento delle funzioni di cui all'art. 13, comma 6, lettere m) e p), del decreto legislativo n. 150 del 2009, relativamente ai progetti sperimentali e al Portale della trasparenza, detto trasferimento di funzioni deve avvenire previo accordo tra il Dipartimento della funzione pubblica e l'Autorita' nazionale anticorruzione, anche al fine di individuare i progetti che possono piu' opportunamente rimanere nell'ambito della medesima Autorita' nazionale anticorruzione. ))

10. Con regolamento da emanare ai sensi dell'art. 17, comma 2, della (( legge 23 agosto 1988, n. 400 )), entro 180 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, il Governo provvede a riordinare le funzioni di cui al comma 9 in materia di misurazione e valutazione della performance, sulla base delle seguenti norme generali regolatrici della materia:

(( a) revisione e semplificazione degli adempimenti a carico delle amministrazioni pubbliche, al fine di valorizzare le premialita' nella valutazione della performance, organizzativa e individuale, anche utilizzando le risorse disponibili ai sensi dell'art. 16, commi 4 e 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; ))

b) progressiva integrazione del ciclo della performance con la programmazione finanziaria;

c) raccordo con il sistema dei controlli interni;

d) (( valutazione indipendente )) dei sistemi e risultati;

e) conseguente revisione della disciplina degli organismi indipendenti di valutazione.

11. Il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri puo' avvalersi ai sensi dell'art. 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, di personale in posizione di fuori ruolo o di comando per lo svolgimento delle funzioni relative alla misurazione e valutazione della performance.

12. Il comma 7, dell'art. 13, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e' abrogato.

13. All'art. 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 e' abrogato;

b) al comma 5, secondo periodo, le parole: «sino a diversa disposizione adottata ai sensi del comma 2,» sono soppresse.

14. Il Comitato tecnico-scientifico di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 12 dicembre 2006, n. 315 e' soppresso.

(( 14-bis. Le funzioni di supporto dell'autorita' politica delegata per il coordinamento in materia di controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato sono attribuite all'Ufficio per il programma di Governo della Presidenza del Consiglio dei ministri. L'Ufficio provvede alle funzioni trasferite con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. ))

15. Le funzioni del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di (( trasparenza e )) prevenzione della corruzione di cui all'art. 1(( , commi 4, 5 e 8, )) della legge 6 novembre 2012 n. 190, (( e le funzioni di cui all'art. 48 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, )) sono trasferite all'Autorita' nazionale anticorruzione.

16. Dall'applicazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 20

Associazione Formez PA

1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione propone all'assemblea dell'Associazione Formez PA, di cui al decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 6, lo scioglimento dell'Associazione stessa e la nomina di un Commissario straordinario. A far data dalla nomina del Commissario straordinario decadono gli organi dell'Associazione Formez PA in carica, fatta eccezione per l'assemblea e il collegio dei revisori. Il Commissario assicura la continuita' nella gestione delle attivita' dell'Associazione e la prosecuzione dei progetti in corso. Entro il 31 ottobre 2014 il Commissario propone al suddetto Ministro un piano delle politiche di sviluppo delle amministrazioni dello Stato e degli enti territoriali, che salvaguardi i livelli occupazionali del personale in servizio e gli equilibri finanziari dell'Associazione e individui eventuali nuove forme per il perseguimento delle suddette politiche. Il piano e' presentato dal Ministro medesimo all'assemblea ai fini delle determinazioni conseguenti.

(( 1-bis. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ))

Art. 21

Unificazione delle Scuole di formazione

1. Al fine di razionalizzare il sistema delle scuole di formazione delle amministrazioni centrali, eliminando la duplicazione degli organismi esistenti, la Scuola superiore dell'economia e delle finanze, l'Istituto diplomatico «Mario Toscano», la Scuola superiore dell'amministrazione dell'interno (SSAI), il Centro di formazione della difesa e la Scuola superiore di statistica e di analisi sociali ed economiche, nonche' le sedi distaccate della Scuola nazionale dell'amministrazione prive di centro residenziale sono soppresse. Le funzioni (( di reclutamento e di formazione )) degli organismi soppressi sono attribuite alla Scuola nazionale dell'amministrazione e assegnate ai corrispondenti dipartimenti, individuati ai sensi del comma 3. Le risorse finanziarie gia' stanziate e destinate all'attivita' di formazione sono attribuite, nella misura dell'ottanta per cento, alla Scuola nazionale dell'amministrazione e versate, nella misura del venti per cento, all'entrata del bilancio dello Stato. La stessa Scuola subentra nei rapporti di lavoro a tempo determinato e di collaborazione coordinata e continuativa o di progetto in essere presso gli organismi soppressi, che cessano alla loro naturale scadenza.

2. All'art. 6, comma 1, del decreto legislativo 1 dicembre 2009, n. 178, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) le parole: «dal Capo del Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica,» sono soppresse;

(( 2) le parole: «da due rappresentanti» fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: «da tre rappresentanti nominati dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di cui uno su indicazione del Presidente dell'Istituto nazionale di statistica, da un rappresentante nominato dal Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, da uno nominato dal Ministro dell'interno, da uno nominato dal Ministro dell'economia e delle finanze, da uno nominato dal Ministro degli affari esteri, da uno nominato dal Ministro della difesa e da non piu' di tre nominati da ulteriori Ministri designati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri». ))

3. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la Scuola nazionale dell'amministrazione adegua il proprio ordinamento ai seguenti principi:

1) organizzazione in dipartimenti, assegnando, in particolare, le funzioni degli organismi soppressi ai sensi del comma 1 ad altrettanti dipartimenti;

2) collaborazione con gli organi costituzionali, le autorita' indipendenti, le istituzioni universitarie e l'Istituto nazionale di statistica, anche attraverso convenzioni relative allo svolgimento di attivita' di formazione iniziale e permanente.

4. I docenti ordinari e i ricercatori dei ruoli a esaurimento della Scuola Superiore dell'economia e delle finanze, di cui all'art. 4-septies, comma 4, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, sono trasferiti alla Scuola nazionale dell'amministrazione e agli stessi (( e' applicato lo stato giuridico dei professori o dei ricercatori universitari. Il trattamento economico e' rideterminato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, al fine di renderlo omogeneo a quello degli altri docenti della Scuola nazionale dell'amministrazione, che viene determinato dallo stesso decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulla base del trattamento economico spettante, rispettivamente, ai professori o ai ricercatori universitari a tempo pieno con corrispondente anzianita'. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ))

5. Il personale non docente anche in servizio in posizione di comando o fuori ruolo presso gli organismi soppressi di cui al comma 1, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, rientra nelle amministrazioni di appartenenza. Il personale non docente in servizio presso le sedi distaccate o periferiche, anche in posizione di comando o fuori ruolo, puo' transitare nei ruoli delle amministrazioni pubbliche con posti vacanti nella dotazione organica o, in subordine, in sovrannumero, con preferenza nelle amministrazioni aventi sede nella stessa Regione. Il personale trasferito ai sensi del presente comma mantiene l'inquadramento previdenziale di provenienza e allo stesso si applica il trattamento giuridico e economico, compreso quello accessorio, previsto dai contratti collettivi vigenti nell'amministrazione di destinazione.

6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuate e trasferite alla Presidenza del Consiglio dei Ministri le risorse finanziarie e strumentali necessarie per l'esercizio delle funzioni trasferite ai sensi del presente articolo. (( Fino all'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo periodo, le attivita' formative e amministrative degli organismi soppressi di cui al comma 1 del presente articolo sono regolate da accordi conclusi ai sensi dell'art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, tra la Scuola nazionale dell'amministrazione e le amministrazioni di riferimento degli organi soppressi, senza pregiudizio per la continuita' e il compimento delle attivita' formative, di reclutamento e concorsuali gia' disposte, autorizzate o comunque in essere presso le Scuole di formazione medesime secondo i rispettivi ordinamenti. ))

(( Art. 21-bis

Riorganizzazione del Ministero dell'interno

1. In conseguenza delle riduzioni previste dall'art. 2, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, da definire entro il 31 ottobre 2014, il Ministero dell'interno provvede a predisporre, entro il 31 dicembre 2014, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'art. 2, comma 7, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni. Il termine di cui all'art. 2, comma 11, lettera b), del citato decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, e successive modificazioni, e' differito al 31 dicembre 2014, con conseguente riassorbimento, nel successivo biennio, degli effetti derivanti dalle predette riduzioni. ))

Art. 22

Razionalizzazione delle autorita' indipendenti

1. I componenti dell'Autorita' garante della concorrenza e del mercato, della Commissione nazionale per le societa' e la borsa, dell'Autorita' di regolazione dei trasporti, dell'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, del Garante per la protezione dei dati personali, dell'Autorita' nazionale anticorruzione, della Commissione di vigilanza sui fondi pensione e della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, alla cessazione dall'incarico, non possono essere nuovamente nominati componenti di una autorita' indipendente, a pena di decadenza, per un periodo pari a (( cinque )) anni.

2. (( Nel capo III del titolo IV della legge 28 dicembre 2005, n. 262, dopo l'art. 29 e' aggiunto il seguente: «Art. 29-bis. - (Incompatibilita' per i componenti e i dirigenti della CONSOB cessati dall'incarico). )) - 1. I componenti degli organi di vertice e i dirigenti della Commissione nazionale per le societa' e la borsa, (( nei due anni successivi )) alla cessazione dell'incarico, non possono intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego con i soggetti regolati (( ne' con societa' controllate da questi ultimi. )) I contratti conclusi in violazione del presente comma sono nulli. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai dirigenti che (( negli ultimi due anni )) di servizio sono stati responsabili esclusivamente di uffici di supporto. (( Le disposizioni del presente articolo si applicano ai componenti degli organi di vertice e ai dirigenti della Banca d'Italia e dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni per un periodo, non superiore a due anni, stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare previo parere della Banca centrale europea, che viene richiesto entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione». ))

3. All'art. 2, comma 9, della legge 14 novembre 1995, n. 481, sono apportate le seguenti modificazioni:

(( 0a) )) al primo periodo, la parola: «quattro» e' sostituita dalla seguente: (( «due»; ))

a) dopo le parole: «i componenti» sono inserite le seguenti: «e i dirigenti»;

b) e' aggiunto in fine il seguente periodo: «Le disposizioni del presente comma non si applicano ai dirigenti che negli ultimi quattro anni di servizio sono stati responsabili esclusivamente di uffici di supporto.».

4. Le procedure concorsuali per il reclutamento di personale degli organismi di cui al comma 1 sono gestite unitariamente, previa stipula di apposite convenzioni tra gli stessi organismi, che assicurino la trasparenza e l'imparzialita' delle procedure e la specificita' delle professionalita' di ciascun organismo. Sono nulle le procedure concorsuali avviate dopo l'entrata in vigore del presente decreto e prima della stipula delle convenzioni o poste in essere, successivamente alla predetta stipula, in violazione degli obblighi di cui al presente comma e le successive eventuali assunzioni. Restano valide le procedure concorsuali in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.

5. A decorrere dal 1º luglio 2014, gli organismi di cui al comma 1 provvedono, nell'ambito dei propri ordinamenti, a una riduzione non inferiore al venti per cento del trattamento economico accessorio del personale dipendente, inclusi i dirigenti.

6. A decorrere dal 1º ottobre 2014, gli organismi di cui al comma 1 riducono in misura non inferiore al cinquanta per cento, rispetto a quella complessivamente sostenuta nel 2013, la spesa per incarichi di consulenza, studio e ricerca e quella per gli organi collegiali non previsti dalla legge. Gli incarichi e i contratti in corso sono rinegoziati entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto al fine di assicurare il rispetto dei limiti di cui al periodo precedente.

7. Gli organismi di cui al comma 1 gestiscono i servizi strumentali in modo unitario, mediante la stipula di convenzioni o la costituzione di uffici comuni ad almeno due organismi. Entro il 31 dicembre 2014, i predetti organismi provvedono ai sensi del primo periodo per almeno tre dei seguenti servizi: affari generali, servizi finanziari e contabili, acquisti e appalti, amministrazione del personale, gestione del patrimonio, servizi tecnici e logistici, sistemi informativi ed informatici. Dall'applicazione del presente comma devono derivare, entro l'anno 2015, risparmi complessivi pari ad almeno il dieci per cento della spesa complessiva sostenuta dagli stessi organismi per i medesimi servizi nell'anno 2013.

8. Alla legge 27 dicembre 2006, n. 296 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'art. 1, comma 449, al secondo periodo, dopo le parole «e successive modificazioni,» sono aggiunte le seguenti: «nonche' le autorita' indipendenti,»;

b) all'art. 1, comma 450, al secondo periodo, dopo le parole: «le altre amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,» sono aggiunte le seguenti: «nonche' le autorita' indipendenti,».

(( 9. Gli organismi di cui al comma 1 gestiscono i propri servizi logistici in modo da rispettare i seguenti criteri:

a) sede in edificio di proprieta' pubblica o in uso gratuito, salve le spese di funzionamento, o in locazione a condizioni piu' favorevoli rispetto a quelle degli edifici demaniali disponibili;

b) concentrazione degli uffici nella sede principale, salvo che per oggettive esigenze di diversa collocazione in relazione alle specifiche funzioni di singoli uffici;

c) esclusione di locali adibiti ad abitazione o foresteria per i componenti e il personale;

d) spesa complessiva per sedi secondarie, rappresentanza, trasferte e missioni non superiore al 20 per cento della spesa complessiva;

e) presenza effettiva del personale nella sede principale non inferiore al 70 per cento del totale su base annuale, tranne che per la Commissione nazionale per le societa' e la borsa;

f) spesa complessiva per incarichi di consulenza, studio e ricerca non superiore al 2 per cento della spesa complessiva.

9-bis. Gli organismi di cui al comma 1 assicurano il rispetto dei criteri di cui allo stesso comma 1 entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e ne danno conto nelle successive relazioni annuali, che sono trasmesse anche alla Corte dei conti. Nell'ipotesi di violazione di uno dei criteri di cui alle lettere a), b) e c) del comma 9, entro l'anno solare successivo a quello della violazione il Ministero dell'economia e delle finanze, tramite l'Agenzia del demanio, individua uno o piu' edifici di proprieta' pubblica da adibire a sede, eventualmente comune, delle relative autorita'. L'organismo interessato trasferisce i propri uffici nei sei mesi successivi all'individuazione. Nell'ipotesi di violazione di uno dei criteri di cui alle lettere d), e) e f) del citato comma 9, l'organismo interessato trasferisce al Ministero dell'economia e delle finanze una somma corrispondente all'entita' dello scostamento o della maggiore spesa, che rimane acquisita all'erario. ))

10. L'art. 2, comma 3, della legge 14 novembre 1995, n. 481, e' abrogato.

11. (Soppresso).

12. (Soppresso).

13. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'art. 23, comma 1, lettera e), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, come convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e' soppresso.

14. Al decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, come convertito dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'art. 1, nono comma, e' inserito, prima delle parole «I predetti regolamenti», il seguente periodo: «Le deliberazioni della Commissione concernenti i regolamenti di cui ai precedenti commi sono adottate con non meno di quattro voti favorevoli.»;

b) all'art. 2, quarto comma, terzo periodo, le parole «dalla Commissione» sono sostituite dalle seguenti: «con non meno di quattro voti favorevoli.»;

c) all'art. 2, quarto comma, quarto periodo, dopo le parole «su proposta del Presidente» sono inserite le seguenti: «e con non meno di quattro voti favorevoli.»;

d) all'art. 2, ottavo comma, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le relative deliberazioni sono adottate con non meno di quattro voti favorevoli.».

15. Ai maggiori oneri di cui al comma 13, pari a 480.000 euro annui, si fa fronte nell'ambito del bilancio della Consob che a tal fine effettua corrispondenti risparmi di spesa, ulteriori rispetto a quelli previsti a legislazione vigente, senza incrementare il contributo a carico dei soggetti vigilati.

16. Le disposizioni di cui al comma 14 si applicano dalla data di nomina dell'ultimo dei cinque componenti della Consob.

Art. 23

Interventi urgenti in materia di riforma delle province e delle citta' metropolitane (( nonche' norme speciali sul procedimento di istituzione della citta' metropolitana di Venezia e disposizioni in materia di funzioni fondamentali dei comuni. ))

1. All'art. 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono apportate le seguenti modificazioni:

(( «0a) al comma 14:

1) le parole da: «, comunque» fino a: «"testo unico",» sono soppresse;

2) al quarto periodo, dopo le parole: «Restano a carico della provincia» sono inserite le seguenti: «, anche nel caso di cui al comma 82 del presente articolo,» )) e le parole: «di cui agli articoli 80 e 86 del testo unico» sono sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 80, 84, 85 e 86 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, di seguito denominato "testo unico"»;

a) al comma 15, al primo periodo, le parole: «30 settembre 2014» sono sostituite dalle seguenti: «12 ottobre 2014» e all'ultimo periodo le parole: «il consiglio metropolitano» sono sostituite con le seguenti: «la conferenza metropolitana»;

a-bis) al comma 24, secondo periodo, le parole: «di cui agli articoli 80 e 86 del testo unico» sono sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 80, 84, 85 e 86 del testo unico»;

a-ter) al comma 26, dopo le parole: «non inferiore alla meta' dei consiglieri da eleggere» sono inserite le seguenti: «e comunque non superiore al numero dei consiglieri da eleggere»; ))

b) al comma 49, sono apportate le seguenti modifiche:

1) nel primo periodo, dopo le parole: «Provincia di Milano» sono inserite le seguenti: «e le partecipazioni azionarie detenute dalla Provincia di Monza e Brianza».

2) dopo il primo periodo e' inserito il seguente: «Entro il 30 giugno 2014 sono eseguiti gli adempimenti societari necessari per il trasferimento delle partecipazioni azionarie di cui al primo periodo alla Regione Lombardia, a titolo gratuito e in regime di esenzione fiscale.»;

3) l'ultimo periodo e' sostituito con il seguente: «Alla data del 31 dicembre 2016 le partecipazioni originariamente detenute dalla provincia di Milano sono trasferite in regime di esenzione fiscale alla citta' metropolitana e le partecipazioni originariamente detenute dalla provincia di Monza e della Brianza sono trasferite in regime di esenzione fiscale alla nuova provincia di Monza e di Brianza»;

c) dopo il comma 49 sono inseriti i seguenti: «49-bis. Il subentro della regione Lombardia, anche mediante societa' dalla stessa controllate, nelle partecipazioni detenute dalla provincia di Milano e dalla Provincia di Monza e Brianza avviene a titolo gratuito, ferma restando l'appostazione contabile del relativo valore. Con perizia resa da uno o piu' esperti nominati dal Presidente del Tribunale di Milano tra gli iscritti all'apposito Albo dei periti, viene operata la valutazione e l'accertamento del valore delle partecipazioni riferito al momento del subentro della Regione nelle partecipazioni e, successivamente, al momento del trasferimento alla citta' metropolitana. Gli oneri delle attivita' di valutazione e accertamento sono posti, in pari misura, a carico della Regione Lombardia e della citta' metropolitana. Il valore rivestito dalle partecipazioni al momento del subentro nelle partecipazioni della Regione Lombardia, come sopra accertato, e' quanto dovuto rispettivamente alla citta' metropolitana e alla nuova Provincia di Monza e Brianza. L'eventuale differenza tra il valore rivestito dalle partecipazioni al momento del trasferimento, rispettivamente, alla citta' metropolitana e alla nuova Provincia di Monza e Brianza e quello accertato al momento del subentro da parte della Regione Lombardia costituisce il saldo, positivo o negativo, del trasferimento delle medesime partecipazioni a favore della citta' metropolitana e della nuova Provincia, che sara' oggetto di regolazione tra le parti. Dal presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

49-ter. Contestualmente al subentro da parte della regione Lombardia, anche mediante societa' dalla stessa controllate, nelle societa' partecipate dalla provincia di Milano e dalla provincia di Monza e della Brianza di cui al primo periodo del comma 49, i componenti degli organi di amministrazione e di controllo di dette societa' decadono e si provvede alla ricostituzione di detti organi nei modi e termini previsti dalla legge e dagli statuti sociali. Per la nomina di detti organi sociali si applica il comma 5 dell'art. 4 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, (( convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, )) fermo restando quanto previsto dal comma 4 del medesimo art. 4. La decadenza ha effetto dal momento della ricostituzione dei nuovi organi. Analogamente i componenti degli organi di amministrazione e di controllo delle societa' partecipate nominati ai sensi del primo periodo del comma 49-bis decadono contestualmente al successivo trasferimento delle relative partecipazioni in favore della citta' metropolitana e della nuova Provincia previsto dal terzo periodo del comma 49, provvedendosi alla ricostituzione di detti organi nei modi e termini previsti dalla legge e dagli statuti sociali. La decadenza ha effetto dal momento della ricostituzione dei nuovi organi»;

(( c-bis) )) dopo il comma 61 e' inserito il seguente: (( «61-bis. All'art. 14, comma 1, primo periodo, della legge 21 marzo 1990, n. 53, e successive modificazioni, dopo le parole: "legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni," sono inserite le seguenti: "nonche' per le elezioni previste dalla legge 7 aprile 2014, n. 56,"»; ))

(( c-ter) )) al comma 74, primo periodo, le parole: «ai singoli candidati all'interno delle liste» sono sostituite dalle seguenti: (( «a liste di candidati concorrenti»; ))

(( c-quater) )) al comma 76, le parole: «un solo voto per uno dei candidati» sono sostituite dalle seguenti: (( «un voto» )) ed e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: (( «Ciascun elettore puo' esprimere, inoltre, nell'apposita riga della scheda, un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere provinciale compreso nella lista, scrivendone il cognome o, in caso di omonimia, il nome e il cognome; il valore del voto e' ponderato ai sensi dei commi 32, 33 e 34»; ))

(( c-quinquies) )) il comma 77 e' sostituito dal seguente: (( «77. L'ufficio elettorale, terminate le operazioni di scrutinio, determina la cifra elettorale ponderata di ciascuna lista e la cifra individuale ponderata dei singoli candidati e procede al riparto dei seggi tra le liste e alle relative proclamazioni, secondo quanto previsto dai commi 36, 37 e 38»; ))

d) al comma 79, le parole «l'elezione ai sensi dei commi da 67 a 78 del consiglio provinciale, presieduto dal presidente della provincia o dal commissario, e' indetta» sono sostituite dalle seguenti «l'elezione del presidente della provincia e del consiglio provinciale ai sensi dei commi da 58 a 78 e' indetta e si svolge» (( e alla lettera a) )) le parole: «30 settembre 2014» sono sostituite dalle seguenti: (( «12 ottobre 2014»; ))

e) al comma 81 sono soppressi il secondo e terzo periodo;

f) il comma 82, e' sostituito con il seguente: «82. Nel caso di cui al comma 79, lettera a), in deroga alle disposizioni di cui all'art. 1, comma 325, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il presidente della provincia in carica alla data di entrata in vigore della presente legge ovvero, in tutti i casi, qualora la provincia sia commissariata, il commissario a partire dal !° luglio 2014, assumendo anche le funzioni del consiglio provinciale, nonche' la giunta provinciale, restano in carica a titolo gratuito per l'ordinaria amministrazione e per gli atti urgenti e indifferibili, fino all'insediamento del presidente della provincia eletto ai sensi dei commi da 58 a 78». Conseguentemente, al secondo periodo del comma 14 sono aggiunte infine le seguenti parole «, secondo le modalita' previste dal comma 82»;

(( f-bis) al comma 84, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Restano a carico della provincia gli oneri connessi con le attivita' in materia di status degli amministratori, relativi ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali e assicurativi di cui agli articoli 80, 84, 85 e 86 del testo unico»; ))

(( f-ter) )) dopo il comma 118 e' inserito il seguente: (( «118-bis. L'art. 20 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e' sostituito dal seguente: "Art. 20 (Disposizioni per favorire la fusione di comuni e razionalizzazione dell'esercizio delle funzioni comunali). - 1. A decorrere dall'anno 2013, il contributo straordinario ai comuni che danno luogo alla fusione, di cui all'art. 15, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, o alla fusione per incorporazione di cui all'art. 1, comma 130, della legge 7 aprile 2014, n. 56, e' commisurato al 20 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l'anno 2010, nel limite degli stanziamenti finanziari previsti in misura comunque non superiore a 1,5 milioni di euro".

2. Alle fusioni per incorporazione, ad eccezione di quanto per esse specificamente previsto, si applicano tutte le norme previste per le fusioni di cui all'art. 15, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni.

3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per le fusioni di comuni realizzate negli anni 2012 e successivi.

4. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'interno sono disciplinati le modalita' e i termini per l'attribuzione dei contributi alla fusione dei comuni e alla fusione per incorporazione di cui ai commi 1 e 3.

5. A decorrere dall'anno 2013 sono conseguentemente soppresse le disposizioni del regolamento concernente i criteri di riparto dei fondi erariali destinati al finanziamento delle procedure di fusione tra i comuni e l'esercizio associato di funzioni comunali, di cui al decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2000, n. 318, incompatibili con le disposizioni di cui ai commi 1, 3 e 4 del presente articolo"»;

f-quater) dopo il comma 130 e' inserito il seguente: «130-bis. Non si applica ai consorzi socio-assistenziali quanto previsto dal comma 28 dell'art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni»; ))

g) al comma 143, aggiungere alla fine il seguente periodo «Gli eventuali incarichi commissariali successivi all'entrata in vigore della presente legge sono comunque esercitati a titolo gratuito».

(( 1-bis. All'allegato A, annesso alla legge 7 aprile 2014, n. 56, alla lettera e), le parole: «, con approssimazione alla terza cifra decimale,» sono soppresse e dopo le parole: «medesima fascia demografica,» sono inserite le seguenti: «approssimato alla terza cifra decimale e».

1-ter. In considerazione dell'anticipato scioglimento del consiglio comunale di Venezia, disposto ai sensi dell'art. 141, comma 1, lettera b), numero 3), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le procedure per l'entrata in funzione della citta' metropolitana di Venezia sono ridefinite nel modo seguente:

a) le elezioni del consiglio metropolitano si svolgono entro il termine di sessanta giorni dalla proclamazione degli eletti del consiglio comunale di Venezia da tenere nel turno elettorale ordinario del 2015;

b) la citta' metropolitana di Venezia subentra alla provincia omonima, con gli effetti successori di cui all'art. 1, comma 16, della legge 7 aprile 2014, n. 56, dalla data di insediamento del consiglio metropolitano; alla stessa data il sindaco del comune capoluogo assume le funzioni di sindaco metropolitano e si insedia la conferenza metropolitana che approva lo statuto della citta' metropolitana nei successivi centoventi giorni;

c) nel caso di mancata approvazione dello statuto entro il termine di cui alla lettera b), si applica la procedura per l'esercizio del potere sostitutivo di cui all'art. 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.

1-quater. Ferme restando le disposizioni di cui all'art. 1, comma 14, della legge 7 aprile 2014, n. 56, come modificato dal presente articolo, dal 1° gennaio 2015 le attivita' ivi previste a cui occorra dare continuita' fino all'entrata in funzione della citta' metropolitana di Venezia sono assicurate da un commissario nominato ai sensi dell'art. 19 del testo unico di cui al regio decreto 3 marzo 1934, n. 383, e successive modificazioni.

1-quinquies. All'art. 14, comma 31-ter, lettera b), del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, le parole: «30 giugno 2014» sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre 2014». ))

(( Art. 23-bis

Modifica all'art. 33 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in materia di acquisizione di lavori, beni e servizi da parte dei comuni.

1. Al comma 3-bis dell'art. 33 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per i Comuni istituiti a seguito di fusione l'obbligo di cui al primo periodo decorre dal terzo anno successivo a quello di istituzione». ))

(( Art. 23-ter

Ulteriori disposizioni in materia di acquisizione di lavori, beni e servizi da parte degli enti pubblici

1. Le disposizioni di cui al comma 3-bis dell'art. 33 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, modificato da ultimo dall'art. 23-bis del presente decreto, entrano in vigore il 1° gennaio 2015, quanto all'acquisizione di beni e servizi, e il 1° luglio 2015, quanto all'acquisizione di lavori. Sono fatte salve le procedure avviate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

2. Le disposizioni di cui al comma 3-bis dell'art. 33 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, modificato da ultimo dall'art. 23-bis del presente decreto, non si applicano alle acquisizioni di lavori, servizi e forniture da parte degli enti pubblici impegnati nella ricostruzione delle localita' dell'Abruzzo indicate nel decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, e di quelle dell'Emilia-Romagna indicate nel decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122.

3. I comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti possono procedere autonomamente per gli acquisti di beni, servizi e lavori di valore inferiore a 40.000 euro. ))

(( Art. 23-quater

Disposizioni finanziarie in materia di citta' metropolitane e province

1. All'art. 47, comma 4 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, le parole: «mese di luglio» sono sostituite dalle seguenti: «10 ottobre». ))

(( Art. 23-quinquies

Interventi urgenti per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico

1. Nelle more del riordino e della costituzione degli organi collegiali della scuola, sono fatti salvi tutti gli atti e i provvedimenti adottati in assenza del parere dell'organo collegiale consultivo nazionale della scuola; dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino alla ricostituzione dei suddetti organi, comunque non oltre il 30 marzo 2015, non sono dovuti i relativi pareri obbligatori e facoltativi.

 

2. Le elezioni del Consiglio superiore della pubblica istruzione sono bandite entro il 31 dicembre 2014. In via di prima applicazione e nelle more del riordino degli organi collegiali, l'ordinanza di cui all'art. 2, comma 9, del decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 233, stabilisce le modalita' di elezione del predetto organo, anche in deroga a quanto stabilito al comma 5, lettera a), del citato art. 2». ))

Titolo II 
Interventi urgenti di semplificazione 

Capo I
Accesso dei cittadini e delle imprese ai servizi della pubblica amministrazione

 
Art. 24
Agenda della semplificazione amministrativa e moduli standard
 
 1. Entro il 31 ottobre 2014, il Consiglio dei ministri, su propostadel Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa con la Conferenza  unificata  di  cui  all'art.  8  del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approva l'Agenda  per  la semplificazione per il triennio 2015-2017, concernente  le  linee  di indirizzo condivise tra Stato, regioni, province autonome e autonomie locali e il cronoprogramma per la loro attuazione.  L'Agenda  per  la semplificazione contempla, tra l'altro, la sottoscrizione di  accordi e intese ai sensi dell'art. 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e dell'art. 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131,  al  fine  di coordinare  le  iniziative  e  le  attivita'  delle   amministrazioni interessate e di proseguire l'attivita'  per  l'attuazione  condivisa delle misure contenute nel  decreto-legge  9  febbraio  2012,  n.  5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012,  n.  35.  A tal fine, mediante gli accordi e le intese di cui al presente  comma, e' istituito, presso la Conferenza unificata di cui  all'art.  8  del decreto legislativo 28 agosto 1997,  n.  281,  un  apposito  comitato interistituzionale (( e sono individuate le  forme  di  consultazione dei cittadini, delle imprese e delle loro associazioni.  Il  Ministro per la semplificazione e la pubblica  amministrazione  illustra  alla Commissione  parlamentare  per   la   semplificazione   i   contenuti dell'Agenda per la semplificazione entro quarantacinque giorni  dalla sua approvazione da parte del Consiglio dei ministri e riferisce  sul relativo stato di attuazione entro il 30 aprile di ciascun anno. ))   2. Entro centottanta giorni dall'entrata  in  vigore  del  presente decreto le amministrazioni statali, ove non abbiano gia'  provveduto, adottano con decreto del Ministro  competente,  di  concerto  con il Ministro   delegato   per   la   semplificazione   e   la    pubblica amministrazione, sentita la Conferenza unificata, moduli unificati  e standardizzati su tutto il territorio nazionale per la  presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da  parte  dei  cittadini  e delle imprese, ((  che  possono  essere  utilizzati  da  cittadini  e imprese  decorsi  trenta  giorni  dalla  pubblicazione  dei  relativi decreti. ))
(( 2-bis. Le disposizioni del presente  articolo  sono  applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di  Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei  rispettivi  statuti  e delle relative norme di attuazione,  con  particolare  riferimento  a quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio1988, n. 574. ))
3. Il Governo, le regioni e gli  enti  locali,  in  attuazione  del principio di leale collaborazione, concludono, in sede di  Conferenza unificata, accordi ai sensi dell'art. 9 del  decreto  legislativo  28 agosto 1997, n. 281 o intese ai  sensi  dell'art.  8  della  legge  5 giugno 2003, n. 131, per adottare,  tenendo  conto  delle  specifiche normative regionali, una modulistica unificata  e  standardizzata  su tutto il territorio nazionale per  la  presentazione  alle  pubbliche amministrazioni  regionali   e   agli   enti   locali   di   istanze, dichiarazioni e segnalazioni con riferimento all'edilizia e all'avvio di attivita' produttive. Le  pubbliche  amministrazioni  regionali  e locali utilizzano i moduli unificati  e  standardizzati  nei  termini fissati con i suddetti accordi o intese; (( i cittadini e le  imprese li possono comunque utilizzare decorsi  trenta  giorni  dai  medesimi termini. ))
(( 3-bis. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in  vigore della legge di conversione del presente decreto,  le  amministrazioni di cui ai commi 2 e 3 approvano un piano di  informatizzazione  delle procedure  per  la presentazione   di   istanze,   dichiarazioni   e segnalazioni che permetta  la  compilazione  on  line  con  procedure guidate accessibili tramite autenticazione con  il  Sistema  pubblico per la gestione dell'identita' digitale di cittadini  e  imprese.  Le procedure devono permettere  il  completamento  della  procedura,  il tracciamento dell'istanza con  individuazione  del  responsabile  del procedimento e, ove applicabile, l'indicazione dei  termini  entro  i quali il richiedente ha diritto ad ottenere una  risposta.  Il  piano deve prevedere una completa informatizzazione. ))
4. Ai sensi dell'art. 117, secondo comma,  lettere  e),  m)  e  r), della Costituzione, gli accordi (( sulla modulistica per l'edilizia e per l'avvio di attivita' produttive )) conclusi in sede di Conferenza unificata  sono  rivolti  ad  assicurare   la   libera   concorrenza, costituiscono livelli  essenziali  delle  prestazioni  concernenti  i diritti civili e sociali che devono  essere  garantiti  su  tutto  il territorio  nazionale,  assicurano   il   coordinamento   informativo statistico  e  informatico  dei  dati  dell'amministrazione  statale, regionale e locale al fine di agevolare l'attrazione di  investimenti dall'estero. 
(( 4-bis. La modulistica di cui ai commi 2 e 3  e'  pubblicata  nel portale www.impresainungiorno.gov.it ed e' resa  disponibile  per  la compilazione delle pratiche telematiche da parte delle imprese  entro sessanta giorni dalla sua approvazione. 
4-ter.  All'art.  62,  comma  3,  del  codice  di  cui  al  decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, dopo  il primo periodo e' inserito il seguente: «Tali funzioni,  ad  eccezione di quelle anagrafiche, possono altresi' essere svolte  utilizzando  i dati  anagrafici,  costantemente  allineati  all'ANPR,  eventualmente  conservati dai comuni, nelle basi di dati locali».

 

(( Art. 24-bis

Obblighi di trasparenza per le pubbliche amministrazioni 

1. L'art. 11 del decreto legislativo  14  marzo  2013,  n.  33,  e' sostituito dal seguente:
«Art. 11 (Ambito soggettivo di applicazione).  -  1.  Ai  fini  del presente decreto, per "pubbliche amministrazioni" si intendono  tutte le  amministrazioni  di  cui  all'art.  1,  comma  2,   del   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  successive  modificazioni,  ivi comprese  le  autorita'  amministrative  indipendenti  di   garanzia, vigilanza e regolazione.
2. La medesima disciplina prevista per le pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 si applica anche:  
a) agli  enti  di  diritto  pubblico  non  territoriali  nazionali, regionali  o  locali,  comunque  denominati,   istituiti,   vigilati, finanziati dalla pubblica amministrazione che conferisce  l'incarico, ovvero i cui amministratori siano da questa nominati;
b) limitatamente all'attivita' di pubblico  interesse  disciplinata dal diritto nazionale o dell'Unione europea,  agli  enti  di  diritto privato in controllo pubblico, ossia alle societa' e agli altri  enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative,  attivita' di produzione di  beni  e  servizi  a  favore  delle  amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, sottoposti  a  controllo ai sensi dell'art. 2359 del  codice  civile  da  parte  di  pubbliche amministrazioni, oppure agli enti nei quali siano  riconosciuti  alle pubbliche amministrazioni, anche in  assenza  di  una  partecipazione azionaria, poteri di  nomina  dei  vertici  o  dei  componenti  degli organi.
3. Alle societa' partecipate dalle pubbliche amministrazioni di cui al  comma  1,  in  caso  di  partecipazione  non  maggioritaria,   si applicano,  limitatamente   all'attivita'   di   pubblico   interesse disciplinata  dal  diritto  nazionale  o  dell'Unione   europea,   le disposizioni dell'art. 1, commi da 15 a 33, della  legge  6  novembre 2012, n. 190».
))

(( Art. 24-ter  

   Regole tecniche per l'attuazione dell'Agenda digitale italiana 

1.  Le  regole  tecniche  previste  per  l'attuazione   dell'Agenda digitale italiana, come definita dall'art.  47  del  decreto-legge  9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  4
aprile 2012, n. 35, e successive modificazioni, sono adottate con  le modalita'  previste  dall'art.  71  del  codice  di  cui  al  decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.  82,  come  da  ultimo  modificato  dal
presente articolo. Qualora non ancora adottate  e  decorsi  ulteriori novanta giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto, le regole tecniche per l'attuazione del codice dell'amministrazione digitale possono essere  dettate  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri anche ove  non  sia pervenuto il concerto dei Ministri interessati.
2. Al comma 1 dell'art. 71 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni,  sono  aggiunti,  in fine,  i  seguenti  periodi:  «Le  amministrazioni   competenti,   la
Conferenza  unificata  e  il  Garante  per  la  protezione  dei  dati personali rispondono entro trenta giorni dalla richiesta  di  parere. 
In mancanza di risposta nel termine indicato nel periodo  precedente, il parere si intende interamente favorevole».
))

(( Art. 24-quater
Servizi in rete e basi di dati delle pubbliche amministrazioni 

1. A decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla  data  di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le pubbliche  amministrazioni  che  non  rispettano  quanto   prescritto dall'art. 63 e dall'art. 52, comma 1, del codice di  cui  al  decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  e  successive  modificazioni,  sono soggette alla sanzione prevista dall'art. 19, comma  5,  lettera  b), del presente decreto.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della  legge di conversione del presente decreto, i soggetti di  cui  all'art.  2, comma 2, del codice di cui al decreto legislativo 7  marzo  2005,  n.
82, e successive modificazioni, comunicano all'Agenzia  per  l'Italia digitale, esclusivamente per via telematica, l'elenco delle  basi  di dati in loro gestione e degli applicativi che le utilizzano.
))

(( Art. 24-quinquies
Comunicazioni tra le pubbliche amministrazioni 

1. Il comma 2 dell'art. 58 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni,  e'  sostituito  dal seguente:
«2. Le pubbliche amministrazioni comunicano tra loro attraverso  la messa a disposizione a titolo gratuito  degli  accessi  alle  proprie basi di dati alle  altre  amministrazioni  mediante  la  cooperazione
applicativa di cui all'art. 72, comma 1, lettera  e).  L'Agenzia  per l'Italia digitale, sentiti il Garante  per  la  protezione  dei  dati personali  e  le  amministrazioni  interessate   alla   comunicazione
telematica,  definisce  entro  novanta   giorni   gli   standard   di comunicazione e le regole tecniche a cui le pubbliche amministrazioni devono conformarsi».
2. Il comma 3 dell'art. 58 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni,  e'  sostituito  dal seguente:
«3.  L'Agenzia  per  l'Italia  digitale  provvede  al  monitoraggio dell'attuazione del  presente  articolo,  riferendo  annualmente  con apposita relazione al Presidente del  Consiglio  dei  ministri  e  al
Ministro delegato».
3. Il comma 3-bis  dell'art.  58  del  codice  di  cui  al  decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e' abrogato.
))

Art. 25
Semplificazione per i soggetti con invalidita' 
 
(( 01. All'art. 330, comma 5, primo periodo, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n.  495, dopo le parole:  «sia  richiesto»  sono  inserite  le  seguenti:  «da disabili sensoriali o». ))
1.  All'art.  330,  comma  5,  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 16 dicembre 1992, n.  495,  dopo  le  parole:  «laurea  in ingegneria»  sono  inserite  le   seguenti:   ((   «,   nonche'   dal
rappresentante   dell'associazione   di   persone   con   invalidita' individuata dal soggetto sottoposto ad accertamento sanitario.
))  La partecipazione del rappresentante (( di quest'ultima )) e' comunque a titolo gratuito».
2. All'art. 119, comma 4, lettera a), del  decreto  legislativo  30 aprile 1992, n. 285, recante nuovo codice della strada, e  successive modificazioni e integrazioni,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: «Qualora,  all'esito  della  visita  di  cui  al  precedente periodo, la commissione medica locale certifichi  che  il  conducente presenti situazioni di mutilazione o minorazione fisica  stabilizzate
e non suscettibili di aggravamento ne' di modifica delle prescrizioni o delle limitazioni in atto, i successivi rinnovi di validita'  della patente di  guida  posseduta  potranno  essere  esperiti  secondo  le
procedure di cui al comma 2 e secondo la durata di cui all'art.  126, commi 2, 3 e 4.».
3. All'art. 381, comma 5, terzo periodo, del decreto del Presidente della  Repubblica  16   dicembre   1992,   n.   495,   e   successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: le  parole:  «Il
comune puo' inoltre stabilire» sono sostituite  dalle  seguenti:  «Il comune inoltre stabilisce»; dopo le parole: «n. 503, e»  e'  inserita la parola: «puo'».
4. Al decreto-legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito dalla  legge 27 ottobre 1993, n. 423, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  2  dell'art.  2,  sono   apportate   le   seguenti modificazioni:
    1)   la   parola   «novanta»   e'   sostituita   dalla   parola «quarantacinque»;
    2) le parole «ai soli fini previsti dall'art. 33  della  stessa legge» sono sostituite dalle seguenti: «ai soli fini  previsti  dagli articoli 21 e 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e  dall'art.  42 
del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151».
  (( 2-bis) dopo le parole: «da un medico specialista nella patologia denunciata» sono inserite le seguenti: «ovvero da medici  specialisti nelle patologie denunciate». ))
    b) al  comma  3-bis  dell'art.  2,  la  parola  «centottanta»  e' sostituita dalla parola «novanta»;
    c) dopo il comma 3-ter  dell'art.  2,  e'  inserito  il  seguente comma: «3-quater. Ai  fini  delle  agevolazioni  lavorative  previste dagli articoli 21 e 33  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,  e
dall'art. 42 del decreto  legislativo  26  marzo  2001,  n.  151,  la Commissione   medica   competente,    previa    richiesta    motivata dell'interessato,  e'  autorizzata  a   rilasciare   un   certificato
provvisorio al  termine  della  visita.  Il  certificato  provvisorio produce effetto fino all'emissione  dell'accertamento  definitivo  da parte della Commissione medica dell'INPS.». 
5. Ai minori gia' titolari di indennita' di frequenza, che  abbiano provveduto a presentare la domanda in via amministrativa entro i  sei mesi antecedenti il compimento della maggiore eta', sono riconosciute in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di  eta',  le prestazioni erogabili agli invalidi  maggiorenni.  Rimane  fermo,  al raggiungimento della maggiore eta', l'accertamento  delle  condizioni sanitarie  e  degli  altri  requisiti  previsti  dalla  normativa  di settore. 
6.  Ai  minori  titolari  dell'indennita'  di  accompagnamento  per invalidi civili di cui alla legge 11 febbraio  1980,  n.  18,  ovvero dell'indennita' di accompagnamento per  ciechi  civili  di  cui  alla legge 28 marzo 1968, n. 406, e alla legge 27  maggio  1970,  n.  382, ovvero dell'indennita' di comunicazione di cui all'art. 4 della legge 21 novembre 1988, n. 508,  nonche'  ai  soggetti  riconosciuti  dalle Commissioni  mediche,  individuate  dall'art.  20,   comma   1,   del decreto-legge 1 luglio 2009,  n.  78,  convertito  con  modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, affetti  dalle  patologie  di  cui all'art. 42-ter, comma 1, del decreto-legge 21 giugno  2013,  n.  69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono attribuite  al  compimento  della  maggiore   eta'   le   prestazioni economiche  erogabili  agli  invalidi  maggiorenni,  senza  ulteriori accertamenti sanitari, ferma  restando  la  sussistenza  degli  altri requisiti previsti dalla normativa di settore. 
(( 6-bis. Nelle more dell'effettuazione delle eventuali  visite  di revisione e del relativo iter di verifica, i  minorati  civili  e  le  persone con handicap in possesso  di  verbali  in  cui  sia  prevista rivedibilita' conservano tutti i  diritti  acquisiti  in  materia  di benefici,  prestazioni  e  agevolazioni  di  qualsiasi   natura. La convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali  sia  prevista la rivedibilita', e'  di  competenza  dell'Istituto  nazionale  della previdenza sociale (INPS). )) 
7. All'art. 42-ter, comma 1, del decreto-legge 21 giugno  2013,  n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, le parole «che  hanno  ottenuto  il  riconoscimento  dell'indennita'  di accompagnamento o di comunicazione» sono soppresse.
8. All'art. 97, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n.  388,  il primo periodo e' soppresso.
9. All'art. 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e'  aggiunto  infine il seguente comma: 

  «2-bis. La persona handicappata affetta  da  invalidita'  uguale  o superiore all'80% non e' tenuta a  sostenere  la  prova  preselettiva eventualmente prevista.».
  (( 9-bis. All'art. 16, comma 2, della legge 12 marzo 1999,  n.  68, le parole: «se  non  versino  in  stato  di  disoccupazione  e»  sono soppresse. ))

Art. 26 
Semplificazione per la prescrizione dei medicinali per il trattamento di patologie croniche

1. All'art.  9,  del  decreto-legge  18  settembre  2001,  n.  347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n.  405, dopo il comma 1, e' inserito  il  seguente:  «1-bis.  Fermo  restando
quanto previsto  dal  comma  1,  nelle  more  della  messa  a  regime sull'intero territorio nazionale della  ricetta  dematerializzata  di cui al decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  del  2
novembre 2011, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  264  del  12 novembre 2011, per le patologie croniche individuate dai  regolamenti di cui al comma 1, il medico puo' prescrivere medicinali fino  ad  un massimo di  sei  pezzi  per  ricetta,  purche'  gia'  utilizzati  dal paziente  da  almeno  sei  mesi.  In  tal  caso,  la   durata   della prescrizione non puo' comunque superare i 180 giorni di terapia.».

Art. 27  
Disposizioni  di  semplificazione  e  razionalizzazione  in   materia sanitaria 

1. All'art. 3,  del  decreto  legge  13  settembre  2012,  n.  158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012,  n.  189, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al comma 2, lettera a), primo  periodo,  dopo  le  parole  «di garantire idonea copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie» sono aggiunte le  seguenti:  ((  «,  anche  nell'esercizio
        dell'attivita' libero-professionale intramuraria,
)) nei limiti delle risorse del fondo stesso»;
    b) al comma 2, lettera a), secondo periodo, le parole «in  misura definita in sede di contrattazione collettiva» sono sostituite  dalle seguenti: «nella misura determinata dal soggetto gestore del                  fondo di cui alla lettera b)»;
    c) al comma 4, primo periodo, le parole «Per  i  contenuti»  sono sostituite dalle  seguenti:  «Nel  rispetto  dell'ambito  applicativo dell'art. 3, comma 5, lettera e) del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, per i contenuti».
  (( 1-bis. A  ciascuna  azienda  del  Servizio  sanitario  nazionale (SSN), a  ciascuna  struttura  o  ente  privato  operante  in  regime autonomo o accreditato con il SSN e a ciascuna struttura o ente        che, a qualunque titolo, renda prestazioni sanitarie a favore di terzi, e' fatto obbligo  di  dotarsi  di  copertura  assicurativa  o  di  altre analoghe misure per la responsabilita' civile verso terzi (RCT) e per la responsabilita' civile verso prestatori d'opera  (RCO),  a  tutela dei pazienti e del personale. Dall'attuazione del presente comma  non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ))
  2.(Soppresso).
  3. All'art. 7, comma 1, primo periodo, del decreto  del  Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44, le parole «da  quaranta»  sono sostituite dalle seguenti: «da trenta».
  4. Al trentesimo  giorno  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto, i componenti in carica del Consiglio  superiore  di sanita' decadono automaticamente.  Entro  il  medesimo  termine,        con decreto del Ministro della salute il Consiglio superiore  di  sanita' e' ricostituito nella composizione di cui all'art. 7,  comma  1,  del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013,  n.  44,      come modificato dal comma 3 del presente articolo.

(( Art. 27-bis 
Procedura per ristorare i soggetti  danneggiati  da  trasfusione  con  sangue infetto, da  somministrazione  di  emoderivati  infetti  o  da vaccinazioni obbligatorie. 

1. Ai soggetti di  cui  all'art.  2,  comma  361,  della  legge  24 dicembre 2007, n. 244, che hanno presentato  entro  la  data  del  19 gennaio 2010 domanda di adesione alla procedura transattiva,  nonche' ai loro aventi causa nel caso in cui nelle more  sia  intervenuto  il decesso, e' riconosciuta, a titolo di equa riparazione, una somma  di denaro, in un'unica  soluzione,  determinata  nella  misura  di  euro 100.000 per i danneggiati da trasfusione  con  sangue  infetto  e  da somministrazione di emoderivati infetti e nella misura di euro 20.000 per i danneggiati da vaccinazione  obbligatoria. Il riconoscimento  e' subordinato alla verifica del possesso dei requisiti di cui  all'art. 2, comma 1, lettere a) e b), del regolamento di cui  al  decreto  del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 28 aprile 2009, n. 132, e alla verifica della  ricevibilita'  dell'istanza.  La liquidazione degli importi e' effettuata entro il 31  dicembre  2017, in base al criterio della gravita'   dell'infermita'  derivatane  agli aventi diritto e, in caso  di  pari  entita',  secondo  l'ordine  del disagio  economico,  accertato  con   le   modalita'   previste   dal regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159,  nei  limiti  della  disponibilita' annuale di bilancio.
2. Fatto salvo quanto previsto al comma 3, la corresponsione  delle somme di  cui  al  comma  1  e'  subordinata  alla  formale  rinuncia all'azione  risarcitoria  intrapresa,  ivi  comprese   le   procedure
transattive, e a ogni ulteriore pretesa di carattere risarcitorio nei confronti dello Stato anche in sede sovranazionale. La corresponsione e'  effettuata  al  netto  di  quanto  gia'  percepito  a  titolo  di
risarcimento del danno a seguito di sentenza esecutiva.
3. La procedura transattiva di cui all'art.  2,  comma  361,  della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  prosegue  per  i  soggetti  che  non intendano  avvalersi  della  somma  di  denaro,  a  titolo  di   equa
riparazione, di cui al comma 1 del presente articolo. Per i  medesimi soggetti si applicano, in un'unica soluzione, nei tempi e  secondo  i criteri di cui al medesimo comma 1, i moduli transattivi allegati  al
decreto del Ministro della salute 4  maggio  2012,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 13 luglio 2012.
4. Agli oneri derivanti dalla disposizione di cui  al  comma  1  si provvede  nei  limiti  delle  risorse   finanziarie   disponibili   a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero della salute, di cui all'art. 2, comma 361, della legge  24  dicembre 2007, n. 244
. ))

                             
(( Art. 28
Riduzione  del  diritto  annuale  delle   camere   di   commercio   e determinazione del criterio di calcolo dele tariffe e dei diritti  di segreteria. 

1. Nelle more del riordino del sistema delle camere  di  commercio, industria, artigianato e agricoltura, l'importo del  diritto  annuale di cui all'art. 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive
modificazioni, come determinato per  l'anno  2014,  e'  ridotto,  per l'anno 2015, del 35 per cento, per l'anno 2016, del 40 per cento e, a decorrere dall'anno 2017, del 50 per cento.
2. Le tariffe e i diritti di cui all'art. 18, comma 1, lettere  b), d) ed e),  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e  successive modificazioni, sono fissati sulla base di costi standard definiti dal Ministero dello sviluppo economico, sentite la Societa' per gli studi di settore (SOSE) Spa e l'Unioncamere, secondo criteri di  efficienza da conseguire anche attraverso  l'accorpamento  degli  enti  e  degli organismi del sistema camerale e lo  svolgimento  delle  funzioni  in forma associata.
3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
))

Titolo III 
Misure urgenti per l'incentivazione della trasparenza e correttezza delle procedure nei lavori pubblici 

Capo I 
Misure di controllo preventivo 

Art. 29 
Nuove norme in  materia  di  iscrizione  nell'elenco  dei  fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa. 

1. All'art. 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, il comma  52  e' sostituito dai seguenti:
«52. Per le  attivita'  imprenditoriali  di  cui  al  comma  53  la comunicazione e l'informazione antimafia liberatoria (( da  acquisire indipendentemente dalle soglie stabilite dal codice di cui al decreto
legislativo  6  settembre  2011,  n.  159,  ))  e'  obbligatoriamente acquisita dai soggetti di cui all'art. 83, commi 1 e 2,  del  decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159,  attraverso  la  consultazione,
anche in via telematica, di apposito elenco di fornitori,  prestatori di servizi ed  esecutori  di  lavori  non  soggetti  a  tentativi  di infiltrazione mafiosa operanti  nei  medesimi  settori.  Il  suddetto elenco e' istituito presso ogni prefettura. L'iscrizione  nell'elenco e' disposta dalla prefettura  della  provincia  in  cui  il  soggetto richiedente ha la propria sede. Si applica l'art. 92, commi  2  e  3, del citato  decreto  legislativo  n.  159  del  2011.  La  prefettura effettua verifiche periodiche circa la perdurante  insussistenza  dei tentativi di infiltrazione mafiosa e,  in  caso  di  esito  negativo,
dispone la cancellazione dell'impresa dall'elenco.
52-bis. L'iscrizione nell'elenco di cui al  comma  52  tiene  luogo della comunicazione e dell'informazione antimafia  liberatoria  anche ai fini della stipula, approvazione o autorizzazione di  contratti  o
subcontratti relativi ad attivita' diverse da  quelle  per  le  quali essa e' stata disposta.».
2. In prima applicazione, e comunque per un periodo non superiore a dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente  decreto,  i soggetti di cui  all'art.  83,  commi  1  e  2,  del  citato  decreto
legislativo n. 159 del 2011, per le attivita'  indicate  all'art.  1, comma  53,  della  predetta  legge  n.  190   del   2012,   procedono all'affidamento di contratti  o  all'autorizzazione  di  subcontratti
previo accertamento della avvenuta  presentazione  della  domanda  di iscrizione nell'elenco di cui al comma 1.  In  caso  di  sopravvenuto diniego dell'iscrizione, si applicano ai contratti e subcontratti cui e' stata data esecuzione le disposizioni di cui all'art. 94, commi  2 e 3, del citato decreto legislativo n. 159  del  2011.  ((  In  prima applicazione,  la  stazione  appaltante  che  abbia   aggiudicato   e
stipulato il contratto o  autorizzato  il  subappalto  esclusivamente sulla base della domanda di iscrizione e' obbligata  a  informare  la competente prefettura-ufficio territoriale del Governo di  essere  in attesa del provvedimento definitivo.
))

Capo II 
(( Misure relative all'esecuzione di opere pubbliche, servizi e forniture )) 

Art. 30
Unita' operativa speciale per Expo 2015 

1. In prima applicazione, e comunque per un periodo non superiore a dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente  decreto,  i soggetti di cui  all'art.  83,  commi  1  e  2,  del  citato  decreto
legislativo n. 159 del 2011, per le attivita'  indicate  all'art.  1, comma  53,  della  predetta  legge  n.  190   del   2012,   procedono all'affidamento di contratti  o  all'autorizzazione  di  subcontratti
previo accertamento della avvenuta  presentazione  della  domanda  di iscrizione nell'elenco di cui al comma 1.  In  caso  di  sopravvenuto diniego dell'iscrizione, si applicano ai contratti e subcontratti cui e' stata data esecuzione le disposizioni di cui all'art. 94, commi  2 e 3, del citato decreto legislativo  n.  159  del  2011.  ((  Per  le finalita' di cui al presente comma l'Unita' operativa speciale  opera
fino alla completa esecuzione dei contratti  di  appalto  di  lavori, servizi  e  forniture  per  la  realizzazione  delle  opere  e  delle attivita' connesse allo svolgimento del  grande  evento  Expo  Milano
2015 e comunque non oltre il 31 dicembre 2016.
))
2. Per le finalita' di cui al comma  1,  il  Presidente  dell'ANAC, avvalendosi della predetta Unita', in aggiunta ai compiti  attribuiti all'ANAC in conseguenza  della  soppressione  dell'Autorita'  per  la
vigilanza sui contratti pubblici:
    a) verifica,  in  via  preventiva,  la  legittimita'  degli  atti relativi all'affidamento ed all'esecuzione dei contratti  di  lavori, servizi  e  forniture  per  la  realizzazione  delle  opere  e  delle attivita'                     connesse allo svolgimento del  grande  evento  EXPO  Milano 2015, con particolare riguardo  al  rispetto  delle  disposizioni  in materia di trasparenza della legge 6 novembre 2012 n.  190,                     nonche', per la parte di competenza, il corretto adempimento, da  parte  della Societa' Expo 2015 p.a. e  delle  altre  stazioni  appaltanti,  degli accordi in materia di legalita' sottoscritti  con  la               Prefettura  di Milano;
    b) dispone dei poteri ispettivi e di  accesso  alle  banche  dati gia' attribuiti alla soppressa Autorita' di vigilanza  sui  contratti  pubblici di lavori, servizi e forniture di cui al comma 9,  dell'art. 6 del                 decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ivi compresi poteri di accesso alla banca dati di cui all'art. 97, comma 1,  del  decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
  3.  Il  Presidente  dell'ANAC  puo'  partecipare,  altresi',   alle riunioni della sezione specializzata del  Comitato  di  coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere presieduta dal Prefetto di
       Milano ai sensi dell'art. 3-quinquies, comma 2, del decreto-legge  25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.
  4. (( All'attuazione del presente articolo )) si  provvede  con  le risorse finanziarie e strumentali disponibili nel bilancio  dell'ANAC (( e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.))

Art. 31
  Modifiche all'art. 54-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001 

1. Al comma 1, dell'art. 54-bis del decreto  legislativo  30  marzo 2001, n. 165, dopo le parole: «Corte dei  conti,»  sono  inserite  le seguenti «o all'Autorita' nazionale anticorruzione (ANAC),».

Art. 32
Misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio di  imprese nell'ambito della prevenzione della corruzione. 

1. Nell'ipotesi  in  cui  l'autorita'  giudiziaria  proceda  per  i delitti di cui agli articoli 317 c.p., 318 c.p.,  319  c.p.,  319-bis c.p., 319-ter c.p., 319-quater c.p., 320 c.p.,  322,  c.p.,  322-bis, c.p. 346-bis, c.p., 353 c.p. e 353-bis c.p., ovvero, in  presenza  di rilevate situazioni  anomale  e  comunque  sintomatiche  di  condotte illecite o eventi criminali attribuibili ad un'impresa aggiudicataria di un appalto per la realizzazione  di  opere  pubbliche,  servizi  o forniture (( ovvero ad un concessionario di lavori pubblici o  ad  un contraente generale )), il Presidente  dell'ANAC  ((  ne  informa  il procuratore della Repubblica e )),  in  presenza  di  fatti  gravi  e accertati anche ai sensi dell'art. 19, (( comma 5 )),  lett.  a)  del presente decreto, propone al Prefetto competente (( in  relazione  al luogo in cui ha sede la stazione appaltante )), alternativamente:
    a) di ordinare la rinnovazione degli organi sociali  mediante  la sostituzione del soggetto coinvolto e, ove l'impresa  non  si  adegui nei termini stabiliti, di provvedere alla straordinaria e                               temporanea gestione  dell'impresa  appaltatrice  limitatamente   alla   completa esecuzione del contratto d'appalto (( o della concessione; ))
    b) di provvedere direttamente  alla  straordinaria  e  temporanea gestione  dell'impresa  appaltatrice  limitatamente   alla   completa esecuzione del contratto di appalto (( o della concessione. ))
2. Il Prefetto, previo accertamento  dei  presupposti  indicati  al comma  1  e  valutata  la  particolare  gravita'  dei  fatti  oggetto dell'indagine, intima all'impresa  di  provvedere  al  rinnovo  degli
organi sociali sostituendo il soggetto coinvolto e ove l'impresa  non si adegui nel termine di trenta giorni ovvero nei  casi  piu'  gravi, provvede nei dieci giorni successivi con decreto alla nomina di uno o piu' amministratori, in numero  comunque  non  superiore  a  tre,  in possesso dei requisiti di professionalita' e onorabilita' di  cui  al regolamento adottato ai sensi dell'art.  39,  comma  1,  del  decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270. Il predetto decreto stabilisce  la durata  della  misura  in  ragione  delle  esigenze  funzionali  alla realizzazione dell'opera pubblica (( , al servizio o  alla fornitura)) oggetto del contratto (( e comunque non oltre il collaudo. ))
3.  Per  la  durata  della  straordinaria  e  temporanea   gestione dell'impresa, sono attribuiti agli amministratori tutti i poteri e le funzioni degli organi di amministrazione dell'impresa ed  e'  sospeso
l'esercizio dei  poteri  di  disposizione  e  gestione  dei  titolari dell'impresa. Nel caso di impresa costituita in forma  societaria,  i poteri dell'assemblea sono sospesi per l'intera durata della misura.
4. L'attivita' di temporanea e straordinaria gestione  dell'impresa e'  considerata  di  pubblica  utilita'  ad  ogni   effetto   e   gli amministratori rispondono delle eventuali diseconomie  dei  risultati
solo nei casi di dolo o colpa grave.
5. Le misure di cui al comma 2 sono revocate e cessano comunque  di produrre effetti in caso di provvedimento che dispone la confisca, il sequestro o l'amministrazione giudiziaria dell'impresa nell'ambito di procedimenti penali o per l'applicazione di misure di prevenzione  (( ovvero  dispone   l'archiviazione   del   procedimento.   L'autorita' giudiziaria conferma, ove possibile, gli amministratori nominati  dal Prefetto. ))
6. Agli amministratori  di  cui  al  comma  2  spetta  un  compenso quantificato con il  decreto  di  nomina  sulla  base  delle  tabelle allegate al decreto di cui  all'art.  8  del  decreto  legislativo  4
febbraio 2010 n. 14. Gli oneri relativi al pagamento di tale compenso sono a carico dell'impresa.
7. Nel periodo di applicazione  della  misura  di  straordinaria  e temporanea gestione di cui al comma 2, i pagamenti  all'impresa  sono corrisposti al netto del compenso riconosciuto agli amministratori di cui al comma 2 e l'utile d'impresa derivante  dalla  conclusione  dei contratti d'appalto di cui al  comma  1,  determinato  anche  in  via presuntiva dagli amministratori, e' accantonato in apposito  fondo  e non puo' essere distribuito ne' essere soggetto a pignoramento,  sino all'esito dei giudizi in sede penale (( ovvero, nei casi  di  cui  al comma  10,  dei  giudizi  di  impugnazione  o  cautelari  riguardanti l'informazione antimafia interdittiva. ))
8. Nel caso in cui  le  indagini  di  cui  al  comma  1  riguardino componenti di organi societari diversi da quelli di cui  al  medesimo comma e' disposta la misura di sostegno e monitoraggio  dell'impresa.
Il Prefetto provvede, con decreto, adottato secondo le  modalita'  di cui al comma 2, alla nomina di uno o piu' esperti, in numero comunque non superiore a tre, in possesso dei requisiti di professionalita'  e onorabilita' di cui al regolamento adottato ai  sensi  dell'art.  39, comma 1, del decreto legislativo  8  luglio  1999,  n.  270,  con  il compito di svolgere funzioni di sostegno e monitoraggio dell'impresa.
A  tal  fine,  gli  esperti   forniscono   all'impresa   prescrizioni operative, elaborate secondo riconosciuti  indicatori  e  modelli  di trasparenza,  riferite  agli  ambiti  organizzativi,  al  sistema  di controllo interno e agli organi amministrativi e di controllo.  
9. Agli esperti di cui al comma 8 spetta un compenso,  quantificato con il decreto di nomina, non superiore al  cinquanta  per  cento  di quello liquidabile sulla base delle tabelle allegate  al  decreto  di
cui all'art. 8 del decreto legislativo 4 febbraio  2010  n.  14.  Gli oneri  relativi  al  pagamento  di  tale  compenso  sono   a   carico dell'impresa.
10. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano  anche nei casi  in  cui  sia  stata  emessa  dal  Prefetto  un'informazione antimafia interdittiva e sussista l'urgente necessita' di  assicurare
il  completamento  dell'esecuzione  del  contratto,  ovvero  la   sua prosecuzione al fine  di  garantire  la  continuita'  di  funzioni  e servizi indifferibili per la tutela di diritti fondamentali,  nonche'
per la salvaguardia dei livelli occupazionali o  dell'integrita'  dei bilanci pubblici, ancorche' ricorrano i presupposti di  cui  all'art. 94, comma 3, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. In tal caso, le misure sono disposte di propria iniziativa dal Prefetto  che ne informa il Presidente dell'ANAC. Le stesse misure sono revocate  e cessano  comunque  di  produrre  effetti  in  caso  di passaggio  in giudicato di sentenza  di  annullamento  dell'informazione  antimafia interdittiva,  di  ordinanza  che   dispone,   in   via   definitiva, l'accoglimento dell'istanza cautelare eventualmente  proposta  ovvero di aggiornamento dell'esito  della  predetta  informazione  ai  sensi dell'art. 91, comma 5, del decreto legislativo 6 settembre  2011,  n. 159, e successive modificazioni,  anche  a  seguito  dell'adeguamento dell'impresa alle indicazioni degli esperti.

Art. 33
Parere su transazione di controversie 

1.  La  societa'  Expo  2015  p.a.  nel  caso  di  transazione   di controversie relative a diritti soggettivi derivanti  dall'esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture,  puo'  chiedere che l'Avvocatura Generale dello Stato esprima il proprio parere sulla proposta  transattiva  entro  dieci  giorni  dal  ricevimento   della richiesta.

 

Art. 34
Contabilita' speciale per Expo Milano 2015 

1. Gli eventuali compensi o rimborsi  spese  dei  componenti  della segreteria del Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015  ovvero  quelli   per   ulteriori   incarichi   per   specifiche
professionalita', individuate dal medesimo Commissario, di durata non superiore al suo mandato, restano a carico delle disponibilita' della contabilita' speciale intestata  al  Commissario,  nell'ambito  delle spese di funzionamento previste per l'Evento Expo Milano 2015, (( con l'obbligo di pubblicazione  di  tali  spese  sul  sito  istituzionale dell'Evento  Expo  Milano  2015  in  modo  che  siano  accessibili  e periodicamente aggiornate. ))
(( 1-bis. Dall'attuazione del comma 1 non devono derivare  nuovi  o maggiori oneri per la finanza pubblica. ))
                              

Art. 35
Divieto di transazioni della pubblica amministrazione con societa'  o enti esteri aventi sede in Stati che non permettono l'identificazione dei soggetti che ne detengono la proprieta' o il controllo. 

1.  Al  fine  di  assicurare  la   trasparenza   e   la   legalita' nell'attivita'  amministrativa   e   contrattuale   delle   pubbliche amministrazioni, fino al recepimento delle direttive  del  Parlamento europeo e del Consiglio n. 2014/23/UE, n. 2014/24/UE e n.  2014/25/UE del  26  febbraio  2014,  e'  vietata  ogni  operazione  economica  o finanziaria tra le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e  societa'  o  enti esteri, per i quali, in virtu' della legislazione dello Stato in  cui hanno sede, non  e'  possibile  l'identificazione  dei  soggetti  che detengono quote di proprieta' del capitale o comunque  il  controllo. Rimane ferma la possibilita' della stazione appaltante di  richiedere documentazione e chiarimenti alle imprese concorrenti nelle procedure di evidenza pubblica.
2. La disposizione  del  comma  1  non  si  applica  qualora  siano osservati gli obblighi di adeguata verifica  del  titolare  effettivo della societa' o dell'ente di cui al medesimo comma 1 in  conformita'
alle disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. 

Art. 36
Monitoraggio finanziario dei lavori relativi a infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi 

1. Per i lavori di cui alla Parte  II,  Titolo  III,  Capo  IV  del decreto  legislativo  12  aprile   2006,   n.   163,   e   successive modificazioni,  il  controllo  dei  flussi  finanziari  di  cui  agli articoli 161, comma 6-bis e 176, comma 3, lettera  e),  del  medesimo decreto legislativo n. 163 del 2006 e' attuato secondo le modalita' e le procedure, anche informatiche, individuate dalla  deliberazione  5 maggio  2011,  n.  45,  del   Comitato   Interministeriale   per   la Programmazione Economica (CIPE). A tal fine, a decorrere  dalla  data di entrata in vigore del presente  decreto,  le  stazioni  appaltanti adeguano gli atti generali di propria competenza  alle  modalita'  di monitoraggio finanziario di cui alla citata delibera n. 45  del  2011 del  CIPE,  nonche'  alle  ulteriori  prescrizioni contenute   nella delibera dello stesso organismo da adottare ai sensi del comma 3.  
2. Per i contratti stipulati anteriormente alla data di entrata  in vigore del presente decreto, le modalita'  di  controllo  dei  flussi finanziari sono adeguate alle indicazioni della citata  deliberazione n. 45 del 2011 del CIPE entro sei mesi dalla predetta data.
3. Con delibera, adottata ai sensi del predetto art. 176, comma  3, lettera e), il CIPE aggiorna le modalita' di esercizio del sistema di monitoraggio finanziario di cui alla deliberazione n. 45 del 2011 del
CIPE al fine di dare attuazione al presente articolo e ne definisce i tempi di attuazione, sulla base anche di quanto previsto dai  decreti legislativi 29 dicembre 2011, n. 228, e 29 dicembre 2011, n.  229,  e dalla delibera CIPE n. 124 del 2012.
4. Alla copertura degli oneri necessari per  l'implementazione  del sistema di monitoraggio finanziario di cui al presente articolo, pari a 1.321.000 euro per l'anno 2014, si provvede con una quota  di  pari importo  del  fondo  di  cui  all'art.   2,   comma   6-sexies,   del decreto-legge   29   dicembre   2010,   n.   225,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, assegnata per  la medesima annualita' con le procedure di cui all'art. 5, comma 1,  del decreto-legge 20 giugno 2012, n. 79, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 131.
5. Le risorse derivanti dall'attuazione  dell'art.  176,  comma  3, lettera e), ultimo periodo, del decreto legislativo 12  aprile  2006, n.  163,  a  decorrere  dall'anno  2014  sono  versate  dai  soggetti
aggiudicatari, annualmente e  fino  alla  messa  in  esercizio  degli interventi, nella quota dello 0,0006  per  cento  dell'importo  degli interventi stessi, all'entrata del bilancio dello  Stato  per  essere
riassegnate, nel limite massimo di 617.000  euro  annui  complessivi, allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per sostenere gli oneri di gestione del sistema  di monitoraggio  di cui al presente articolo. Tali risorse sono  trasferite  ad  apposito capitolo di spesa da istituire nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti variazioni di bilancio.

                             

(( Art. 37
Trasmissione ad ANAC delle varianti in corso d'opera 

1. Fermo restando  quanto  previsto  in  merito  agli  obblighi  di comunicazione all'Osservatorio  dei  contratti  pubblici  relativi  a lavori, servizi e forniture previsti dall'art. 7 del codice di cui al decreto  legislativo  12  aprile   2006,   n.   163,   e   successive modificazioni, per gli appalti  di  importo  pari  o  superiore  alla soglia comunitaria, le varianti in corso d'opera di cui all'art. 132, comma 1, lettere b), c) e d), del medesimo codice di cui  al  decreto legislativo n. 163 del 2006, di importo eccedente  il  10  per  cento dell'importo originario del contratto sono trasmesse,  unitamente  al progetto esecutivo, all'atto di validazione e ad  apposita  relazione del responsabile  del  procedimento,  all'ANAC  entro  trenta  giorni dall'approvazione  da  parte  della  stazione   appaltante   per   le valutazioni e gli eventuali provvedimenti di competenza.
2. Per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria, le varianti in corso d'opera di cui all'art. 132 del codice  di  cui  al decreto  legislativo  12  aprile   2006,   n.   163,   e successive modificazioni,  sono  comunicate   all'Osservatorio   dei   contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, tramite  le  sezioni regionali, entro  trenta  giorni  dall'approvazione  da  parte  della stazione appaltante per le valutazioni e gli eventuali  provvedimenti di competenza dell'ANAC. In caso di  inadempimento  si  applicano  le sanzioni previste dall'art. 6, comma 11, del citato codice di cui  al decreto legislativo n. 163 del 2006.
))

Titolo IV 
Misure per lo snellimento del processo amministrativo e l'attuazione 

Capo I 
Processo amministrativo 

Art. 38
Processo amministrativo digitale 

 1. Il decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  di  cui all'art. 13 dell'Allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio 2010,  n. 104, e' adottato entro sessanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il  Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa e l'Agenzia per l'Italia digitale rendono il loro avviso entro trenta giorni dalla  richiesta, decorsi i quali si puo' procedere in assenza dello stesso.
(( 1-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2015, il comma 2-bis dell'art. 136 del codice del processo amministrativo, di cui all'allegato 1  al decreto  legislativo  2  luglio  2010,  n.  104,  e'  sostituito  dal seguente:
«2-bis. Tutti gli atti e i  provvedimenti  del  giudice,  dei  suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle  parti  sono sottoscritti con firma digitale. Dall'attuazione del  presente  comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza  pubblica».
))

Art. 39
Semplificazione degli oneri formali nella partecipazione a  procedure di affidamento di contratti pubblici 

1. All'art. 38 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 2, e' inserito il seguente:
«2-bis. La mancanza, l'incompletezza  e  ogni  altra  irregolarita' essenziale (( degli elementi e )) delle dichiarazioni sostitutive  di cui al comma 2 obbliga  il  concorrente  che  vi  ha  dato  causa  al pagamento,  in  favore  della  stazione  appaltante,  della  sanzione pecuniaria stabilita dal bando  di  gara,  in  misura  non  inferiore all'uno per mille e non superiore all'uno per cento del valore della gara e comunque non superiore a 50.000 euro,  il  cui  versamento  e' garantito dalla  cauzione  provvisoria.  In  tal  caso,  la  stazione appaltante assegna al concorrente un termine, non superiore  a  dieci giorni,  perche'   siano   rese,   integrate   o   regolarizzate   le dichiarazioni necessarie, indicandone il contenuto e i  soggetti  che le devono rendere. Nei casi di irregolarita' non  essenziali,  ovvero di mancanza o incompletezza di dichiarazioni non  indispensabili,  la stazione appaltante non ne richiede la regolarizzazione, ne'  applica alcuna sanzione. In caso di inutile decorso del  termine  di  cui  al secondo periodo il concorrente e' escluso dalla gara. Ogni variazione che   intervenga,   anche   in   conseguenza   di    una    pronuncia giurisdizionale,   successivamente   alla   fase    di    ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte non rileva  ai  fini  del calcolo di medie nella  procedura,  ne'  per  l'individuazione  della soglia di anomalia delle offerte.».
2. All'art. 46 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 1-bis, e' inserito il seguente:  
«1-ter. Le  disposizioni  di  cui  all'art.  38,  comma  2-bis,  si applicano a ogni ipotesi di mancanza, incompletezza  o  irregolarita' (( degli elementi e )) delle dichiarazioni, anche di soggetti  terzi, che devono essere prodotte dai concorrenti in  base  alla  legge,  al bando o al disciplinare di gara.».
3. Le disposizioni di  cui  ai  commi  1  e  2  si  applicano  alle procedure di affidamento indette successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
(( 3-bis. Al comma 3 dell'art. 9 del decreto-legge 24 aprile  2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014,  n. 89, l'ultimo periodo e' soppresso. )) 

Art. 40
Misure per  l'ulteriore  accelerazione  dei  giudizi  in  materia  di appalti pubblici 

1. All'art. 120 dell'allegato 1 del decreto  legislativo  2  luglio 2010, n. 104 (Codice del processo amministrativo), sono apportate  le seguenti modificazioni:
    a) il comma 6 e' sostituito dal seguente: «6. Il giudizio,  ferma la  possibilita'  della  sua   definizione   immediata   nell'udienza cautelare ove ne ricorrano i presupposti, viene comunque definito con
 sentenza in forma semplificata ad una udienza fissata d'ufficio e  da tenersi (( entro quarantacinque giorni )) dalla scadenza del  termine per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente. Della    data di udienza e' dato immediato avviso alle parti a cura della  segreteria, a  mezzo  posta  elettronica  certificata.  In   caso   di   esigenze istruttorie o quando e' necessario  integrare  il              contraddittorio  o assicurare il rispetto di termini a difesa, la definizione del merito viene  rinviata,  con  l'ordinanza  che   dispone   gli   adempimenti istruttori o l'integrazione del contraddittorio o dispone  il  rinvio per l'esigenza di rispetto dei termini a difesa, ad  una  udienza  da tenersi non oltre trenta giorni. (( Al fine di consentire lo  spedito svolgimento del giudizio in coerenza con il              principio di sinteticita' di cui all'art. 3, comma 2, le parti  contengono  le  dimensioni  del ricorso e degli  altri  atti  difensivi  nei  termini  stabiliti  con decreto del Presidente del Consiglio di Stato,            sentiti  il  Consiglio nazionale forense e  l'Avvocato  generale  dello  Stato,  nonche'  le associazioni    di    categoria    riconosciute    degli     avvocati amministrativisti. Con il medesimo decreto sono    stabiliti i casi  per i quali, per specifiche ragioni, puo' essere  consentito  superare  i relativi limiti. Il medesimo decreto,  nella  fissazione  dei  limiti dimensionali del ricorso e degli  atti  difensivi,              tiene  conto  del valore effettivo della controversia, della sua natura tecnica  e  del valore dei diversi interessi sostanzialmente perseguiti dalle  parti. Dai  suddetti  limiti  sono  escluse  le                     intestazioni  e  le   altre indicazioni formali dell'atto. Il giudice e' tenuto a esaminare tutte le questioni trattate nelle pagine rientranti nei suddetti limiti; il mancato esame delle suddette questioni         costituisce motivo di  appello avverso la sentenza di primo grado e di revocazione della sentenza di appello»; ))
   b) dopo il comma 8, e' inserito il seguente: «8-bis. Il collegio, quando dispone le misure cautelari di cui al comma 4  dell'art.  119, ne (( puo' subordinare l'efficacia, anche qualora dalla decisione non
derivino effetti  irreversibili,  alla  prestazione,  anche  mediante fideiussione, di  una  cauzione  di  importo  commisurato  al  valore  dell'appalto e comunque non superiore allo 0,5 per cento del suddetto valore.
)) Tali misure sono disposte per una durata non  superiore  a sessanta giorni dalla pubblicazione della relativa  ordinanza,  fermo restando quanto stabilito dal comma 3 dell'art. 119»;
   c) il comma 9  e'  sostituito  dal  seguente:  «9.  Il  Tribunale amministrativo regionale deposita la sentenza con la quale  definisce il giudizio (( entro trenta giorni ))  dall'udienza  di  discussione,
     ferma restando la possibilita' di chiedere l'immediata  pubblicazione del dispositivo entro due giorni.».
2. Le disposizioni di cui  al  comma  1  si  applicano  ai  giudizi introdotti con ricorso depositato, in  primo  grado  o  in  grado  di appello, in data successiva  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto.
(( 2-bis. Le disposizioni relative al contenimento del numero delle pagine, stabilite dal decreto del Presidente del Consiglio  di  Stato di cui alla lettera a) del comma 1 sono applicate in via sperimentale
per due  anni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto. Al termine di  un  anno  decorrente dalla medesima data,  il  Consiglio  di  presidenza  della  giustizia
amministrativa  effettua  il  monitoraggio  degli   esiti   di   tale sperimentazione.
))

Art. 41
Misure per il contrasto all'abuso del processo 

1. All'art. 26 dell'allegato 1 (Codice del processo amministrativo) del decreto legislativo 2 luglio 2010,  n.  104,  sono  apportate  le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, in fine, e' aggiunto il seguente periodo: «In ogni caso, il giudice, anche d'ufficio, puo' altresi' condannare la  parte soccombente al pagamento, in favore della controparte, di  una               somma equitativamente determinata, ((  comunque  non  superiore  al  doppio delle  spese  liquidate,  in  presenza   di   motivi   manifestamente infondati»; ))
    b) al comma 2, dopo il primo periodo  e'  inserito  il  seguente:
    «Nelle controversie in materia di appalti di cui agli  articoli  119, lettera a), e 120 l'importo della  sanzione  pecuniaria  puo'  essere elevato  fino  all'uno  per  cento  del  valore  del  contratto,  ove
     superiore al suddetto limite.».

Art. 42
Comunicazioni  e  notificazioni  per  via  telematica  nel   processo amministrativo 

1.  All'art.  16  del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.   179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221, dopo il comma 17 e' aggiunto, in fine, il seguente:
  «17-bis. Le disposizioni di cui ai commi 4, 6, 7, 8,  12  e  13  si applicano anche nel processo amministrativo.».

Art. 43
Disposizioni in tema di informatizzazione del processo contabile 

1. I giudizi dinanzi alla Corte dei conti possono essere svolti con modalita' informatiche e telematiche e i  relativi  atti  processuali sono validi e rilevanti a tutti gli effetti  di  legge,  purche'  sia
garantita la riferibilita' soggettiva, l'integrita' dei  contenuti  e la riservatezza  dei  dati  personali,  in  conformita'  ai  principi stabiliti nel decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  e  successive modificazioni.  Le  relative  regole  tecniche  e  procedurali   sono stabilite con i decreti di cui all'art. 20 bis del  decreto-legge  18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17 dicembre 2012, n. 221.
2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 16, 16-ter e 16-quater del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n.
221,  in  base  alle  indicazioni  tecniche,  operative  e  temporali stabilite con i decreti di cui al comma 1.
3. Il pubblico ministero  contabile  puo'  effettuare,  secondo  le regole stabilite con i decreti di cui al comma  1,  le  notificazioni previste dall'ordinamento direttamente  ad  uno  degli  indirizzi  di
posta  elettronica   certificata   di   cui   all'art.   16-ter   del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.

Capo II 
Disposizioni per garantire l'effettivita' del processo telematico 

Art. 44
Obbligatorieta' del deposito telematico degli atti processuali 

1. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3  dell'art.  16-bis  del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, si applicano esclusivamente  ai
procedimenti iniziati innanzi al tribunale ordinario  dal  30  giugno 2014. Per i procedimenti di cui al periodo precedente iniziati  prima del 30 giugno 2014, le predette disposizioni si applicano a decorrere dal 31 dicembre 2014; fino a quest'ultima data, nei casi previsti dai commi 1, 2 e 3 dell'art. 16-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n. 221, gli atti processuali ed i documenti  possono  essere  depositati con modalita' telematiche e in tal caso  il  deposito  si  perfeziona esclusivamente con tali modalita'.
2. All'art. 16-bis del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1 e' aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:  «Per difensori non si intendono  i  dipendenti  di  cui  si  avvalgono  le pubbliche amministrazioni per stare in giudizio personalmente.»;
    b) il comma 5 e' sostituito dal seguente:
    «5. Con uno o piu' decreti aventi natura  non  regolamentare,  da adottarsi sentiti l'Avvocatura generale  dello  Stato,  il  Consiglio nazionale  forense  ed  i   consigli   dell'ordine   degli   avvocati
      interessati, il Ministro della giustizia, previa verifica,  accertata la funzionalita' dei servizi di  comunicazione,  puo'  individuare  i tribunali  nei  quali  viene  anticipato,  nei  procedimenti   civili iniziati         prima del 30 giugno 2014 ed anche limitatamente a specifiche categorie  di  procedimenti,  il  termine  fissato  dalla  legge  per l'obbligatorieta' del deposito telematico.».
    c) dopo il comma 9-bis, introdotto dall'art. 52, comma 1, lettera a), del presente decreto, e' aggiunto il seguente:
    «9-ter. A decorrere dal 30 giugno 2015 nei  procedimenti  civili, contenziosi o di volontaria  giurisdizione,  innanzi  alla  corte  di appello, il deposito degli atti processuali e dei documenti da                      parte dei  difensori  delle  parti  precedentemente  costituite  ha   luogo esclusivamente  con  modalita'  telematiche,   nel   rispetto   della normativa  anche  regolamentare  concernente  la                   sottoscrizione,  la trasmissione e la ricezione dei documenti  informatici.  Allo  stesso modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti  da  parte dei soggetti nominati o delegati                         dall'autorita' giudiziaria. Le parti provvedono, con le modalita' di cui al presente comma,  a  depositare gli atti e i documenti provenienti dai soggetti da esse nominati. Con uno o piu' decreti aventi         natura  non  regolamentare,  da  adottarsi sentiti l'Avvocatura generale dello  Stato,  il  Consiglio  nazionale forense ed i consigli  dell'ordine  degli  avvocati  interessati,  il Ministro della giustizia,           previa verifica, accertata la funzionalita' dei servizi di comunicazione, puo' individuare le  corti  di  appello nelle quali viene anticipato, nei procedimenti civili iniziati  prima del 30 giugno 2015 ed               anche limitatamente a specifiche  categorie  di procedimenti, il termine fissato dalla  legge  per  l'obbligatorieta' del deposito telematico.». 

                               Art. 45
Modifiche al codice di procedura civile in materia di contenuto e di sottoscrizione del processo verbale e di comunicazione   della sentenza. 

1. Al  codice  di  procedura  civile  sono  apportate  le  seguenti modificazioni:
    a) all'art. 126, il secondo comma e' sostituito dal seguente: «Il processo verbale e' sottoscritto dal cancelliere. Se  vi  sono  altri intervenuti, il cancelliere, quando la legge non dispone  altrimenti,
    da' loro lettura del processo verbale.»;
    b) all'art. 133, secondo comma, le parole: «il dispositivo»  sono sostituite dalle seguenti: «il testo integrale della sentenza» ((  ed e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La comunicazione  non         e' idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui  all'art. 325»; ))
    c) all'art. 207, secondo comma, le parole: «che  le  sottoscrive» sono soppresse.
  ((  1-bis.  Alle  disposizioni  per  l'attuazione  del  codice   di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio  decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) all'art. 111, secondo comma, e' aggiunto, in fine,  il  seguente periodo:  «Quando  le  comparse   sono   depositate   con   modalita' telematiche, il presente comma non si applica»;
  b) all'art. 137, primo comma, e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente periodo: «Quando il ricorso o il controricorso  sono  depositati  con modalita' telematiche, il presente comma non si applica».
))

(( Art. 45-bis
Disposizioni in materia di contenuto degli atti di parte e  di comunicazioni e notificazioni con modalita' telematiche.


1. All'art. 125, primo comma, del codice di  procedura  civile,  il secondo periodo  e'  sostituito  dal  seguente:  «Il  difensore  deve altresi' indicare il proprio numero di fax».
2. Al decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,  sono  apportate le seguenti modificazioni:
  a) all'art. 16-ter:
  1) al comma 1,  le  parole:  «dall'art.  16  del  decreto-legge  29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni  dalla  legge  28 gennaio 2009, n. 2» sono sostituite dalle  seguenti:  «dall'art. 16,
    comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2»;
  2) dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente:
  «1-bis. Le  disposizioni  del  comma  1  si  applicano  anche  alla giustizia amministrativa»;
  b) dopo l'art. 16-sexies e' inserito il seguente:
  «Art.  16-septies  (Tempo   delle   notificazioni   con   modalita' telematiche). - 1.  La  disposizione  dell'art.  147  del  codice  di procedura civile si applica anche  alle  notificazioni  eseguite  con
   modalita'  telematiche.  Quando  e'  eseguita  dopo  le  ore  21,  la notificazione  si  considera  perfezionata  alle  ore  7  del  giorno successivo». 
3. All'art. 136 del codice  del  processo  amministrativo,  di  cui all'allegato 1 al decreto  legislativo  2  luglio  2010,  n.  104,  e successive modificazioni, il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
  «1. I difensori indicano nel ricorso o nel primo atto difensivo  un  recapito di  fax,  che  puo'  essere  anche  diverso  da  quello  del domiciliatario.  La   comunicazione   a   mezzo   fax   e'   eseguita
esclusivamente qualora sia impossibile  effettuare  la  comunicazione all'indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi, per mancato  funzionamento  del  sistema  informatico  della giustizia amministrativa. E'  onere  dei  difensori  comunicare  alla segreteria e alle parti costituite ogni variazione  del  recapito  di fax».
4. All'art. 13, comma 3-bis, del  testo  unico  delle  disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di  cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115,  e
successive modificazioni, le parole: «Ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di  posta  elettronica  certificata  e  il  proprio numero di fax ai sensi degli articoli 125, primo comma, del codice di
procedura civile» sono sostituite dalle seguenti: «Ove  il  difensore non indichi il proprio numero di fax ai sensi  dell'art.  125,  primo comma, del codice di procedura civile».
))

Art. 46
Modifiche alla legge 21 gennaio 1994, n. 53 
1. Alla legge 21 gennaio 1994, n. 53, sono  apportate  le  seguenti modificazioni:
    a) all'art. 1 sono apportate le seguenti modificazioni:  
      1) le parole: «ovvero a mezzo di posta elettronica certificata» sono soppresse;
      2) dopo il primo periodo e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente:
        «Quando ricorrono i requisiti di cui  al  periodo  precedente,  fatta eccezione  per  l'autorizzazione  del   consiglio   dell'ordine,   la notificazione  degli  atti  in  materia  civile,   amministrativa   e
           stragiudiziale puo' essere eseguita  a  mezzo  di  posta  elettronica certificata.»;
    b) all'art. 3-bis, comma 5, la lettera b) e' soppressa;
    c) all'art. 7 dopo il comma 4 e' aggiunto, in fine, il seguente:
    «4-bis. Le disposizioni del presente articolo  non  si  applicano alle notifiche effettuate a mezzo posta elettronica certificata.»;
  (( c-bis) all'art. 9, dopo il comma 1-bis e' aggiunto il seguente:
  «1-ter. In tutti i casi in cui l'avvocato debba fornire prova della notificazione e non sia possibile fornirla con modalita' telematiche, procede ai sensi del comma 1-bis»;
))
    d) all'art. 10, comma  1,  l'ultimo  periodo  e'  sostituito  dal seguente: «Quando l'atto e' notificato a  norma  dell'art.  3-bis  il pagamento dell'importo di cui al periodo precedente non e' dovuto.».
2. All'art. 16-quater del decreto-legge 18 ottobre  2012,  n.  179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221, dopo il comma 3, e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente:  «3-bis.  Le
  disposizioni dei  commi  2  e  3  non  si  applicano  alla  giustizia amministrativa.».

Art. 47
Modifiche in materia di indirizzi di  posta  elettronica  certificata 
della pubblica amministrazione 

1. All'art. 16, comma 12, del decreto-legge  18  ottobre  2012,  n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n. 221, al primo periodo, le parole:  «entro  centottanta  giorni  dalla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 novembre 2014». 

Art. 48
Vendita delle cose mobili pignorate con modalita' telematiche 

1. All'art. 530 del codice di procedura civile, il sesto  comma  e' sostituito dal seguente:
  «Il giudice dell'esecuzione  stabilisce  che  il  versamento  della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento  della  gara tra gli offerenti, ai sensi dell'art. 532, nonche' il  pagamento  del
  prezzo, siano effettuati con  modalita'  telematiche,  salvo  che  le stesse siano pregiudizievoli per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura.».
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano alle vendite disposte a decorrere dal trentesimo giorno successivo  alla  entrata  in  vigore della legge di conversione del presente decreto.

Art. 49
Disposizioni in materia di informatizzazione del processo  tributario e di notificazione dell'invito al pagamento del contributo unificato.

1. Al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, sono  apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'art. 16, comma 1-bis,  ultimo  periodo,  dopo  le  parole:
     «atto difensivo» sono aggiunte le seguenti: «; nei  procedimenti  nei quali la parte sta in giudizio personalmente e il relativo  indirizzo di posta elettronica certificata non  risulta  dai  pubblici elenchi        la stessa puo' indicare l'indirizzo di posta  al  quale  vuol ricevere le comunicazioni.»;
    b) all'art. 17, dopo il comma 3, e' inserito il seguente: «3-bis. In caso di mancata indicazione dell'indirizzo  di  posta  elettronica certificata  ovvero  di  mancata  consegna  del  messaggio  di  posta
      elettronica certificata per  cause  imputabili  al  destinatario,  le comunicazioni  sono  eseguite  esclusivamente  mediante  deposito  in segreteria della Commissione tributaria.».
2. All'art. 248 del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  30 maggio 2002, n. 115, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
  «2. Salvo quanto previsto dall'art. 1, comma 367,  della  legge  24 dicembre 2007, n. 244, l'invito e' notificato, a cura dell'ufficio  e anche tramite posta elettronica certificata nel domicilio  eletto  o,
   nel caso di mancata  elezione  di  domicilio,  e'  depositato  presso l'ufficio.».

Art. 50
Ufficio per il processo

1. Al decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 17 dicembre  2012,  n.  221,  dopo  l'art. 16-septies e' inserito il seguente:
«Art. 16-octies  (Ufficio  per  il  processo).  -  1.  Al  fine  di garantire   la   ragionevole   durata   del   processo,    attraverso l'innovazione  dei  modelli  organizzativi  ed  assicurando  un  piu' efficiente  impiego  delle  tecnologie  dell'informazione   e   della comunicazione sono  costituite,  presso  le  corti  di  appello  e  i tribunali ordinari, strutture organizzative denominate  "ufficio  per il processo", mediante l'impiego del personale di  cancelleria  e  di coloro che svolgono, presso i predetti uffici, il tirocinio formativo a norma dell'art.  73  del  decreto-legge  21  giugno  2013,  n.  69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, o la formazione professionale (( dei laureati ))  a  norma  dell'art.  37, comma 5, del decreto-legge 6 luglio  2011,  n.  98,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,  n.  111.  Fanno  altresi' parte dell'ufficio per il processo  costituito  presso  le  corti  di appello i giudici ausiliari di cui agli articoli 62  e  seguenti  del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,  e  dell'ufficio  per  il  processo costituito presso i tribunali, i giudici onorari di tribunale di  cui agli articoli 42 ter e seguenti del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12.
2. Il Consiglio Superiore della Magistratura e  il  Ministro  della giustizia, nell'ambito delle rispettive competenze, danno  attuazione alle disposizioni di  cui  al  comma  1,  nell'ambito  delle  risorse disponibili e senza nuovi o maggiori oneri  a  carico  della  finanza pubblica.».
(( 1-bis. Con decreto del Ministro della giustizia, da adottare  di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,   sono determinati, nei  limiti  delle  risorse  finanziarie  disponibili  a legislazione   vigente,   il   numero   nonche'   i    criteri    per l'individuazione dei  soggetti  che  hanno  completato  il  tirocinio formativo di cui all'art. 37, comma 11, del  decreto-legge  6  luglio
2011, n. 98, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  15  luglio 2011, n. 111, e  successive  modificazioni,  che  possono  far  parte dell'ufficio per il  processo,  tenuto  conto  delle  valutazioni  di
merito e delle esigenze organizzative degli uffici giudiziari.
))
(( 2.  All'art.  73  del  decreto-legge  21  giugno  2013,  n.  69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) al comma 1:
  1) dopo  le  parole:  «i  tribunali  ordinari,»  sono  inserite  le seguenti: «gli uffici requirenti di primo e secondo grado,»;
  2) il secondo periodo e' soppresso;
  b) dopo il comma 11 e' inserito il seguente:
  «11-bis. L'esito positivo dello stage, come attestato a  norma del comma 11, costituisce titolo per l'accesso al concorso per magistrato ordinario, a norma dell'art. 2 del decreto legislativo 5 aprile            2006, n. 160,  e  successive  modificazioni.  Costituisce  altresi'  titolo idoneo  per  l'accesso  al  concorso  per  magistrato  ordinario   lo svolgimento del tirocinio  professionale  per  diciotto  mesi           presso l'Avvocatura dello Stato, sempre che sussistano i requisiti di merito di  cui  al  comma  1  e  che  sia  attestato  l'esito  positivo  del tirocinio».
))

(( Art. 50-bis
Modifiche all'art. 73  del  decreto-legge  21  giugno  2013,  n.  69,  convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. 

1. Dopo il comma 8 dell'art. 73 del decreto-legge 21  giugno  2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto  2013,  n. 98, sono inseriti i seguenti:
«8-bis. Agli ammessi allo stage e' attribuita, ai sensi  del  comma 8-ter, una borsa di studio determinata in  misura  non  superiore  ad euro 400  mensili  e,  comunque,  nei  limiti  della  quota  prevista
dall'art. 2, comma 7, lettera  b),  del  decreto-legge  16  settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13  novembre 2008, n. 181.
8-ter. Il Ministro della giustizia, di  concerto  con  il  Ministro dell'economia  e  delle  finanze,   con   decreto   di   natura   non regolamentare,  determina  annualmente  l'ammontare   delle   risorse
destinate all'attuazione degli interventi di cui al comma  8-bis  del presente  articolo  sulla  base  delle  risorse  disponibili  di  cui all'art. 2, comma 7, lettera b), del decreto-legge 16 settembre 2008,
n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre  2008, n. 181, i requisiti per l'attribuzione della borsa di studio  di  cui al comma 8-bis, sulla base dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) calcolato per le prestazioni erogate agli studenti nell'ambito del diritto allo studio universitario, nonche' i  termini e le  modalita'  di  presentazione  della  dichiarazione  sostitutiva unica».
))

Art. 51
Razionalizzazione degli uffici di cancelleria e notificazioni per via telematica 

1. All'art. 162, primo comma, della legge 23 ottobre 1960, n. 1196, e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «Le  cancellerie  delle corti di appello e dei tribunali ordinari  sono  aperte  al  pubblico
almeno ((  quattro  ))  ore  nei  giorni  feriali,  secondo  l'orario stabilito dai rispettivi presidenti, sentiti i capi delle cancellerie interessate.».
2. All'art. 16-bis del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221, (( al comma 7 sono apportate le seguenti modificazioni: ))
  (( a) le parole: «di cui ai commi da 1 a 4» sono  sostituite  dalle seguenti: «con modalita' telematiche»;
))
  b) sono aggiunti, in fine, i  seguenti  periodi:  «Il  deposito  e' tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta  consegna  e' generata entro la fine del giorno  di  scadenza  e  si  applicano     le disposizioni di cui all'art. 155, quarto e quinto comma,  del  codice di  procedura  civile.  Quando  il  messaggio  di  posta  elettronica certificata eccede la dimensione massima stabilita  nelle                 specifiche tecniche del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del ministero della giustizia, il deposito degli  atti  o  dei  documenti puo' essere eseguito mediante gli invii di  piu'                  messaggi  di  posta elettronica certificata. Il deposito e' tempestivo quando e' eseguito entro la fine del giorno di scadenza.». 

Art. 52
Poteri di autentica dei difensori e degli ausiliari del giudice

1. Al decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,  sono  apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'art. 16-bis dopo il comma  9  e'  aggiunto,  in  fine,  il seguente:
    «9-bis. Le  copie  informatiche,  anche  per  immagine,  di  atti processuali di parte  e  degli  ausiliari  del  giudice  nonche'  dei provvedimenti di quest'ultimo, presenti nei fascicoli informatici     dei procedimenti   indicati   nel    presente    articolo,    equivalgono all'originale anche se prive della firma digitale del cancelliere. Il difensore, il consulente  tecnico,  il  professionista  delegato,  il
curatore ed il commissario giudiziale possono estrarre con  modalita' telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli  atti  e dei provvedimenti di  cui  al  periodo  precedente  ed  attestare  la conformita' delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico. Le copie analogiche ed informatiche, anche per immagine,   estratte   dal    fascicolo    informatico    e     munite dell'attestazione  di  conformita'  a  norma  del   presente   comma, equivalgono  all'originale.  ((  Il  duplicato  informatico   di   un documento  informatico  deve  essere  prodotto  mediante  processi  e strumenti che assicurino che il documento informatico ottenuto  sullo stesso sistema di memorizzazione o su un sistema diverso contenga  la stessa sequenza di bit del documento informatico di  origine.  ))  Le disposizioni di cui al presente comma  non  si  applicano  agli  atti processuali che contengono provvedimenti giudiziali  che  autorizzano il prelievo di somme di denaro vincolate all'ordine del giudice.»;
    b) dopo l'art. 16-quinquies e' inserito il seguente:
  «Art. 16-sexies (Domicilio digitale). - 1.  Salvo  quanto  previsto dall'art. 366 del codice di procedura civile, quando la legge prevede che le notificazioni degli atti in materia civile al difensore  siano
eseguite, ad istanza di parte,  presso  la  cancelleria  dell'ufficio giudiziario,  alla  notificazione  con  le  predette  modalita'  puo'  procedersi  esclusivamente  quando  non  sia  possibile,  per   causa
imputabile al destinatario, la notificazione  presso  l'indirizzo  di posta  elettronica  certificata,  risultante  dagli  elenchi  di  cui all'art. 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82,  nonche' dal  registro  generale  degli  indirizzi  elettronici,  gestito  dal ministero della giustizia.».
2. Al decreto del Presidente della Repubblica 30  maggio  2002,  n. 115, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'art. 40, dopo il comma 1-ter sono aggiunti i seguenti:
    «1-quater.  Il  diritto  di   copia   senza   certificazione   di conformita' non e' dovuto quando la copia e' estratta  dal  fascicolo informatico dai soggetti abilitati ad accedervi.
  1-quinquies. Il diritto di copia autentica non e' dovuto  nei  casi previsti dall'art. 16-bis, comma 9-bis, del decreto-legge 18  ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17  dicembre
2012, n. 221.»;
    b) all'art. 268, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
    «1-bis. Il diritto di copia autentica  non  e'  dovuto  nei  casi previsti dall'art. 16-bis, comma 9-bis, del decreto-legge 18  ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17  dicembre
2012, n. 221.»;
    c) all'art. 269, il comma 1-bis e' sostituito dal seguente:
    «1-bis. Il diritto di copia senza certificazione  di  conformita' non e' dovuto quando la copia e' estratta dal  fascicolo  informatico dai soggetti abilitati ad accedervi.».

Art. 53
Norma di copertura finanziaria 

1. Alla copertura delle minori  entrate  derivanti  dall'attuazione delle disposizioni del presente capo, valutate in 18 milioni di  euro per l'anno 2014 e 52,53 milioni di euro a decorrere  dall'anno  2015,
di cui 3 milioni di euro per l'anno 2014  e  10  milioni  di  euro  a decorrere dall'anno 2015 per  l'attuazione  dell'art.  46,  comma  1, lettera d), 15 milioni di euro per l'anno 2014  e  42,53  milioni  di
euro a decorrere dall'anno 2015 per l'attuazione dell'art. 52,  comma 2, lettere a), b) e c), si provvede con le maggiori entrate derivanti dall'aumento del contributo unificato di cui all'art. 13 del  decreto
del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, al quale sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'art. 13, comma 1, alla lettera a)  le  parole:  «euro  37» sono sostituite dalle seguenti: «euro 43»;
    b) all'art. 13, comma 1, alla lettera b)  le  parole:  «euro  85» sono sostituite dalle seguenti: «euro 98»;
    c) all'art. 13, comma 1, alla lettera c) le  parole:  «euro  206» sono sostituite dalle seguenti: «euro 237»;
    d) all'art. 13, comma 1, alla lettera d) le  parole:  «euro  450» sono sostituite dalle seguenti: «euro 518»;
    e) all'art. 13, comma 1, alla lettera e) le  parole:  «euro  660» sono sostituite dalle seguenti: «euro 759»;
    f) all'art. 13, comma 1, alla lettera f) le parole: «euro  1.056» sono sostituite dalle seguenti: «euro 1.214»;
    g) all'art. 13, comma 1, alla lettera g) le parole: «euro  1.466» sono sostituite dalle seguenti: «euro 1.686»;
    h) all'art. 13, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Per  iprocessi di esecuzione immobiliare il contributo  dovuto  e'  pari  a euro 278. Per gli altri  processi  esecutivi  lo  stesso  importo  e'
ridotto della meta'. Per i processi  esecutivi  mobiliari  di  valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto e' pari a euro 43. Per  i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo  dovuto  e'
pari a euro 168.»;
    i) all'art. 13, comma 5, le parole: «euro  740»  sono  sostituite dalle seguenti: «euro 851».
2. Ai sensi dell'art. 17, comma 12, della legge 31  dicembre  2009, n. 196, il Ministro della giustizia provvede  al  monitoraggio  delle minori entrate (( di cui al presente capo )) e riferisce in merito al
Ministro dell'economia e delle finanze. Nel  caso  si  verifichino  o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1 del presente articolo, il Ministro dell'economia  e
delle finanze, sentito il  Ministro  della  giustizia  provvede,  con proprio decreto, all'aumento  del  contributo  unificato  di  cui  al medesimo comma 1, nella misura necessaria alla copertura  finanziaria
delle minori entrate risultanti dall'attivita' di monitoraggio.
3. Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  riferisce  senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti ed alla adozione delle misure di cui al secondo periodo.
4. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 54
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

Allegato 1   
(art. 1, comma 6)

 (in milioni di euro)

 

MINISTERO
2014 2015 2016 2017 2018 e successivi
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
355,7
448,4
 504,5
511,9
523,6
           
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DELLO        | 55,6 |   88,5|   90,5 |   83,6 |    85,1  |
|SVILUPPO ECONOMICO     |      |       |        |        |          |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DEL LAVORO   | 21,5 |    7,0|    6,0 |    6,0 |     6,1  |
|E DELLE POLITICHE      |      |       |        |        |          |
|SOCIALI                |      |       |        |        |          |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DELLA        | 13,5 |   37,2|   47,5 |   49,0 |    50,5  |
|GIUSTIZIA              |      |       |        |        |          |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DEGLI AFFARI | 13,5 |   25,2|   30,5 |   31,3 |    32,2  |
|ESTERI                 |      |       |        |        |          |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DELL'INTERNO | 30,9 |   58,9|   66,2 |   68,0 |    70,0  |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DELL'AMBIENTE|  2,9 |    6,7|    8,5 |    8,7 |     8,9  |
|E DELLA TUTELA         |      |       |        |        |          |
|DEL TERRITORIO         |      |       |        |        |          |
|E DEL MARE             |      |       |        |        |          |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DELLE        |113,0 |  165,0|  170,0 |  163,7 |   165,7  |
|INFRASTRUTTURE E       |      |       |        |        |          |
|DEI TRASPORTI          |      |       |        |        |          |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DELLA DIFESA | 89,5 |  254,6|  362,7 |  373,6 |   382,9  |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DELLE        | 11,1 |    8,4|    9,2 |    9,5 |     9,7  |
|POLITICHE AGRICOLE     |      |       |        |        |          |
|ALIMENTARI E FORESTALI |      |       |        |        |          |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|MINISTERO DELLA SALUTE |  2,8 |    4,2|    4,6 |    4,7 |     4,9  |
|-----------------------|------|-------|--------|--------|----------|
|        TOTALE         |710,0 |1.104,0|1.300,1 |1.309,9 | 1.339,6  |
|=======================|======|=======|========|========|==========|

 

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