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SapaFlash del 17-04-2013

Date: 17-04-2013 / Author: sapaf /
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sapaflash del 17 aprile 2013

Pensavamo che, dopo la paradossale disavventura accaduta nell’ultimo corso sovrintendenti, l’amministrazione s’impegnasse con maggior attenzione alle problematiche connesse alla formazione del personale.

Purtroppo dopo le tre recenti riunioni della Commissione formazione tenutesi in questi giorni, la situazione non è mutata anzi è decisamente peggiorata!

A differenza degli scorsi anni l’amministrazione, infatti, ha presentato un programma annuale di formazione privo del relativo budget finanziario (le uniche risorse disponibili attualmente sono riservate ai prossimi corsi iniziali per l’accesso nei ruoli del Corpo), precludendo, di fatto, lo svolgimento di quei corsi ormai improcrastinabili e necessari per il personale, a meno che qualche divisione riesca a farsi finanziare, motu proprio, taluno di detti corsi. Nell’ultima riunione è stato stralciato dal programma annuale anche il percorso d’aggiornamento che, da qualche anno, viene effettuato per i comandanti di stazione.

Comprendiamo le difficoltà finanziarie del momento ma come accaduto negli scorsi anni, anche con poco, si riuscirebbe ad organizzare qualcosa di buono. Il problema principale è l’organizzazione, oltre che la gestione della formazione; chi la deve organizzare, chi deve proporre e gestire i corsi e soprattutto quali sono “principalmente” i destinatari della formazione.

Da anni stiamo assistendo ad uno spettacolo desolante frutto di una disorganizzazione davvero grottesca: la Scuola che rivendica il diritto dell’organizzazione della formazione; alcune divisioni che organizzano corsi senza garantire la minima informazione al riguardo; corsi proposti da divisioni diverse su tematiche spesso simili se non addirittura identiche; partecipanti ai corsi che, in molti casi, non sono interessati alla problematica connessa al corso stesso (attualmente non è ancora disponibile neanche presso le divisioni proponenti una banca dati dei corsisti). L’aspetto più preoccupante è che la stessa amministrazione è consapevole di questa sconfortante realtà e, purtroppo, anche la rappresentanza sindacale della Commissione - e la conferma si è avuta in queste ultime riunioni -, consapevolmente chiude gli occhi e continua ad accettare supinamente tale desolante situazione.

Noi non ci stiamo e abbiamo deciso di non condividere da adesso in poi alcun documento se prima non ci sarà una pianificazione ad hoc della formazione!

Per noi gli obiettivi formativi del personale devono essere, in primis, quelli della mission dell’Amministrazione nella tutela del patrimonio ambientale del nostro territorio oltre a quelli connessi all’attività organizzativa interna. In un momento in cui tutto il Paese chiede la tutela del bene comune non dobbiamo farci trovare impreparati e affrontare serenamente, con personale formato e professionalizzato, il lavoro che ci viene chiesto.

In alcune realtà territoriali le commissioni decentrate riescono ad organizzare positivamente corsi anche a costo zero o, come a volte accade, finanziati con risorse provenienti da enti terzi. Quest’anno la Commissione nazionale formazione entrerà nel merito anche di queste attività, purtroppo, come anticipato nell’ultima riunione, in modo penalizzante e farraginoso: in caso di corsi qualificanti infatti, l’operato delle commissioni periferiche dovrà essere sottoposta al vaglio dalla commissione nazionale.

Si vuole “bloccare” l’attività, correttamente disciplinata dall’ANQ, delle commissioni periferiche per portare la discussione dei corsi periferici a livello nazionale. Possiamo comprendere il motivo di tale scelta per quelle organizzazioni sindacali che in periferia sono poco rappresentative nelle commissioni decentrate (n.b. la presenza “qualificata” delle oo.ss. nelle commissioni periferiche è in relazione alla percentuale degli iscritti) ma sinceramente ci sorprende la condivisione di quell’organizzazione che è “ampiamente” rappresentativa in tali ambiti (forse i loro rappresentanti lavorano male!!!) e che di fatto, con la condivisione di tale atteggiamento, smentisce anche quello che è stato da loro, all’epoca della condivisione dell'ANQ, sottoscritto.

Oggi su questo tema siamo, purtroppo, i soli a rivendicare le necessità di una riorganizzazione seria e funzionale alla struttura. Ci farebbe molto piacere vedere al nostro fianco in questa battaglia organizzazioni che condividano seriamente tale problematica ma … evidentemente hanno altri pensieri!!

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