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Sentenza del TAR Lazio 12763/2006

Date: 15-05-2010 / Author: sapaf /
Repubblica

REPUBBLICA ITALIANA

N.13232/02 Reg.Ric.

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

N.         Reg.Sent.

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO

N.         Reg.Sez.

SEZIONE III BIS

   Anno   2006

 

 

composto dai Magistrati:

 

Roberto SCOGNAMIGLIO - PRESIDENTE

 

Antonio AMICUZZI     - CONSIGLIERE

 

Antonio VINCIGUERRA  - CONSIGLIERE rel.est.

 

ha pronunciato la seguente

 

S E N T E N Z A

sul ricorso n. 13232/2002 R.G. proposto da BENDINELLI Armando, CHEGAI Armando, DEGL'INNOCENTI Andrea, GHENO Dimitri, GIORDANO Carmen Rossana, IAMPIETRO Salvatore, NARDELLI Maurizio, RANIERI Bruno e RENZONI Stefano, rappresentati e difesi dall'avv. Fulvio Spena, ed elettivamente domiciliati in Roma, circonvallazione Clodia - 88;

c o n t r o

Ministero delle politiche agricole e forestali, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, presso la cui sede domicilia per legge;

per l'annullamento

del provvedimento in data 15.7.2002, con il quale il Direttore Generale delle Risorse forestali, montane e idriche del Ministero delle politiche agricole e forestali ha approvato la graduatoria del concorso per quarantotto posti di vice sovrintendente del Corpo Forestale dello Stato indetto con decreto del 12.10.2000;

 

Visto il ricorso con gli atti e documenti allegati;

 

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero delle politiche agricole e forestali;

 

Viste le memorie prodotte dalle parti e gli atti tutti della causa;

 

Uditi alla pubblica udienza del 19.6.2006, con designazione del Consigliere dott. Antonio Vinciguerra relatore della causa, i procuratori delle parti comparsi come da verbale di udienza;

 

Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:

F A T T O

I ricorrenti sono dipendenti del Corpo Forestale dello Stato, con la qualifica di agenti scelti. Affermano di aver partecipato al concorso interno per la nomina di quarantotto vice sovrintendenti bandito con decreto in data 12.10.2000 del Direttore generale delle Risorse forestali, montane e idriche del Ministero delle politiche agricole e forestali. Il concorso era destinato alla copertura dei 158 posti disponibili nella misura del 30 % - ai sensi dell'art. 9, I c., lettera a), del D.Lgs. 12.5.1995 n. 201 - riservata al personale appartenente al ruolo degli assistenti e degli agenti del Corpo Forestale dello Stato con almeno quattro anni di servizio effettivo, e nella misura del restante 70 % - ai sensi della lettera b) di detta disposizione - riservata al personale di detto Corpo appartenente al ruolo degli assistenti capo, con almeno un anno di servizio effettivo.

 

Con l'atto introduttivo del giudizio è stato impugnato il decreto di approvazione della graduatoria di merito relativa al concorso suddetto, nonché di dichiarazione di n. 158 vincitori e di ammissione di questi al prescritto corso di formazione, per la parte in cui non ha esteso la dichiarazione di nomina dei vincitori al 401° candidato in graduatoria e, comunque, agli odierni ricorrenti, a copertura integrale dei complessivi posti dichiarati vacanti e banditi a concorso.

 

I ricorrenti deducono che il D.Lgs. n. 201/1995, come modificato dall'art. 4, lett. d), del D.Lgs. n. 87/2001, impone un meccanismo di reciproco aumento tra le differenti aliquote in cui è strutturata la procedura di avanzamento alla qualifica superiore, previa verifica dei posti rimasti scoperti, allo scopo di realizzare al meglio l'interesse pubblico.

 

L'atto impugnato è stato adottato in violazione di detta normativa, anche in assenza di indicazione di ulteriori interessi - peraltro insussistenti - che consentissero di derogare a quanto ivi stabilito.

 

Né a tanto poteva ostare la situazione connessa alla successione dei vari eventi, normativo e procedimentale, della vicenda de qua, essendo ogni singola fase delle procedura concorsuale in itinere vincolata alla normativa in vigore al tempo in cui si è prodotta e non a quello dell'avvio del procedimento.

 

Si è costituito in giudizio il Ministero delle politiche agricole e forestali e ha chiesto il rigetto dell'impugnativa.

 

Alla pubblica udienza del 19.6.2006 la causa è stata trattenuta in decisione.

 

D I R I T T O

Il testo originario dell'art. 9 del D. Leg. vo 12 maggio 1995, n. 201, attinente alla nomina a vice sovrintendente del Corpo Forestale dello Stato stabiliva: "1. La nomina a vice sovrintendente si consegue: a) nel limite del trenta per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ciascun anno, mediante concorso interno teorico-pratico e superamento di un successivo corso di formazione e specializzazione tecnico-professionale, di durata non inferiore a tre mesi. Al concorso sono ammessi gli appartenenti al ruolo degli assistenti ed agenti che abbiano compiuto alla stessa data almeno quattro anni di effettivo servizio e non abbiano riportato nei due anni precedenti sanzioni disciplinari più gravi della censura; b) nel limite del settanta per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ciascun anno, mediante concorso interno per titoli e superamento di un successivo corso di formazione tecnico-professionale della durata non inferiore a tre mesi. Al concorso sono ammessi gli assistenti capo i quali, nei due anni precedenti, non abbiano riportato sanzioni disciplinari più gravi della sospensione dallo stipendio superiore a sei giorni ed un giudizio complessivo inferiore a buono con punti otto.

 

2. I posti disponibili per i concorrenti di cui al comma 1, lettera a) rimasti scoperti sono portati in aumento alla aliquota disponibile per il personale di cui alla lettera b)".

 

3. L'individuazione delle categorie dei titoli di servizio, le modalità di svolgimento del concorso di cui al comma 1, lettera a), compresa la determinazione della prova di esame e la composizione della commissione esaminatrice, nonché per le finalità anche di cui all'art. 4, comma 5, i programmi e le modalità di svolgimento del corso di cui alle lettere a) e b), e quelle dello svolgimento degli esami di fine corso sono fissati con decreto ministeriale.

 

4. La nomina a vice sovrintendente è conferita secondo l'ordine di graduatoria risultante dagli esami di fine corso".

 

Le suddette disposizioni sono state integrate dalle modifiche definite con l'art. 4 del D.Lgs. 28.2.2001 n. 87, le quali, tra l'altro, hanno portato rispettivamente al 40% e al 60% le aliquote a) e b) di cui al primo comma dell'art. 9 sopra indicato.

 

Anche il secondo comma di detto articolo è stato modificato dall'art. 4 del D.Lgs. n. 87/2001, che al punto d) ha stabilito: "al comma 2, sono aggiunte, in fine, le parole «e viceversa»".

 

Con lo stesso D.Lgs. n. 87/2001 è stato altresì stabilito (art. 32, commi 1 e 2): "1. Le disposizioni dell'articolo 5, comma 2-bis, introdotto dall'articolo 3, comma 7, del presente provvedimento, dell'articolo 9, comma 4, come integrato dall'articolo 4, comma 1, lettera e) del presente provvedimento e dell'articolo 36, comma 7-bis, introdotto dall'articolo 17, comma 8 del presente provvedimento si applicano anche ai concorsi banditi successivamente al 1° settembre 1995.

 

2. Le disposizioni di cui agli articoli 15, 17, 21, 22, 23 e 25 si applicano ai concorsi il cui bando sarà pubblicato successivamente all'entrata in vigore del presente decreto".

 

Il bando del concorso in questione è stato emanato in considerazione di quanto disposto dall'art. 9 del D.Lgs. n. 201/1995, il cui secondo comma all'epoca non comprendeva ancora, in fine, la locuzione "e viceversa", successivamente introdotta ad affermare la reciprocità del meccanismo di interscambio dei posti scoperti nelle due aliquote a) e b) di cui al primo comma. La disposizione originaria consentiva l'aumento della sola aliquota b) - riservata al personale con qualifica di assistente capo - con i posti dell'aliquota a) - riservata al personale con qualifica di assistente e agente - che rimangono scoperti dopo la selezione.

 

Di norma nell'ambito   di  una   procedura   concorsuale   in  itinere  lo jus superveniens trova applicazione  ove la procedura per  il concorso si divida in  varie fasi coordinate, ma  dotate pur sempre di  una certa autonomia,   con  la   conseguenza  che   la  nuova   normativa  può disciplinare le fasi  procedimentali che all'atto della sua entrata  in  vigore  sono  ancora  in via  di  svolgimento  ma  non concluse,  incontrando soltanto  il limite  dell'intangibilità delle situazioni giuridiche  ormai compiute (Cons.St., VI, 26.5.1999 n. 694; T.A.R. Lazio, II, 11.9.2003 n. 7555).

 

Nel particolare caso che occupa, tuttavia, ancorché la normativa di base sia stata modificata dal D.Lgs. n. 87/2001, l'art. 32 del medesimo provvedimento di modifica ha individuato espressamente, con norma di coordinamento, le disposizioni che avrebbero potuto applicarsi anche ai concorsi banditi successivamente al 1° settembre 1995 e quelle che avrebbero potuto applicarsi ai concorsi il cui bando sarebbe stato pubblicato successivamente all'entrata in vigore dello stesso D.Lgs. n. 87/2001.

 

Tra di esse non figura l'art. 9,  comma 2, del D.Lgs. n. 201/1995 come integrato dall'art. 4, punto d), del D.Lgs. n. 87/2001, il quale ha stabilito l'aggiunta alla precedente disposizione, in fine, delle parole "e viceversa".

 

La espressa esclusione normativamente prevista dell'applicabilità al concorso di specie, bandito dopo l'1.9.1995,  della suddetta modifica introdotta dal D.Lgs. n. 87/2001, comporta l'inutilizzabilità in fattispecie del principio generale di applicabilità dello jus superveniens. Sicché legittimamente con il provvedimento impugnato non sono stati portati in aumento alla aliquota a) di cui all'art. 9, primo comma, del D.Lgs. n. 201/1995 i posti dell'aliquota b) rimasti scoperti. Ne consegue che i ricorrenti, i quali, per la qualifica posseduta di agenti scelti, sono riservatari dei posti di cui all'aliquota a), non hanno titolarità per alcuna situazione di vantaggio tutelata all'incremento della riserva con i posti dell'aliquota b), escludendosi che possa operare per il concorso de qua il meccanismo d'interscambio introdotto con la novella del 2001.

 

Il ricorso deve pertanto essere respinto.

 

Le spese del giudizio possono essere compensate tra le parti.

 

P. Q. M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione II ter, rigetta il ricorso in epigrafe.

 

Compensa interamente tra le parti le spese e gli onorari di lite.

 

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

 

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del

 

Roberto Scognamiglio   PRESIDENTE

 

Antonio Vinciguerra    CONSIGLIERE est.

 

 

 

Depositata in Segreteria in data

Il Segretario

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