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TAR Lazio sentenza 05140/2014 concorso pubblico 400 vice ispettori

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Repubblica

RI

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Ter)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;

sul ricorso numero di registro generale 276 del 2014, proposto da: 
Giada Villani, rappresentata e difesa dall'avv. Enrico Ioannoni Fiore, con domicilio eletto presso Valentina Rossi in Roma, via F. Saverio Nitti, 72; 

contro

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Corpo Forestale dello Stato, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; 

per l'annullamento

del provvedimento di esclusione dal concorso per la nomina di 400 allievi vice ispettori del Corpo Forestale dello Stato indetto con D.C.C. 23/11/13;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Corpo Forestale dello Stato;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 maggio 2014 il cons. Giuseppe Rotondo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Sussistono i presupposti di fatto e di diritto per la definizione immediata della causa e di ciò è stato dato avviso alle parti.

Visto il ricorso in epigrafe

Viste le censure dalla parte ricorrente dedotte avverso la determinazione di esclusione dal concorso indetto dal MIPAAF – Corpo Forestale dello Stato, per la nomina di 400 allievi vice ispettori del CFS;

Rilevato come tale determinazione sia stata adottata a seguito del giudizio di non idoneità espresso nei confronti della ricorrente, conseguente all’accertato difetto di requisiti previsti all’art. 4, c. 1 del D.P.R. 27/2/1991, n. 132 ed in particolare: “carenza livello evolutivo di cui alla lett. a), carenza controllo emotivo di cui alla lett. b) e carenza adattabilità di cui alla lett. d)”;

Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Avvocatura Generale dello Stato;

Rilevato che con ordinanze collegiali istruttorie il Collegio - ritenuto che nel quadro della sommaria delibazione propria della presente sede cautelare le argomentazioni a sostegno dell’avversato giudizio diagnostico, per come evidenziate nella documentazione inerente agli accertamenti ai quali è stata sottoposta l’interessata, non evidenziavano, ictu oculi, la presenza di concludenti elementi suscettibili di confermare la sussistenza della patologia asseritamente riscontrata – ha, per l’effetto, ravvisata l’esigenza di sottoporre l’interessata a rinnovato accertamento sanitario presso il Policlinico Militare di Roma, sì da consentire lo svolgimento di ulteriori approfondimenti preordinati alla verifica dell’effettiva presenza e consistenza del disturbo a fondamento dell’avversato giudizio di inidoneità, nonché della eventuale rilevanza dallo stesso assunta ai fini dello svolgimento della mansioni proprie del profilo professionale oggetto della procedura concorsuale di che trattasi;

Vista che la verificazione, eseguita il 7 maggio 2014, depositata in giudizio il successivo giorno 12, ed eseguita da una commissione medica composta da tre membri (di cui un medico legale e due psichiatri) appartenenti al Policlinico Militare di Roma, reca la seguente diagnosi: “In seguito alla raccolta anamnestica, ai rilievi testologici ed alla condizione clinica osservata non si rilevano elementi psicopatologici in atto in soggetto con normale assetto della struttura di personalità, nelle sue componenti intellettiva, affettiva e comportamentale condizione inquadrabile per il DPR 132 del 1991 come IDONEO per quanto di competenza specifica della commissione”;

Considerato che

-la rinnovata visita medica, disposta in via di verificazione, nel dare conto del protocollo metodologico seguito e della normativa applicata, ha riscontrato l’assenza di cause di non idoneità ovvero l’insussistenza di patologie psichiatriche a carico del candidato, tali da cagionarne la sua esclusione dalla procedura di reclutamento;

-neppure constano, agli atti della verificazione, circostanze sopravvenute alla prima vista medica capaci di avere modificato la realtà originaria che aveva dato la stura all’impugnato giudizio: ed invero, né la versata documentazione né la relazione depositata dall’amministrazione e neppure la verificazione inducono a sospettare che nelle more tra le due visite mediche le condizioni del ricorrente si siano modificate a seguito della sottoposizione a cure in grado di alterare la precedente situazione di fatto;

Ritenuto

Per quanto sopra esposto, il Collegio non può che convenire sull’erroneità del giudizio originario siccome adottato su presupposti di fatto travisati frutto di un esercizio di discrezionalità tecnica che, sottoposto al sindacato estrinseco, ha palesato la non corretta applicazione al procedimento de quo delle regole tecniche fornite dalla scienza medica e, pertanto, la scorrettezza e l’irragionevolezza della decisione finale senza che il giudice amministrativo si sia sostituito all’amministrazione nella valutazione tecnica e nel giudizio resi.

L’originaria erroneità dell’accertamento rende ragione al ricorrente che può così dimostrare la possidenza del prescritto requisito sin dalla prima visita medica (che se fosse stata correttamente effettuata avrebbe dato l’esito successivamente suffragato dalla verificazione) e, pertanto, al momento della valutazione.

Il provvedimento impugnato va, pertanto, annullato mentre l’effetto conformativo che deriva dalla presente decisione impone all’amministrazione (norma agendi) di fare pedissequa applicazione degli esiti della verificazione.

Le spese processuali, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge e refusione del contributo unificato, nonché i costi per l’organo verificatore, da questo quantificati in euro 500,00 (vedi nota 13985/0015742 del 12 maggio 2014), ed in questa misura ritenuti congrui dal Collegio, restano a carico del Ministero delle Politiche Agricole.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie.

Spese come in motivazione.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 maggio 2014 con l'intervento dei magistrati:

Maddalena Filippi, Presidente

Roberto Politi, Consigliere

Giuseppe Rotondo, Consigliere, Estensore

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 15/05/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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