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TAR Lazio sedi di assegnazione 38° vice ispettori depositata 12-04-2012

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Repubblica

REPUBBLICA ITALIANA 

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO 

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter) ha pronunciato la presente 

SENTENZA 

ex art. 60 cod. proc. amm.

sul ricorso numero di registro generale 9929 del 2011, proposto dal: 
Sindacato Autonomo Forestali, in persona del legale rapp.te p.t., rappresentato e difeso dagli avv. Chiara Servetti e Mario Contaldi, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Mario Contaldi, in Roma, via P.G. Da Palestrina n. 63;

contro

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge presso gli uffici, in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

per l'annullamento

del provvedimento dell’Ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato di cui a prot. n. 1651/2011 del 30.8.2011, con il quale è stato approvato l’elenco delle sedi di assegnazione dei vincitori del concorso interno per viceispettori; nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali; 

Visti il ricorso e i relativi allegati; 

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali; 

Viste le memorie difensive; 

Visti tutti gli atti della causa; 

Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 aprile 2012 il cons. Maria Cristina Quiligotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; 

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; 

Considerato che, con il ricorso in trattazione, il Sindacato autonomo forestali-S.A.F. ha impugnato il provvedimento dell’Ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato, di cui al prot. n. 1651/2011 del 30.8.2011, con il quale è stato approvato l’elenco delle sedi di assegnazione dei vincitori del concorso interno per viceispettori, nella parte in cui, nell’individuazione delle predette sedi, sono state privilegiate le sedi delle Regioni del Centro Italia e soprattutto le Regioni Lazio, Toscana ed Emilia Romagna a discapito delle Regioni del Nord Italia e, in particolare, del Piemonte e del Veneto; 

Considerato che ne è stata dedotta l’illegittimità con un unico complesso motivo di censura per violazione e falsa applicazione dell’articolo 3 della legge n. 241 del 1990 e dell’articolo 3, comma 6, della legge n. 36 del 2004 e per eccesso di potere per violazione dei decreti del Capo del Corpo forestale dello Stato del 20.12.2007, 15.7.2009 e 27.6.2011 e del D.M. 22.2.2008 nonché per disparità di trattamento ed ingiustizia manifesta, in quanto non sarebbe stata assicurata una equilibrata distribuzione sul territorio del personale vincitore della selezione di cui trattasi, che avrebbe dovuto garantire il corretto ed efficiente svolgimento dell’attività di servizio, rispondendo, invece, l’individuazione delle predette sedi ad una logica meramente clientelare tesa a garantire ai vincitori, per la maggior parte residenti nelle regioni centrali, una nuova sede di servizio non eccessivamente distante, a discapito delle sedi con le maggiori vacanze in organico; 

Considerato che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali si è costituito in giudizio con il patrocinio dell’Avvocatura generale dello Stato in data 6.3.2012 con memoria difensiva con la quale ha, in via preliminare, dedotto l’inammissibilità del ricorso per difetto di legittimazione attiva, e nel merito, ha dedotto l’infondatezza del ricorso, del quale ha chiesto il rigetto, in quanto le censure non tengono conto delle modalità concrete di svolgimento del procedimento di individuazione delle sede nonché dell’intero quadro degli spostamenti nelle sedi a seguito del concorso per allievo viceispettore; 

Considerato che il sindacato ricorrente, con la memoria conclusiva del 7.3.2012, ha controdedotto alle difese avversarie e ha ribadito, in via preliminare, la propria legittimazione attiva ed il proprio interesse a ricorrere nonché, anche alla luce della documentazione nelle more prodotta da parte dell’amministrazione, la fondatezza delle censure di cui in ricorso; 

Considerato che l’eccezione preliminare in rito di cui alla difesa dell’amministrazione di difetto di legittimazione attiva appare fondata e va accolta in quanto, da un lato, è comprovato in atti che gli aderenti al predetto sindacato sono in numero particolarmente esiguo, e, peraltro, tutti residenti nell’ambito della Regione Piemonte, e, dall’altro, che, secondo un principio che può ritenersi consolidato nella materia, un'associazione o un sindacato non possono agire per la difesa di singole posizioni ma sono, invece, legittimati ad agire in giudizio a tutela delle prerogative del sindacato quale istituzione esponenziale di una determinata categoria di lavoratori e degli interessi collettivi della categoria stessa e, tuttavia, nel caso di specie, il ricorrente sindacato non si fa portatore di un interesse proprio del sindacato o degli interessi collettivi giuridicamente rilevati della intera categoria rappresentata, bensì impugna un provvedimento ritenuto lesivo degli interessi esclusivamente dei propri associati che, solo in minima parte, compongono la categoria di riferimento; 

Considerato che, conclusivamente, le associazioni sindacali non possono agire per la difesa di singole posizioni ma sono legittimati esclusivamente ad agire in giudizio a tutela degli interessi collettivi della intera categoria e che, pertanto, nel caso di specie, si ritiene insussistente la legittimazione al ricorso del sindacato ricorrente; 

Considerato che il ricorso è, peraltro, infondato nel merito atteso che, alla luce della documentazione prodotta da parte dell’amministrazione nonché delle difese di cui alla memoria di costituzione, è possibile rinvenire la logica sottesa all’individuazione delle sedi di cui trattasi nonostante la apparente illogicità dedotta avuto riguardo al mero criterio di proporzionalità tra i posti vacanti nella pianta organica delle singole sedi ed il numero di viceispettori assegnati a ciascuna delle stesse; 

Considerato, infatti, che l’amministrazione ha rilevato che l’individuazione delle predette sedi non è effettivamente basata su di un mero ed astratto calcolo di percentuale di scopertura degli organici in quanto fondata su di un complesso contemperamento di esigenze ed è appunto intervenuta successivamente alla conclusione dell’appello ordinario e della procedura straordinaria di trasferimento, delle cui risultanze è stato preso atto ai fini che interessano, etenendo, altresì in considerazione la circostanza che è in corso di espletamento il concorso pubblico a n. 400 posti per allievi viceispettori di cui al decreto del 23.11.2011 eche, pertanto, all’esito del detto concorso la copertura delle piante organiche rispetterà una equilibrata ripartizione territoriale; 

Considerato che il ricorso è inammissibile per le considerazioni che precedono e che le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo che segue;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile. 

Condanna il ricorrente al pagamento in favore dell’amministrazione del pagamento delle spese del presente giudizio che si liquidano in complessivi euro 1.000,00 oltre IVA e CPA. 

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. 

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 aprile 2012 con l'intervento dei magistrati: 
Maddalena Filippi, Presidente 
Germana Panzironi, Consigliere 
Maria Cristina Quiligotti, Consigliere, Estensore

L'ESTENSORE 

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 12/04/2012 
IL SEGRETARIO 
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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